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PornoAfrica

Creato il 25 ottobre 2011 da Toutcourt

PornoAfrica: usanze sessuali dal continente nero

“Il superficiale” tocca un ambito molto delicato, dopo aver parlato di alcuni paesi in particolare, stavolta si occupa  di vedere l’Africa nel suo insieme e di dare un’interpretazione delle usanze sessuali di questo continente. C’è da premettere che i rapporti sessuali non sono “paritari” come siamo abituati a viverli in Occidente; a seconda della tribù, del paese, delle usanze, l’uomo o la donna ha un ruolo predominanante nei confronti dell’altro sesso. Si deve capire fin dall’inizio che l’Africa ha una cultura totalmente diversa dalla nostra e che certe dinamiche sessuali che noi considereremmo pienamente trasgressive, ai limiti della perversione, nel continente nero sono la norma.

Il nostro viaggio nelle usanze sessuali comincia nell’Africa Settentrionale, dove la superiorità maschile nei confronti della donna è indubbia. Nei paesi di origine araba si pretende un certificato medico che dimostri l’illibatezza e la purezza della ragazza, promessa in sposa, però,  molto spesso ciò non basta e i parenti dello sposo vogliono controllare di persona che il corpo della donna non abbia imperfezioni, così la povera ragazza viene portata ad un bagno pubblico ed ha l’obbligo di spogliarsi nuda dinanzi i parenti dello sposo, che dopo aver controllato minuziosamente il suo corpo, e non notando imperfezioni, acconsentono al matrimonio. Il calvario della giovane sposa è solo iniziato, perchè è usanza che tutti i peli della fanciulla eccetto le ciglia e i capelli debbano scomparire, la depilazione è dolorosissima ed è fatta con una cera ricavata dallo zucchero fuso che una volta diventata solida strappa violentemente i peli del pube e delle ascelle. Alla cerimonia nuziale, il marito s’intrattiene con gli amici facendo finta di non avere alcun desiderio nei confronti della consorte, (la sua superiorità deve essere confermata dal tempo che passa con gli amici), nel frattempo la moglie viene portata in una stanza attigua dai parenti dello sposo, quando questi si decide ad entrare la afferrano per le braccia, le divaricano le gambe, invitando lo sposo ad introdurre il dito nella vagina. Infine le donne fanno sdraiare la sposa su un panno bianco, su cui viene raccolto il sangue vaginale che viene mostrato agli invitati per dimostrare l’illibatezza della fanciulla.

Scendendo verso il Sud del continente, i rapporti uomo-donna si modificano a tutto vantaggio del gentil sesso; nella località di “Bidjogo” in Guinea, solo gli uomini hanno l’obbligo della fedeltà, le ragazze di questa tribù per dichiarare il loro amore depongono la loro ciotola di riso dinanzi l’abitazione dell’amato. L’uomo mangia il riso e di conseguenza si ritrova a letto con la ragazza, che se viene soddisfatta nel rapporto sessuale, l’indomani ripete l’operazione del riso che è sinonimo di matrimonio. I malcapitati uomini se rifiutano la ciotola del riso verranno disprezzati dall’intera comunità e sono obbligati “De facto”a non avere mai più un rapporto sessuale, poi le donne oltre a scegliersi il marito, possono disfarsene in qualsiasi momento anche se sposate. Se la moglie decide di andare a letto con un altro uomo deve solo buttare fuori dalla capanna i vestiti del marito e da quel momento il matrimonio è sciolto.

In certe tribù, il diritto consuetudinario garantisce la soddisfazione sessuale delle donne a tutto discapito degli uomini. La setta dei “Bulungo” (popolazione di derivazione egizia), obbliga i malcapitati maschi a trasportare sulle proprie spalle le donne, che toccano la nuda terra solo se hanno voglia di accoppiarsi, così allargano le gambe ed impongono al maschio di soddisfarle pienamente a più riprese; il numero dei rapporti viene deciso dalla donna a tutto discapito del maschio che, una volta stremato, deve anche riportare in spalla la donna fino alla propria casa. Alcuni riti dei Bulungo consistono nel costringere il maschio ad introdurre nella vagina della donna un amuleto contentente due vermi provenienti da un cadavere in decomposizione. Nell’alta valle del Nilo, tra i “Ganda”, se una coppia partorisce due gemelli, ha luogo una cerimonia tribale, essa prevede la rimozione dalla vagina della donna di un fiore di banano inserito dopo la nascita dei pargoli, l’uomo deve riuscire, davanti a tutti a far uscire il fiore solo con il suo pene in erezione, se ci riesce, è un segno di grande augurio e deve accoppiarsi con la donna ormai eccitatissima davanti alla tribù plaudente.

Se si va sul Kilimangiaro, c’imbattiamo nella popolazione dei “Cagga”, in questo caso il rapporto uomo-donna è tendenzialmente paritario, i maschi sono rinomati per la loro potenza sessuale in tutta l’Africa, si dice che in una notte possono avere un numero notevole di rapporti con conseguenti orgasmi; i ragazzi vengono circoncisi da piccoli ed una volta raggiunta l’età adulta devono sottoporsi ad un’iniziazione molto pesante: resistenza al fuoco dell’intero corpo,  morso delle formiche e spesso viene legato loro il pene con una corda a cui vengono dati forti strattoni. Dalle falde del Kilimangiaro si giunge alla Repubblica Democratica del Congo,  in questo caso specifico, le donne oltre ad avere una supremazia nei confronti dell’uomo, hanno legittimato il diritto all’auto-erotismo, infatti le donne della regione di Azande si eccitano toccandosi il clitoride, poi ognuna prende una banana e la infila nella vagina dell’altra estraendola prima che l’altra goda, quindi allaccia ai fianchi il frutto fallico e penetra il partner come fosse un uomo. In questa regione è largamente praticata tra i maschi l’omosessualità, anche se si rifiuta la pratica della fellatio dato che questa popolazione è solita segare i denti dei propri membri( è una delle più antiche tribù cannibali dell’Africa).

Concludo l’articolo citando un caso nell’Africa nera di supremazia sociale maschile: La Guinea Bissau. Vige una sorta di “Jus primae noctis”, l’obbligo inderogabile del capo tribù d’accoppiarsi con tutte le vergini; per legge consuetudinaria, nessuna donna può sposarsi se non è stata prima deflorata dal capo della comunità. Potrei citare molte altre usanze, usi e costumi del continente nero, ma per ragioni di spazio e di tempo mi riservo di farlo in un prossimo articolo. Il dato interessante che dovrebbe far riflettere è che il rapporto “paritario” uomo-donna è una pratica solamente occidentale, tipica dei paesi industrializzati, in Africa, come in altri continenti con una forte presenza di vecchie tribù (America Latina), non esiste culturalmente, e penso che sia molto interessante conoscere i popoli e in qualche modo capirli.

A. Albertini

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