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Porn to be wild

Creato il 07 aprile 2015 da Cannibal Kid
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PORN TO BE WILD

"Non mi sono lavata per tutto il periodo delle riprese. Non lo direste mai, vero?"

Wild (USA 2014) Regia: Jean-Marc Vallée Sceneggiatura: Nick Hornby Tratto dal romanzo: Wild. Una storia selvaggia di avventura e rinascita di Cheryl Strayed Cast: Reese Witherspoon, Laura Dern, Thomas Sadoski, Keene McRae, Gaby Hoffmann, Michiel Huisman, W. Earl Brown, Kevin Rankin Genere: selvatico Se ti piace guarda anche: Into the Wild, 127 ore, Cast Away, Vita di Pi
Perché? Perché percorrere a piedi quasi due mila km nel deserto? Perché una persona sana di mente dovrebbe fare una cosa del genere? La risposta a tale domanda mi sembra una sola: la persona in questione non è sana di mente. Oppure ci può essere sotto qualcos'altro?
Per scoprirlo, ho deciso di gettarmi in un'avventura estrema simile a quella affrontata dalla protagonista della pellicola Wild, ispirata non dalla compagnia pornografica Girls Gone Wild né tanto meno dal programma di Italia 1 Wild con Fiammetta Cicogna, bensì tratta da una vicenda vera raccontata da Cheryl Strayed nel suo libro autobiografico Wild. Una storia selvaggia di avventura e rinascita. Visto che nel multisala della mia cittadina danno in tutte le sale a reti unificate Fast & Furious 7, per vedere Wild su grande schermo il posto più vicino è Alessandria, che si trova a 30 km da casa mia. Potrei andare in auto fino a lì, potrei prendere il treno o l'autobus, fossi ricco persino il taxi, ma sarebbe troppo facile e così ho deciso: ci andrò a piedi. A piedi da Casale Monferrato ad Alessandria, una missione che solo in pochi temerari hanno tentato nel corso degli anni.
Prima cosa da fare: mettere ai piedi delle scarpe comode. Questo potrebbe essere un problema, visto che non possiedo scarpe comode, ma solo scarpe stilose. Non mi capita spesso di fare lunghi viaggi a piedi, quindi non penso mai troppo alla comodità quando le compro. Decido così di indossare un paio di Converse All Star, che sono quanto di più comodo sia riuscito a trovare nel mio sgabuzzino. Seconda cosa da fare: preparare lo zaino con cui affrontare la spedizione. Ci metto dentro soprattutto roba da mangiare e da bere. Ormai comincia a fare caldo e le colline monferrine non saranno il deserto, però non si sa mai. Mi porto quindi una bella scorta di birra, di whisky e di vodka. È importante bere per non disidratarsi, così mi han detto. Metto nello zainone anche qualcosa da leggere. Il viaggio è lungo e quindi potrebbe essere pure noioso. Porto con me letture altamente culturali come Playboy, che può sempre tornare utile, e poi la Guida Michelin, così posso godermi i ristoranti locali e le mille attrazioni turistiche che il percorso offre. Naturalmente prendo con me anche il cellulare, così posso chiamare aiuto in caso di emergenza, ascoltare musica e soprattutto giocare a Candy Crush e alla mia nuova app preferita app-ena scoperta Trivia Crack. Adesso che sono pronto per ogni evenienza che mi si possa presentare davanti, mi metto in marcia, che il viaggio è lungo.
Giovedì 2 aprile
Un viaggio di mille miglia deve cominciare con un solo passo. (Thomas Moore)
Sono in viaggio da 2 ore e non ce la faccio più... Ho bisogno di riposarmi... La missione si sta rivelando più difficile di quanto immaginassi, ma sono fiero di me... Sono riuscito ad arrivare fino in fondo al vialetto di casa. A piedi, gente, e senza bisogno di alcun auto o aiuto!
Adesso però devo bere, perché sto già cominciando a disidratarmi. A me la vodka, solo che devo centellinarla che il viaggio è appena iniziato.
8 ore dopo
Ho scarpinato tutto il giorno e non ce la faccio più. Mi devo accampare per la notte. Sono arrivato quasi alla fine del quartiere in cui vivo e i miei vicini di casa mi guardano come se fossi pazzo. Solo perché sono dentro a una tenda in mezzo al marciapiede? E dove dovrei dormire, secondo voi? Su una panchina come un barbone?

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"1800 km e sulla strada non c'è manco un McDonald's???
Fatemi tornare subito indietro!"


Venerdì 3 aprile
Non andare dove il sentiero ti può portare; vai invece dove il sentiero non c’è ancora e lascia dietro di te una traccia. (Ralph Waldo Emerson)
Secondo giorno di camminata e sento già che lo spirito del viaggiatore - ma che dico? - dell'esploratore si è impossessato di me. Niente oramai mi può fermare. Niente!
Mi si è slegata una scarpa... Oddio! E adesso che faccio? Non posso più andare avanti. Come posso continuare a viaggiare in queste condizioni? Come? Dio, perché sei così crudele, perché?
Incontro un bambino che sta andando ai giardinetti. Mi dice: “Hey, pirletti, hai bisogno di una mano?” E io: “Sì, grazie Signore. Mi aiuti, per favore.” Lui gentile mi fa: “Io ho imparato a legarmi le scarpe giusto la settimana scorsa, ma so ancora come ci si sente a non saperlo fare: impotenti, ecco come ci si sente. Come un uomo che non sa soddisfare una donna a letto.” E poi, come se fosse una cosa da nulla, mi lega le scarpe e io lo ringrazio allungandogli una banconota da 10 euro dalla tasca e lui fa: “Tutto qui?”, prima di andarsene lontano, oltre la linea dell'orizzonte. Rimasto solo, ma con le scarpe di nuovo allacciate, mi sento pronto per proseguire il mio viaggio. Quando è ormai calata la sera, sono giunto ai confini di Casale Monferrato e decido di accamparmi. So già che sarà una notte fredda e solitaria. Fortuna che mi sono portato dietro Playboy.

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"Forse non avrei dovuto mettere tutte queste scarpe nello zaino.
Ma vuoi passare dalla California senza un paio di Louboutin ai piedi?"


Sabato 4 aprile
Verso l’infinito... e oltre! (Buzz Lightyear)
Sono uscito dalle porte di Casale. Mi sento come un astronauta in mezzo all'ignoto spazio profondo. Davanti a me c'è il nulla, il grande nulla delle campagne monferrine. Attraverso i paesini della provincia di Alessandria con l'incitamento della popolazione locale. La mia incredibile avventura sta facendo parlare tutta la zona e, pare, il mondo intero. La gente per strada mi lancia borracce d'acqua, come fanno al Tour de France o al Giro d'Italia con i ciclisti. Io però accetto solo i cicchetti di grappa. Forte dell'incoraggiamento del pubblico, sempre più numeroso, supero paese dopo paese con una velocità record di 2 km all'ora. Mi sento come Pietro Mennea, come Carl Lewis, come una gazzella. Mi sento veloce come il vento. Nessuno mi può fermare. Impossible is nothing.

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"Invece di stalkerarmi con quella macchina da presa,
non è che potresti darmi una mano con lo zaino?"


Domenica 5 aprile
Le nostre valigie erano di nuovo ammucchiate sul marciapiede; avevamo molta strada da fare. Ma non importava, la strada è la vita. (Jack Kerouac)
Dopo una lunga notte in cui non ho chiuso occhio, intimorito dall'ululare di quello che credevo un branco di lupi, mi sono svegliato alle prime luci dell'alba, pronto a ricominciare il viaggio. Ho scoperto che quelli che pensavo fossero lupi erano in realtà soltanto dei chihuahua. Meno male che non me ne sono accorto prima, visto che a me i chihuahua fanno molta più paura dei lupi. Cammino tutto il giorno, esaurendo le mie ultime scorte di viveri e di bevande. Incredibile quanta energia possa dare la vodka. Rinvigorito, arrivo dentro il cinema, tra gli applausi della gente in fila per vedere Fast & Furious 7, che si sposta per lasciarmi passare. Non so se la fanno per gentilezza. Forse si spostano solo perché dopo tutti quei sudati giorni senza una doccia devo puzzare come un caprone. “Buongiorno, un biglietto per Wild, per favore.” “Subito. Sono 7 euro,” mi fa il cassiere del cinema. “Ehm... 7 euro? Oops, ho speso i miei ultimi soldi per quel bambino che mi ha aiutato ad allacciarmi le scarpe.” Mestamente, abbasso il capo e mi dirigo verso l'uscita, quando un tizio mi grida: “Hey aspetta, amico!” E io pieno di fiducia rispondo: “Cosa c'è? Mi vuoi offrire un biglietto?” Al ché lui replica: “Ma che sei scemo? Sono mica Bill Gates. Volevo solo dirti che ti è caduto questo”. E mi porge una delle mie bottigliette di vodka. Pensavo di averle finite, invece ne avevo ancora una. Tracanno il prezioso contenuto della boccetta in un sol sorso e mi avvio pieno di ritrovate energie verso la strada. Sono ancora una volta on the road. Destinazione: Casale Monferrato. Dopo aver camminato per l'intera giornata mi ritrovo senza forze e decido di fare l'autostop. In piena notte, vedo i fari di un'auto di lusso avvicinarsi e rallentare. Il tipo a bordo tira giù il finestrino e mi chiede: “Ciao bello, quando prendi?” E io faccio: “Non sono un prostituto, ma se mi porti fino a Casale ci possiamo mettere d'accordo in qualche modo.” Non ricordo di preciso cos'è successo dopo, a quel punto ero troppo ubriaco di vodka. So solo che quando sono sceso dall'auto mi faceva molto male il fondo schiena e facevo fatica a camminare. Sarà perché avevo scarpinato troppo in quei giorni, chissà? L'importante è che ormai ero a casa. Casa dolce casa.

PORN TO BE WILD

"Se penso che ho fatto quasi 2 mila km a piedi e mi sono dimenticata di avviare Runtastic,
mi viene proprio da piangere."


Lunedì 6 aprile
Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. Il viaggiatore ritorna subito. (José Saramago)
Wild non sono riuscito a vederlo al cinema e così ho deciso che lo scarico. Hey, perché non c'ho pensato prima? Mentre guardo l'avventura di Reese Witherspoon sullo schermo ripenso alla mia, solo che questa è raccontata meglio. Prima di vederlo ero un po' preoccupato, perché io con queste avventure esistenziali estreme spesso mi annoio, come è capitato con Cast Away, Vita di Pi o All Is Lost, invece mi sono ritrovato davanti a un emozionante incrocio tra Into the Wild e 127 ore, due film di genere “survival” che avevo apprezzato parecchio, e allo stesso tempo possiede una personalità sua. La personalità di Jean-Marc Vallée, il regista di Dallas Buyers Club che qui fa un uso del montaggio e della colonna sonora straordinari e molto evocativi. La personalità di Nick Hornby, il mitico scrittore che si è occupato della sceneggiatura mettendoci il suo zampino brillante e ironico, oltre che un bel citazionismo musicale, per uno script che pecca giusto in un finale un po' troppo sbrigativo. E infine, ultima ma non ultima, la personalità di Cheryl Strayed, ovvero la donna, portata sullo schermo da un'ottima Reese Witherspoon, che in piena crisi esistenziale, dopo essersi fatta tutti gli uomini e tutte le droghe del mondo, un giorno ha deciso di mettersi uno zaino gigante sulle spalle e fare una lunga scarpinata di 1100 miglia (ovvero 1800 km) in mezzo al deserto del Mojave, sul confine tra California e Messico. Perché l'ha fatto? Mentre mi trovavo a piedi nel lungo percorso che porta da Casale Monferrato ad Alessandria l'ho capito. Se volete scoprirlo anche voi, i metodi sono due. O vi mettete in marcia a fare una lunga scarpinata, cosa che vi sconsiglio con tutto il cuore, altrimenti vi guardate Wild. Basta che al cinema andate in auto o, meglio ancora, ve lo cercate in rete e ve lo godete a casuccia vostra. Perché vivere un'avventura selvaggia in mezzo alla natura sarà bello, ma guardare Reese Witherspoon che se la vive mentre voi siete stravaccati sul divano è ancora più bello.

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