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Primo avvertimento: riforme, governo battuto in commissione su emendamenti di minoranza Pd e Sel

Creato il 10 dicembre 2014 da Tafanus

In Affari Costituzionali alla Camera, due emendamenti all'articolo 2 del ddl cancellano i cinque senatori di nomina presidenziale. Modifica che rimette in discussione l'impianto dell'articolo 2. Decisivo il voto dei "frondisti" di Forza Italia. Legge elettorale, presentato subemendamento Pd: Italicum dal 2016, in caso di elezioni prima di quel termine si voterà col Mattarellum (Fonte: Repubblica/Politica)

Boschi-sconfitta

...povera Maria Elena... bisogna capirla: non è abituata...

ROMA - Uno stop - e un segnale - all'esecutivo sulle Riforme. Maggioranza e governo sono stati battuti durante le votazioni in commissione Affari Costituzionali alla Camera. Sono passati infatti due emendamenti identici, presentati dalla minoranza Pd e Sel, col voto decisivo dei "frondisti" di Forza Italia, all'articolo 2 del ddl, per eliminare dal nuovo Senato i cinque senatori nominati dal presidente della Repubblica e in carica per sette anni. Il nuovo senato sarà ora formato da 100 tra consiglieri regionali e sindaci.
In casa Pd si cerca di ridimensionare il significato politico di quanto accaduto, ma le parole di Emanuele Fiano, relatore e capigruppo in I commissione al ddl Riforme, lascia trapelare la fibrillazione: "In politica all'interno di un partito non si manda mai sotto il governo e il suo capogruppo. E' una questione di patti tra gentiluomini. In commissione c'è stato un lavoro proficuo e rispettoso di tutti, evitando modifiche e con l'accordo che il governo non sarebbe mai andato sotto" (...coso... la Costituzione dice che i parlamentari operari senza vincolo di mandato. Votano secondo coscienza, e non seguendo il ditino della Boschi. Chiaro? NDR)

Roberto Giachetti, vicepresidente della Camera e deputato Pd (e renziano a tutto tonto - NdR), su Twitter:

Giachetti-coglionata

La coglionata del maggiordomo

In tema di legge elettorale, in coincidenza con il governo sotto in commissione si segnala la tempistica con cui un subemendamento alla legge elettorale è stato presentato dai senatori del Pd Stefano Collina e Andrea Marcucci, renziani, con il "giovane turco" Francesco Verducci, in base al quale "l'Italicum entra in vigore dal 1 gennaio 2016. Nel periodo transitorio dall'approvazione della legge elettorale alla sua effettiva validità, viene ripristinato il Mattarellum". "Se dobbiamo proprio prevedere una clausola di salvaguardia - affermano i parlamentari - crediamo che il Mattarellum risponda perfettamente ai requisiti indicati dalla Consulta e interpreti molto meglio l'esigenza di rafforzare la governabilità del Paese" [...]

Il primo nodo viene al pettine durante il dibattito, evidenziato ancora da Bianconi e da Giuseppe Lauricella della minoranza Pd: non si sa cosa accadrà "se il consigliere regionale o sindaco che è senatore, verrà sospeso dalla sua carica elettiva" in seguito alla legge Severino per una condanna in primo grado, se verrà sostituito o continuerà a sedere a Palazzo Madama. [...]
Prima che l'emendamento fosse approvato, Bianconi ha osservato: "Se scriviamo 'che il Senato prende atto della cessazione' non prendiamo in considerazione i casi in cui un condannato in primo grado per peculato viene sospeso dalla carica regionale o locale ma non cessa dalla carica di senatore. Siamo sicuri che questa è l'interpretazione che vogliamo dare?". E' quindi intervenuto Lauricella: "Prendiamo il caso di De Magistris, sospeso in base alla legge Severino, resterebbe senatore o verrebbe sostituito dal vicesindaco? Che rimanga agli atti che la commissione sta interpretando che la sospensione dalla carica di amministratore locale non determina la cessazione dal seggio del Senato" [...]

La commissione Affari costituzionali della Camera ha poi approvato l'articolo 11 del ddl riforme, senza apportare alcuna modfica al testo approvato in prima lettura al Senato. L'articolo va a modificare l'articolo 71 della Costituzione e disciplina l'iniziativa legislativa, attribuendo alla Camera la maggior parte delle funzioni legislative, mentre al futuro Senato resta il potere di chiedere alla Camera di procedere all'esame di un ddl, ma deve farlo a maggioranza assoluta. Dopodichè, la Camera ha sei mesi di tempo per pronunciarsi. Inoltre, il nuovo articolato innalza la soglia delle firme necessarie per le leggi di iniziativa popolare, portandole da 50mila a 150mila, e introduce i referendum propositivi e di indirizzo.

...un altro passettino in direzione della dittatura in camicia bianca o in maglioncino rosso...

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