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Poseidonia, determina milionaria

Creato il 11 settembre 2013 da Trame In Divenire @trameindivenire

Una spesa (eco?)insostenibile passata inosservata

“La ricchezza vien dal mare e in piena campagna elettorale”. Potrebbe essere la strofa di un brano di denuncia alla Caparezza, ma non lo è. Si tratta invece della realtà che emerge dalla “determina alghe” adottata dal dirigente dell’ufficio Servizi Generali, il dott. Fernando Virgilio, in seguito alla Direttiva Sindacale prot. 6377 del 20.02.2012.

Una determina travagliata come un percorso a ostacoli. Costata almeno 229.000 euro la determina milionaria è passata sotto il silenzio assoluto del consiglio comunale, opposizioni comprese. In campagna elettorale avrebbe certo alimentato i sospetti di un conflitto d’interessi interno alla maggioranza. E infatti nei giorni precedenti al ballottaggio il centrosinistra aveva sollevato la questione. A tutt’oggi le opposizioni tacciono. La determina ha punti oscuri e un impegno di spesa incredibile a carico della collettività.

Posidonia baganata, posidonia fortunata

Già dal mese di febbraio, la ‘determina’ disponeva di “affidare alla ditta Monteco i lavori di rimozione delle alghe dai porti di Savelletri e Torre Canne e, previa caratterizzazione del materiale, l’avviamento dello stesso presso un impianto di compostaggio e/o in discarica”. In seguito al verbale di sopralluogo redatto dal responsabile di servizio, per i lavori di “somma urgenza”, a fronte delle disponibilità del bilancio di previsione 2012, il comune di Fasano ha assunto un impegno di spesa di 29.000 euro a favore della Monteco. E’ bene ricordate che ancora oggi il bilancio consultivo 2011 non è stato ancora approvato. Tanto meno è dato conoscere la composizione di quello preventivo.

Siamo a fine febbraio quando la Monteco esegue i lavori di rimozione e, come disposto, raccoglie la Posidonia sugli scivoli dei porti di Savelletri, Torre Canne e sulla banchina di Cala Grottelli a Savelletri.

In genere, la Posidonia (tutto è tranne che un’alga) spiaggiata viene depositata in cumuli, prima di essere trasferita in discarica, reimmessa in natura o destinata al compostaggio. Del resto una volta asciutta il trasposto è sicuramente più agevole e meno costoso. E invece dal momento in cui è stata depositata su scivoli e banchina delle nostre località marittime è stata inspiegabilmente coperta con grandi teloni plastificati, tanto da rimanere umida fino al momento della rimozione.

Passaggi amministrativi oscuri

Nelle settimane successive il destino della Posidonia si fa ancora più oscuro. L’ufficio preposto – si legge sul documento di determina – il 5 marzo invia una nota al Dirigente del Servizio Tecnico dell’ATO BR1- Rifiuti, in cui chiede l’autorizzazione a conferire le alghe presso la discarica comunale di Brindisi. A sua volta il dirigente del settore igiene urbana del comune di Brindisi, fa richiesta di certificazione al fine di accertarsi della composizione organolettica del materiale, in modo da poter attribuire il codice CER, il quale stabilisce la natura dei rifiuti, se speciali pericolosi e non pericolosi. E’ toccato alla Chemi Consul di Fasano fornire la classificazione CER 20.02.01, ovvero “Rifiuti prodotti da giardini e parchi – rifiuti biodegradabili”. Appurato il codice rifiuti attribuito alla Posidonia, non si comprende in base a quale motivazione l’amministrazione comunale abbia riscontrato “l’impossibilità a conferire in discarica del materiale depositato sulla banchina di Cala Grottelli e sugli scivoli dei porti di Savelletri e Torre Canne”.

A questo punto il comune di Fasano va per tentativi e una dopo l’altra contatta tre aziende. Prima la Tersan Puglia S.P.A. di Modugno e subito dopo la Ecolevante S.P.A. di Grottaglie, entrambe attestano l’impossibilità a ricevere il materiale.

Non si comprende perché ci si è rivolti a due società che già da mesi hanno notoriamente sospeso la loro attività. Il sito di stoccaggio e compostaggio di Modugno gestito dalla Tersan Puglia è fermo. Già da mesi la cittadinanza lamentava disagi per il cattivo odore proveniente dalla discarica. Sulla Ecolevante invece è aperta un inchiesta per abusivismo tanto che la discarica è stata sotto sequestro giudiziario e resta in attesa di giudizio. Ma quello che risulta davvero incomprensibile è quanto viene stabilito verso la discarica di Brindisi. Da quanto abbiamo appurato la discarica di Brindisi è funzionante, tanto che da quando quella di Modugno è ferma, tutti i rifiuti di Brindisi, oraganici e non, vanno nella discarica locale, abilitata anche alla lavorazione del compostaggio. Del resto non si ha notizia di alcun diniego da parte dell’ufficio ambiente brindisino. La questione resta quindi tutta da chiarire.

La soluzione a portata di mano

Quando siamo ormai ai primi di maggio, a pochi giorni dal voto del primo turno, quando sembra che nessuno possa accogliere la Posidonia ammassata sugli scivoli dei moli e sulla banchina di cala Grottelli, la soluzione arriva come una benedizione. Strano che non ci avessero pensato prima. È una benedizione, intanto, per la ditta che avrà l’onere di assumersi l’impegno della rimozione. Il 17 aprile, la ditta Eco Ambiente Sud di Fasano, interpellata dal Responsabile di Servizio, fornisce un preventivo di 120,00 euro più Iva per tonnellata, cui segue una stima complessiva di 1500 tonnellate di Posidonia da rimuovere, per un totale di 200.000 euro. Dunque una benedizione, soprattutto se si pensa che tutta quella ricchezza vale doppio: è bagnata. Nei giorni successivi al ballottaggio la Posidonia è stata definitivamente rimossa da moli e scivoli. Viene da chiedersi ora quale sia stata l’ultima destinazione. La domanda è legittima visto che oltre ad essere materia di prima scelta per il compostaggio, la Posidonia è utile e molto richiesta in ambito di ricerca scientifica.

Il comune di Mola di Bari, ad esempio, collabora al progetto PRIME dell’Istituto di Scienze delle produzioni alimentari di Bari del Consiglio nazionale delle ricerche (Ispra-Cnr). PRIME è l’acronimo inglese per Posidonia residues integrated management for ecosustainability (Gestione integrata dei residui di Posidonia per l’ecosostenibilità). Il progetto, finanziato dal programma europeo Life+, prevede il recupero del materiale organico come ammendante, cioè fertilizzante per terreni e substrato per ortoflorovivaismo, utile, tra l’altro, anche per la pacciamatura, ovvero la copertura dei terreni delle aiuole per impedire la crescita di piante infestanti. Come dire, un modo sostenibile per trasformare il costo collettivo della raccolta quanto meno nell’azzeramento dello stesso.

A proposito di sostenibilità

La prima attenzione alla sostenibilità, a nostro parere, dovrebbe riguardare lo stato di erosione della costa, spiagge comprese. Negli ultimi 20 anni, l’arenile è andato sempre più restringendosi e in alcuni casi così tanto da interessare il fronte delle dune, messo a dura prova anche dalla mano dell’uomo, spesso per far fronte alle esigenze balneari. La Posidonia spiaggiata in tutto questo gioca un ruolo di primaria importanza e la rimozione, per quanto favorisca l’insediamento di turisti e villeggianti, rappresenta un danno all’ecosistema. Tanto quella delle praterie marine, quanto quella spiaggiata, nel suo ciclo naturale, favorisce il ripascimento, ovvero il ripristino naturale dell’arenile e delle dune. Visto lo stato di erosione in cui versano, forse di questo ulteriore danno fisco, oltre che economico, se ne poteva fare a meno. L’attenzione alla sostenibilità economica e ambientale dovrebbe interessare tanto l’amministrazione comunale, quanto il Parco Regionale delle Dune Costiere di Torre Canne e San Leonardo. Quest’ultimo, oltretutto, ha il ruolo istituzionale di tutelare e promuovere la vita del parco, prima ancora che dei suoi prodotti come il pomodoro regina e il cocomero barattiere. E se questi hanno meritato il presidio Slow Food ciò è stato possibile anche grazie all’esistenza naturale del parco.

Scherzi della natura, soldi pubblici, trasparenza

Intanto, mentre volano 229.000 euro dalle casse comunali, la natura non perde tempo. Spiagge, cale e i porticcioli di Savelletri e Torre Canne, già dai primi di giugno devono fare i conti, ancora una volta, con lo spiaggiamento della Posidonia. Siamo punto e a capo.

Sarà stata una decisione fin troppo frettolosa e costosa, quella di ripulire la costa a marzo? Di sicuro con le temperature di maggio il materiale rimosso avrebbe potuto asciugarsi con molta più rapidità e soprattutto l’onere di spesa, per la collettività, sarebbe stato meno onerso, dovendolo sostenere una sola volta. C’è da chiedersi dunque della necessità di questa spesa sin dal mese di marzo, visto che la stagione balneare nei migliori dei casi inizia a fine maggio. La Monteco del resto, negli anni passati, ha già svolto questo servizio, come previsto dal capitolato di appalto, per una spesa inferiore agli attuali 29.000 euro, cui purtroppo e inspiegabilmente si sono aggiunti i 200.000 destinati alla Eco Ambiente Sud di Fasano. Forse non bastava il buco del lodo Monteco che alla collettività costa già più di 6 milioni di euro? Del nuovo bando di gara per la raccolta rifuti ancora non si hanno notizie.

Ultima nota dolente la trasparenza degli atti amministrativi. Della ‘determina’ non c’è alcuna traccia presso l’albo pretorio del comune di Fasano. Tanto meno nel sito dello stesso. Del resto la trasparenza pare non essere stata il punto di forza della vecchia giunta e del sindaco Di Bari, dal quale si attende ancora di conoscere l’impegnativo di spesa della campagna elettorale.


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