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Pisa: una retrocessione da ricordare nel bene e nel male

Creato il 19 maggio 2017 da Tuttocalcio @cmercato24h

Il Pisa ritorna mestamente in Legapro dopo appena una stagione, una stagione vissuta su un ottovolante

Una retrocessione che per molti sensi non ha una spiegazione, una categoria che poteva essere mantenuta tranquillamente, ma a Vicenza il Pisa ha trovato la sua Caporetto, un’armata finita allo sbando dopo un campionato fino a quel punto quasi perfetto. Ricordiamo ancora in quel  dopo partita, Gattuso dire che i calciatori non lo seguivano, e ieri sera ha ribadito il concetto con questa dichiarazione:  “dopo Vicenza qualcosa si era rotto ed è ovvio che siano aumentati gli errori”. Quella maledetta sconfitta ha probabilmente cambiato gli equilibri nello spogliatoio, ed anche i rapporti tra Gattuso e Corrado, ecco le parole rilasciate ieri sera dal Presidente nerazzurro: “Sotto il profilo umano ci lasciamo bene, sotto quello tecnico un po’ incompiuto”.

Dopo Vicenza la coppia perfetta è scoppiata, un idillio durato due mesi o poco più, perchè allora non cambiare gestione tecnica, visto che ancora mancavano diverse partite al termine del campionato? Difficile  trovare una risposta, forse Corrado sarebbe andato incontro ad una decisione impopolare, licenziare Gattuso per lui sarebbe stato forse un boomerang, invece si è deciso di andare avanti da separati in casa gettando alle ortiche una stagione.

Gli errori in sede di calciomercato sono stati evidenti, la squadra non ha tratto beneficio anzi, il rendimento è peggiorato, si è deciso di puntare sui giovani, quando forse sarebbe stato meglio prendere dei calciatori navigati della  categoria,  giocatori strapagati, insomma  investimenti top per risultati da flop.

Troppo semplice sarebbe dare le colpe alla preparazione atletica, è una affermazione che non ha senso in quanto  chi a Gennaio ha lasciato Pisa ha giocato quasi sempre da titolare in altri club, avendo anche un buon rendimento, di contro i nuovi acquisti del mercato invernale provenendo da altri club avevano tutti la preparazione, semplicemente non hanno reso quanto ci si aspettava.

Corrado e Gattuso hanno ancora molto da imparare, il primo è un novizio nel mondo del calcio a livello dirigenziale e nel mondo del pallone non si può improvvisare, il secondo ha ancora molto da imparare a livello tattico, iniziando magari a riguardarsi quanto fatto da Baroni ieri sera, che ha cambiato modulo nel secondo tempo tre volte , passando dal 4-2-3-1, al 4-2-4 e concludendo con un 5-3-2.

Ormai che la frittata è fatta si ricomincia daccapo, con una sola certezza , il tifo incredibile che ieri sera e durante tutto l’anno,  nonostante le sconfitte e la retrocessione non ha mai smesso di incitare la squadra, un esempio per tutta l’Italia.

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