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POTERI IMPOTENTI #matteorenzi #sinistrapd #poteriforti

Creato il 29 settembre 2014 da Albertomax @albertomassazza

renziAl netto delle legittime polemiche sulla riforma del lavoro e in particolare sull’articolo 18, il tiro al bersaglio che si è scatenato su Renzi negli ultimi giorni appare francamente paradossale. Dalla sinistra e dalla vecchia guardia del Pd sono arrivate bordate in ordine sparso, al solito accompagnate dalla demonizzazione di Renzi per la sua politica definita di destra e per il dialogo aperto con Berlusconi. Forse ci si dimentica che il Pd è nato dalla fusione tra gli eredi del Pci e quelli della Dc e Renzi incarna alla perfezione questo ibrido, oltreché la vocazione maggioritaria che Veltroni è stato in grado solo di teorizzare. Il tentativo, che da semplice elettore ho abbondantemente e convintamente appoggiato, di far valere il peso maggiore della dote di sinistra nel partito è miseramente fallito con Bersani, anche grazie a qualcuno degli odierni fustigatori di Renzi. Piaccia o non piaccia, il nuovo corso del Pd è l’unico che può condurre alla realizzazione della vocazione maggioritaria: un partito di centro, con una componente di sinistra, che necessariamente deve guardare anche a destra, se vuole essere stabilmente una forza di governo. Un conto è la richiesta di una maggiore collegialità nelle riforme, un conto è sollevare un polverone ideologico ogniqualvolta si affronti un tema delicato. Anche il superamento dell’articolo 18 non è di per sé un sacrilegio, se lo si sostitusce con un sistema di garanzie adatto al mercato del lavoro odierno, non più fondato sul posto fisso e con un continuo cambiamento degli scenari economici.

Continuare con gli spauracchi ideologici è controproducente e da ulteriore risalto al profilo di riformatore che Renzi si sta ritagliando, oltreché legittimare la sua retorica sui gufi; soprattutto, significa non aver capito che proprio sulla posizione post-ideologica Renzi ha catalizzato il consenso. Se poi ci si mettono anche due anime candide come il Corriere della Sera e la Cei, viene il sospetto che sia tutta una messa in scena per consolidare ancor di più l’egemonia politica renziana. Francamente, il Corriere che fa aleggiare accuse neanche tanto velate sull’appartenenza massonica e la vicinanza ai poteri forti di Renzi è ridicolo; verrebbe da dire: da che pulpito! I poteri forti non esistono più; esistono potentati economici che tendono a condizionare la politica e il Corriere li conosce molto meglio di Renzi. L’intervento irrituale della Cei, al quale ossequiosamente ha dato risalto buona parte della stampa, probabilmente è stato fatto per mettere un po’ in ombra il grave fatto accaduto in Vaticano: l’arresto, autorizzato dal Papa (avrebbe potuto fare altrimenti!) di un vescovo conclamato pedofilo. Ad ogni buon conto, per Renzi tutto fieno da mettere in cascina: appuntarsi al petto le medaglie per aver scontentato nomenclatura di partito, Vaticano e stampa istituzionale e contemporaneamente aver disorientato il centrodestra, non è da tutti. Se realmente lo si volesse contrastare, cosa legittima e anche auspicabile, bisognerebbe mettere in campo delle alternative credibili e coraggiose, piuttosto che pensare di condizionarlo seguendo schemi ormai definitivamente sorpassati.



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