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Presentazione 23° giornata di Serie A (By Gianluca Goretti)

Creato il 07 febbraio 2014 da Simo785

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L’ultima giornata di campionato ha visto allungare le distanze tra Juventus e Roma, complice il fatto che quest’ultima non ha completato il suo impegno causa interruzione per maltempo. Pesanti le sconfitte di Napoli e Fiorentina, torna alla vittoria il Verona e conferma il suo momento d’oro la Lazio di Reja. Frena la rimonta del Milan mentre l’Inter sprofonda nella sua crisi. Il derby di Genova premia la Sampdoria mentre in coda raccolgono punti solo Catania e Livorno che impattano un pirotecnico scontro diretto.

Andiamo ora a presentare la 23° giornata, che prevede ancora tre anticipi al sabato, a causa degli impegni di Coppa Italia, e il derby capitolino domenica pomeriggio.

Iniziamo dal sabato e dalle due sfide delle 18: Fiorentina-Atalanta e Udinese-Chievo. Deludente la prestazione della squadra viola a Cagliari. Del suo stavolta lo mette anche Montella con l’esclusione dalla formazione iniziale, motivato dai molteplici impegni ravvicinati che aspettano la Fiorentina, di Borjia Valero, Cuadrado, Joaquin e Pasqual. Ciò non giustifica completamente l’atteggiamento di supponenza mostrato dalla squadra, che è apparsa involuta e incapace di incidere in attacco, dove Matri non è stato adeguatamente supportato. Fortunatamente per la squadra viola il Napoli non ha saputo far meglio, quindi la distanza dal 3° posto è rimasta invariata; pronta occasione di riscatto in questa partita, dove ci si aspetta diverso atteggiamento e prestazione. A centrocampo ancora out Aquilani e Ambrosini, in difesa probabile conferma di Diakitè mentre in attacco è ancora rinviato il rientro di Mario Gomez; sarà ancora Matri a guidare l’attacco viola, coadiuvato da Cuadrado e Vargas. Situazione opposta in casa nerazzurra, reduci da un’eccellente prova collettiva che ha permesso di sconfiggere il Napoli. Ottima la prestazione di Denis autore di una doppietta (sono già 5 i gol segnati alla sua ex squadra) festeggiata con il toccante abbraccio al figlio raccattapalle. Atalanta che ha il merito di capitalizzare al massimo gli errori del Napoli, comunque protagonista di una determinata prestazione, come spesso le accade tra le mura amiche. La squadra orobica sta costruendo in casa la sua salvezza: sono 23 sui 27 punti in classifica quelli fatti nel suo stadio. Serve il salto di qualità in trasferta per vivere il campionato con più serenità; sono 9 le sconfitte su 11 partite lontano da Bergamo, solo il Catania ha fatto peggio in trasferta. Vediamo se questo cambio di marcia potrà avvenire già a Firenze. Prima vittoria in campionato del 2014 per l’Udinese, dopo 4 sconfitte consecutive, e ritorno al gol per Di Natale, seppur su rigore. Vittoria molto preziosa quella ottenuta a Bologna, che permette all’Udinese di tornare a debita distanza dalla zona retrocessione e che soprattutto toglie dai guai Guidolin, che ha visto la panchina traballare molto seriamente. E’ necessario adesso dare continuità ai risultati, vera pecca nel rendimento stagionale dell’Udinese, e soprattutto tornare a essere padroni nel proprio campo, diventato terra di conquista per qualsiasi avversario quest’anno. Sicuri assenti della partita gli squalificati Allan e Pinzi, probabilmente sostituiti da Badu e Lazzari. In attacco sicura la presenza del gioiellino Nico Lopez, sarà staffetta tra Di Natale e Muriel. Tra i pali probabile la conferma del 17enne friulano Simone Scuffet, che ben ha impressionato al suo esordio. La vittoria è d’obbligo per allontanare quasi definitivamente la zona calda della classifica. Chievo uscito sconfitto, e tra i fischi del suo pubblico, nell’ultima partita contro la Lazio. Dopo le 3 vittorie succedute all’arrivo di Corini, la situazione in casa Chievo è tornata la stessa della gestione Sannino; sono 7 le partite senza successo e la classifica non sorride. Brutta la prestazione contro la Lazio, sicuramente condizionata dalla perdita di 2 giocatori (Dainelli e Hetemaj, devono essere verificati i tempi di recupero per questa partita) dopo pochi minuti; neanche un tiro in porta degno di nota. Partita odierna resa ancor più difficile dalle squalifiche di Frey e Radovanovic; Corini potrà comunque disporre dei nuovi acquisti Paredes e Obinna. I tifosi clivensi si augurano di vedere molte capriole di quest’ultimo giocatore; ciò significa festeggiare molti gol importanti per l’obiettivo salvezza.

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L’anticipo delle 20:45 vede sfidarsi Napoli e Milan. Affonda il Napoli a Bergamo, sbagliando tutto ciò che è possibile sbagliare. Errori individuali in campo in occasione di ciascuno dei 3 gol  subiti (di Reina, Inler e Fernandes) ma soprattutto errori di gestione uomini del suo allenatore. Benitez privilegia l’imminente doppia sfida di semifinale di Coppa Italia con la Roma facendo accomodare in panchina Hamsik, Jorginho e Higuain, credendo, a torto, che le alternative fossero in grado di ottenere il risultato con l’Atalanta. Benitez ha avuto conferma che le alternative proposte non sono all’altezza dei titolari e noi abbiamo avuto conferma che Benitez non è allenatore da campionato, come ampiamente dimostrato a Liverpool. Credo che un problema Benitez debba cominciare a essere posto, visto gli investimenti in sede di mercato che ha preteso, già da quest’estate, e dai reali obiettivi che il Napoli si era posto quest’anno. La classifica dice -2 rispetto al Napoli di Mazzarri, -15 rispetto alla vetta; lo scudetto ormai è andato, rimane il minimo sindacale in campionato rappresentato del posto Champions da conquistare, oltre al prosieguo nelle Coppe, prima di stilare un giudizio definitivo e completo su Benitez, sul quale aleggia lo spettro del fallimento. Tornando alla partita, a parte gli errori individuali, nel Napoli sono evidenti le difficoltà nella creazione del gioco. Non torno sul modulo e sull’integralismo tattico di Benitez, soprattutto a centrocampo, per non essere ripetitivo ma è un dato oggettivo che in difesa la squadra continua a soffrire e in attacco non sprigiona più la forza della prima parte della stagione. C’è curiosità su quali giocatori vorrà far affidamento l’allenatore spagnolo per questa partita, incastrata tra le due di Coppa Italia; credo che l’esperienza e l’intelligenza del tecnico, unita alle critiche del pubblico napoletano, impediranno il ripetersi di certi errori (anche se l’esclusione dalle liste europee di Jorginho è sconcertante). Il Milan visto contro il Torino, pur fermato sul pareggio e pieno di contraddizioni tattiche, è stato forse la miglior versione nella breve gestione Seedorf. Ciò non significa che tutti i problemi siano risolti, anzi, la strada è ancora lunga. Molti uomini appaiono fuori ruolo (Robinho) o posizione (Honda a destra); il modulo è sicuramente da rivedere e l’equilibrio da raggiungere, la squadra vive di episodi, può essere pericolosa quando attacca ma appare scoperta quando perde palla ed è attaccata. E’ paradossale che in una squadra zeppa di trequartisti e mezzepunte sia un difensore a trovare il gol che riequilibra la partita. Quello di Seedorf è ancora un cantiere aperto, i giocatori non si muovono da squadra ma in maniera disordinata; l’impegno e la determinazione sono sicuramente degni di nota e da ascrivere al lavoro mentale che sta facendo il nuovo mister. Per la sfida di Napoli sarà assente Bonera per squalifica mentre è a rischio la presenza di Kakà; potrebbe esserci l’esordio di Taarabt. Da questa partita, tra le due squadre più squilibrate tatticamente del campionato (con moduli speculari) mi aspetto molti gol; sicuramente non ci sarà traffico a centrocampo.

Passiamo alla domenica, iniziando dalla sfida delle 12:30 tra Torino e Bologna. La squadra di Ventura esce imbattuta da San Siro confermando l’ottimo momento di forma. Nel primo tempo gioca aggressivo, alto e a viso aperto, meritando il vantaggio con un gran bel gol di Immobile (autore di 6 degli ultimi 10 gol del Torino) e sfiorando il raddoppio con Farnerud dopo una magia di Cerci; solo nel secondo tempo subisce il ritorno dell’avversario e non riesce più a ripartire. Il Torino è squadra vera; non solo pratica bel gioco ma è altrettanto abile nel non far giocare l’avversario. Sicuramente è un merito da ascrivere a Ventura, che ora è chiamato a inserire Kurtic nei suoi perfetti meccanismi di gioco. Pronto al rientro anche Larrondo, preziosa alternativa al duo titolare Cerci-Immobile. Oggi opportunità importante per consolidare ulteriormente l’ottima classifica; l’Europa può non essere un’utopia. Dopo 3 pareggi consecutivi è arrivata la prima sconfitta per Ballardini. Ambiente caldo già prima della partita per la contestazione a Gianni Morandi (con pesanti striscioni) in merito alle sue dichiarazioni sulla tifoseria, si chiude tra i fischi e insulti a squadra e società. Bologna che non esce sicuramente rafforzato dal mercato di gennaio e sempre condizionato dai guizzi di Diamanti, unico elemento di qualità nella rosa. Per questa trasferta si confida sulla voglia di rivalsa dell’ex Rolando Bianchi per cercare di strappare un risultato positivo. Sicuro assente Acquafresca infortunato. Emergenza a centrocampo: oltre a Kone squalificato, Pazienza e Della Rocca infortunati anche il neo-acquisto Ibson non sarà disponibile poiché è dovuto rientrare in Brasile per il visto. La classifica ormai appare delineata con le ultime 5 a contendersi le 2 posizioni utili alla salvezza e ogni partita può portare punti preziosi, compresi quelli insperati.

Andiamo adesso ad analizzare le partite del pomeriggio alle 15, iniziando da Verona-Juventus. Reagiscono gli scaligeri alle 3 sconfitte consecutive con la vittoria di Reggio Emilia. Non brilla, gestisce la partita e vince, quando la stessa era chiaramente indirizzata verso il pareggio, grazie a una fortunata autorete, consolidata nel finale da uno splendido pallonetto di Luca Toni (al 10° gol in campionato) in finalizzazione a un contropiede. Obiettivo di Mandorlini in questa difficile sfida casalinga è evitare che non c’è il 2 senza il 3; nelle due ultime partite casalinghe il Verona è uscito sconfitto dalla Roma e dal Napoli. Ancora assente Maietta, sostituito da Marques. A centrocampo Cirigliano e Donadel si contendono l’eredità di Jorginho mentre davanti sarà uno fra Jankovic o Gomez a formare il tridente con Toni e Iturbe che cercherà di perforare la difesa bianconera. La Juventus dopo la fermata dell’Olimpico torna immediatamente un rullo compressore. In campionato sono 59 i punti conquistati sui 66 disponibili; agli avversari ha lasciato solo le briciole. La differenza di valore mostrata contro l’Inter è stata imbarazzante; ha vinto per manifesta superiorità. E’ tornato Pirlo alla regia illuminando subito la scena con una magia che ha mandato in gol Lichtsteiner con uno schema già attuato con successo in altre occasioni ma incapace da neutralizzare per gli avversari. Vidal trova l’11esimo gol in campionato; numeri da centravanti consumato e non da centrocampista. La Juventus ha vinto senza dannarsi l’anima, quasi la gestione di un allenamento infrasettimanale dove l’Inter ha registrato il ruolo di sparring partner. Se proprio vogliamo trovare un pelo nell’uovo nella prestazione della capolista, è quello di aver staccato la spina troppo presto. Anche se la partita non è mai stata in discussione, ha concesso il gol della bandiera e vissuto gli ultimi 15’ con una certa ansia. E’ questo l’unico campanello d’allarme cui la Juventus deve prestare attenzione: mai calare in concentrazione e intensità, altrimenti la squadra diventa vulnerabile. Conte è sicuramente il miglior antidoto per evitare eccessi di supponenza. Torna Buffon tra i pali mentre è a rischio la presenza di Barzagli; all’occorrenza è pronto Caceres alla sua sostituzione. A centrocampo Marchisio potrebbe concedere un turno di riposo a Vidal o Pogba mentre davanti dovrebbe essere confermata la coppia titolare Tevez-Llorente, con Osvaldo prima alternativa a partita in corsa e smanioso di debuttare con la nuova maglia.

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Scendiamo adesso a Roma per il derby Lazio-Roma. 11 punti nelle ultime 5 partite, seconda vittoria consecutiva in trasferta: sono questi i numeri di Reja, ancora imbattuto in campionato, da quando è tornato a sedere sulla panchina della Lazio. Splendida la prestazione di Keita che, come da me auspicato la scorsa settimana, a tutte le potenzialità per non far rimpiangere Hernanes. Un gol e un assist (concretizzato splendidamente da Candreva) per il 17enne baby prodigio cresciuto nella cantera del Barcellona. A centrocampo assente Biglia per squalifica, mentre si tenterà il recupero di Konko sulla fascia. C’è curiosità nel vedere se Reja continuerà a dar fiducia a Berisha tra i pali, oppure saranno riconsegnati a Marchetti. Lazio che vorrà vendicare la sconfitta dell’andata e confermare l’ottimo momento di forma. Il derby è sempre una partita atipica, che fa storia a se e spesso premia chi non ha i favori del pronostico. Sfida che dura un’intera stagione a Roma, dove una vittoria nel derby fa vivere di rendita come aver conquistato un trofeo. Potrebbe non essere così quest’anno per la Roma perché non è la stracittadina che gli impone la vittoria, ma l’ottima classifica che la vede in corsa per la vittoria finale. Roma che arriva a questa partita dopo aver saltato l’ultimo impegno di campionato. La partita con il Parma è stata interrotta dopo solo 8’ per impraticabilità del campo. Non è scandaloso che sia stata sospesa questa partita, lo è quando si vedono disputare in campi ridotti in condizioni ben peggiori (è successo recentemente a Reggio Emilia e Genova in campionato e a Istanbul in Champions). Il campionato non dovrebbe essere alterato da queste decisioni soggettive e incoerenti e a De Sanctis che afferma “di non volersi giocare il campionato su quel campo” deve essere ricordato che un campionato è stato deciso, e perso, sul pantano di Perugia. Sicuramente la sospensione di domenica scorsa non ha giovato neanche alla Lazio che si troverà di fronte avversari più riposati (sarebbe stata la terza partita della settimana per la Roma, considerato l’impegno di Coppa Italia) e con in campo tutti i diffidati che hanno così evitato il rischio squalifica per questa partita. Roma che potrebbe far esordire il nuovo acquisto Toloi nell’insolito ruolo di terzino, considerata la perdurante indisponibilità di Balzaretti e Dodò e la precaria condizione fisica di Bastos. Davanti saranno sempre la velocità, il dribbling e l’estro di Gervinho le armi con cui Garcia cercherà di aggirare la difesa laziale. Chiudo la presentazione di questo derby dispiacendomi che anche stavolta non possa avere la vetrina serale del posticipo; problemi di ordine pubblico, dopo i frequenti incidenti avvenuti tra le due tifoserie, ne consigliano l’orario pomeridiano.

Risaliamo in Emilia per Parma-Catania. Parma che, come abbiamo visto, non ha giocato la sua giornata di campionato. Pur con una partita da recuperare mantiene un’eccellente posizione di classifica che la vede in piena lotta per un piazzamento europeo. Se la sosta forzata non avrà arrugginito i muscoli dei suoi ragazzi e allentato la concentrazione, oggi per Donadoni si prospetta l’ipotesi della 5° vittoria consecutiva. La ritrovata vena realizzativa di Amauri, la conferma di Biabiany e la serenità di Cassano sono le frecce migliori per centrare il bersaglio. Il Catania si presenta a Parma da fanalino di coda. Con il Livorno ha avuto il merito di recuperare per ben tre volte lo svantaggio grazie al carattere (oppure alla disperazione?) però l’approccio mentale non è stato quello che si conviene a uno spareggio salvezza, per giunta giocato in casa; serve un ben altro spirito battagliero per ottenere la salvezza. Tornerà tra i pali Andujar in luogo dell’infortunato Frison. Il ritrovato Almiron, autore del gol del decisivo pareggio, Lodi, Bergessio e Barrientos sono gli uomini chiave su cui Maran dovrà far maggior affidamento per compiere l’impresa della salvezza. Per il Catania, così come per le altre squadre impegnate nella lotta salvezza, da adesso in poi ogni partita, su qualsiasi campo, dovrà essere affrontata con coraggio e determinazione.

Dall’Emilia ci spostiamo in Toscana per Livorno-Genoa. Quello che può definirsi il derby di Spinelli, attuale presidente del Livorno ma per ben 13 stagioni alla guida della società ligure, portata fino alla semifinale di Coppa UEFA con storico doppio successo sul Liverpool nel suo percorso (prima squadra italiana a vincere ad Anfield). Livorno che esce con un punto dallo spareggio di Catania ma ha il rammarico di una vittoria sfumata, essendo passato tre volte in vantaggio, e tutte e tre le volte è stato raggiunto. Splendida la prova di Emeghara, autore di una doppietta (che ha permesso al Livorno di ritrovare il gol in trasferta che mancava da Settembre) e un rigore procurato. Con l’arrivo di Di Carlo la squadra mostra personalità e sembra crederci alla salvezza. Quello odierno è un decisivo banco di prova per confermare quanto appena detto. Probabile l’esordio dei due algerini ultimi colpi di mercato: Belfodil e Mesbah; vediamo se Di Carlo modificherà il suo modulo tattico per favorire l’inserimento dei due. Assente Mbaye per squalifica. Per il Genoa è d’obbligo dimenticare immediatamente la sconfitta del derby. Intera rosa a disposizione per Gasperini, ad eccezione di Kucka e Gamberini. Dovrebbe rientrare Portanova al centro della difesa, con conseguente spostamento di Burdisso a destra nella difesa a 3. Davanti si profila il solito ballottaggio tra Konaté e Fetfatzidis, mentre Sculli dovrebbe partire nuovamente dalla panchina non essendo ancora al meglio della condizione.

Chiudiamo le partite pomeridiane con Sampdoria-Cagliari. Dopo il trionfo nel derby la Samp si presenta davanti ai propri tifosi per prendersi l’onore della vittoria. La squadra ha confermato i progressi fatti registrare dall’arrivo di Mihajlović, impreziositi dal ritorno di Maxi Lopez, subito eroe con il gol vittoria. Assente della sfida Mustafi squalificato. Il Cagliari è tornato alla vittoria dopo quasi 2 mesi (e 3 sconfitte consecutive). Vittoria meritata ottenuta su rigore (il primo realizzato in stagione dopo 2 falliti). A mio parere la squadra sarda sta facendo un miracolo nel mantenere serenità con il clima assurdo che lo circonda e la sensazione di abbandono, senza uno stadio agibile e con un presidente assente e che pensa solo alla Premier. Entrambe le squadre si trovano in una relativa tranquilla posizione in classifica, rispettivamente a +8 e +7 dal terzultimo posto; una vittoria oggi vorrebbe dire mettere definitivamente la parola fine ai discorsi salvezza. Chissà che alla fine un punto non possa accontentare entrambi.

Chiudiamo la giornata di campionato con il posticipo Inter-Sassuolo. Sconfitta umiliante quella patita dall’Inter contro la Juventus per com’è maturata. Atteggiamento passivo da provinciale, tutti dietro la linea della palla e difesa schierata a 5. La squadra ha gravi limiti tecnici e di personalità, non c’è idea di gioco se non il lancio lungo a cercare Palacio, troppo solo davanti (e a Torino anche impreciso); è questo l’unico schema per verticalizzare la manovra altrimenti sempre in orizzontale. L’Inter occupa l’ultimo posto nella classifica delle sole partite disputate nel 2014, con solo 2 punti all’attivo ed ha, alla 22àè giornata di campionato, 7 punti in meno dell’Inter di Stramaccioni della scorsa stagione. Sarà difficile fare peggio per Mazzarri, considerato che quella squadra crollò nel girone di ritorno anche per colpa di una lunga serie d’infortuni. Rimangono comunque le responsabilità di Mazzarri in questa involuzione e crisi di risultati, e spetta esclusivamente a lui trovare le soluzioni per uscire da questa situazione. Non mi è mai piaciuto il continuo lamentarsi del tecnico toscano e rivendicare alibi, scaricando sempre le responsabilità ad altri, che siano arbitri, condizioni atmosferiche, adesso addirittura un suo giovane calciatore (Kovacic) additato come unico responsabile della disfatta dello Stadium; siamo arrivati al patetico. E’ l’ora delle scelte, possibilmente coraggiose. E’ l’ora che Mazzarri si assuma le sue responsabilità, è nel suo ruolo farlo, è un suo dovere, magari cominciando con l’inserire Hernanes e D’Ambrosio, recuperare Guarin e trovare più spazio a Botta che ha destato ottima impressione nelle poche occasioni che ha avuto. Dire che la sfida odierna è un crocevia fondamentale nel proseguimento della stagione dell’Inter non credo che sia blasfemo. Non vincere neanche la sfida odierna potrebbe essere il presagio di un replay della stagione scorsa. Esordio amaro per Malesani sulla panchina del Sassuolo. E’ la terza sconfitta consecutiva per la squadra del patron Squinzi, una sola vittoria (contro il Milan) nelle ultime 8 partite. La squadra è uscita completamente trasformata dal mercato e Malesani ha avuto solo un paio di allenamenti a disposizione prima della partita; è come dire che i giocatori hanno imparato a conoscersi direttamente in campo e il risultato non poteva che rispecchiare questa situazione. Squadra che ha creato poco e comunque sfortunata nell’episodio dell’autorete che ha sbloccato la partita indirizzata verso il pareggio. Dopo una settimana di lavoro forse vedremo a Milano un primo accenno della squadra che ha in mente Malesani, che comunque contro il Verona ha disposto la squadra con il 3-5-2 e Paolo Cannavaro a comandare la difesa e premiato con la fascia di capitano. E soprattutto cominceremo a capire se la scelta di cambiare 7/11 dei titolari, più l’allenatore, a metà stagione è stata un azzardo.

Sono tante le domande che poniamo alla 23° giornata del nostro amato campionato: riuscirà la Juventus a superare le difficoltà della trasferta di Verona? La Roma bisserà la vittoria del derby d’andata? Oppure Reja manterrà la sua imbattibilità in campionato? Fiorentina e Napoli riprenderanno la loro corsa con obiettivo Champions? Continuerà il momento d’oro di Parma e Torino? L’Inter tornerà alla vittoria, uscendo così dalla crisi? Il Milan riuscirà nell’impresa di vincere a Napoli? Come si muoverà la classifica nelle ultime 5 posizioni? Altre squadre saranno risucchiate nella lotta salvezza?

In attesa delle risposte dal campo, unico giudice supremo, buon campionato a tutti!


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