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Pregi e difetti della popolarità

Creato il 22 giugno 2010 da Ilsegnocheresta By Loretta Dalola

Pregi e difetti della popolaritàQuesta è l’Italia e i protagonisti siate voi. Io vi amo!

È l’inizio dell’appuntamento pomeridiano su Canale 5 di: “A gentile Richiesta” dove la sempre esuberante Barbara D’Urso ci intrattiene tra 1° inserzionista bislacco che ha inventato un metodo matematico che “garantisce” la vincita al lotto, pur essendo lui un disoccupato che sbarca il lunario pulendo vetri…e il dramma di una famiglia dovuto alla perdita di una figlia investita, circa un anno fa, da una volante della polizia municipale.

Poi arriva il momento del “tribunale popolare”, ospite Ilona Staller ex “Cicciolina”, pornostar che ha scaldato per anni le fantasie erotiche degli italiani.  Chi se la ricordava ansimante, palpitante, trasgressiva  e provocatrice, si è ritrovato  a guardare una donna estremamente fragile e supplichevole: “Ti prego, ti prego Barbara, sono molto stressata, faccio l’intervista solo se si siede al mio fianco il mio avvocato…

Esaltazione del silicone ed elogio della chirurgia plastica, il volto di Ilona comunica la certezza che spesso  il personaggio non corrisponde alla realtà.

Ed eccola triste, sull’orlo del pianto, in veste di mamma che rivendica le sue battaglie e vittorie per l’affidamento del figlio, avuto dall’artista contemporaneo Jeff Koons, famoso per le sue opere, spesso di grandi dimensioni.  Sparuta e con un filo di voce inizia il suo racconto: io amo mio figlio, è un ragazzo di 17 anni, non posso seguirlo, né legarlo, è un ragazzo che va in giro non so chi frequenta, mi sono vista 10 carabinieri che sono piombati in casa…molto aggressivi, mi hanno detto che dovevano perquisire, io allibita…mi sono sentita svenire perché cercavano droga e  ho chiamato l’avvocato!

Di tanto in tanto l’avvocato tenta di inserirsi con termini legali e precisazioni sulla violazione della privacy, sull’ipotesi di reato e sul concetto che non si può condannare un minore prima di subire un processo, ma Barbara vuole la versione umana della faccenda e incalza: “Ma hanno trovato la droga”? – “No, non hanno trovato nulla nell’appartamento, solo nel garage condominiale che è aperto a tutti”…

Il ragazzo è stato arrestato e posto in una comunità di recupero.

La faccenda comincia ad assumere contorni più chiari, non è certamente in discussione il ruolo di madre anche se il sondaggio pone il quesito: “una pornostar può essere una buona madre?”…, ci troviamo oltre il piccolo consumo e per quanto pessimo il funzionamento giudiziario in questo caso sono prevalsi la tutela e l’aiuto nei confronti di un minore, in virtù della  popolarità del personaggio.

Ma, io sono perennemente a casa, dialogo con mio figlio…

A questo punto Barbara,  con voce accorata e guardandola dritta negli occhi interviene: “Tu non vuoi capire che tuo figlio è in comunità, ha bisogno di essere aiutato, devi prendere atto di questa cosa, il problema non è il giudizio ma la salvezza di tuo figlio”!

Su questa storia aleggia l’attenzione mediatica e vista la fragilità psicologica della madre possiamo considerarla una fortuna, in quanto il figlio ha avuto probabilmente un privilegio che a tanti ragazzi  pur riconoscendone la necessità è resa difficilissimo.

A titolo di cronaca l’84% degli italiani pensa che una porno star possa essere una buona madreparere condiviso dalla padrona di casa.

 


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