Magazine Diario personale

Pro e contro del lavoro alla pari: un’esperienza speciale

Creato il 17 febbraio 2017 da Agneses

Terminata anche quest'esperienza, ti svelo quali sono, secondo me, i pro e contro del lavoro alla pari! Che rimane, in ogni caso, un'esperienza molto speciale.

Pro e contro del lavoro alla pari: un’esperienza speciale
La mia seconda (e, al 100%, ultima) esperienza come ragazza alla pari si è appena conclusa e, nonostante ti abbia già raccontato qualcosa di questo tipo di lavoro ( qui ti ho spiegato in modo approfondito di cosa si tratta, mentre qui trovi i requisiti dell'au pair perfetto), volevo scrivere un ultimo post per parlarti di quelli che, secondo me, sono i principali pro e contro del lavoro alla pari. Che un lavoro normale proprio non è.

Quello che sto per scrivere è basato soprattutto sulla mia esperienza personale, ma anche sull'esperienza di decine e decine di ragazze (e ragazzi) alla pari che ho conosciuto in Australia e in Nuova Zelanda. Spero che possa esserti utile per farti un'idea più precisa degli aspetti positivi e negativi che un'esperienza del genere può comportare!

Pro e contro del lavoro alla pari: i PRO

    Arrivare in un posto nuovo con alcune, fondamentali sicurezze

Uno dei due motivi fondamentali per cui ho scelto di provare questa esperienza sia in Australia sia in Nuova Zelanda. Chi parte per queste destinazioni, spesso, non ha nessuna sicurezza e quindi è "costretto" a dormire svariate notti in un qualche ostello, cercando nel frattempo un lavoro e una casa in condivisione nella quale trasferirsi. Ciò significa spendere soldi in alloggio (spesso anche per intere settimane) e avere l'ansia di trovare il primo lavoro e la prima casa che capitano. Io volevo una sicurezza prima di partire per l'altro capo del mondo, e il lavoro alla pari me l'ha garantita: dal momento esatto in cui metti piede nella destinazione di arrivo, se sei un au pair hai vitto, alloggio e un piccolo stipendio settimanale garantiti.

    Entrare in contatto con la cultura locale

Il secondo dei miei motivi fondamentali. Se si parte per un periodo di tempo abbastanza lungo, quello che solitamente si vuole è entrare in contatto con la cultura del luogo. Fare la backpacker da subito mi avrebbe regalato molte più amicizie internazionali, ma forse non avrei mai potuto immergermi completamente e fin da subito nel più autentico stile di vita australiano/neozelandese: solo vivendo con una famiglia del luogo ci si riesce al 100%! Si capiscono i tempi, i modi, le abitudini, le routine, la vita quotidiana e concreta di chi questi luoghi li chiama casa da sempre.

    Conoscere tantissime persone con cui instaurare rapporti duraturi

Oltre a questo...fare amicizia con altri/e au pair (e non solo) è davvero una passeggiata. Spesso sono persone coetanee, con le quali si ha in comune la stessa esperienza e, quindi, con cui condividere gioie e sventure della vita quotidiana all'estero. Si creano rapporti spesso molto stretti perché ci si capisce, viviamo lo stesso mondo. E certe conoscenze diventano amicizie dal valore inestimabile.

Pro e contro del lavoro alla pari: un’esperienza speciale
    Migliorare la conoscenza di una lingua straniera

Sono laureata in lingue, ma la conoscenza di una lingua straniera non finisce davvero mai. In Australia e NZ ho conosciuto varianti inglesi diverse, ho imparato ad usare espressioni, parole e modi di dire che non avevano mai fatto parte del mio vocabolario, ho compreso nel profondo certe sfumature linguistiche. Posso solo immaginare quanto sia grande un'esperienza del genere per chi una lingua non la parla o la conosce poco: un'occasione imperdibile e preziosissima!

    Non doversi preoccupare del vitto e dell'alloggio

Al di là di togliersi il peso delle prime settimane di ricerca, anche il pensiero di non doversi preoccupare mai del vitto e dell'alloggio, perché gratuiti in cambio del tuo lavoro, è un'altra gran bella rogna che se ne va. Soprattutto in Paesi come quelli di cui ho fatto esperienza io, in cui affitti e cibo rappresentano spese a volte stratosferiche!

Questo lavoro è sempre incentrato sulle attività e sugli impegni dei bambini e dei genitori; questo significa, nella maggior parte dei casi, che i weekend, le sere e i momenti in cui i bambini sono a scuola sono liberi! In alcuni casi si riesce quindi ad avere molto tempo libero per sé e per i propri amici. Alla fine la sensazione è quella di avere molto più tempo libero rispetto a un lavoro d'ufficio, per dire, nonostante le ore lavorate siano sempre le stesse. Da considerare, anche, che spesso si è pagati per "lavorare" quando si sta cenando o pranzando, quando i bambini dormono o giocano per conto loro...non male!

Pro e contro del lavoro alla pari: un’esperienza speciale
    Viaggiare nel proprio tempo libero (e non solo)

Questo tempo libero e la conoscenza facile di tantissime persone sono i fattori che stanno alla base dei tanti piccoli viaggi che si possono fare nel weekend o delle innumerevoli gite fuori porta. Scoprire le zone circostanti sarà davvero una passeggiata, e poi ci saranno anche momenti in cui si lavorerà di meno e quindi si potrà pensare a viaggi un po' più lunghi. Senza considerare che molte famiglie scelgono di portare l'au pair con sé nei loro viaggi, magari in cambio di solo un paio d'ore di lavoro in tutto il weekend!

    Approfittare di qualche benefit, che non fa mai male

Può essere l'uso esclusivo dell'auto, una SIM locale tutta per te, qualche sconto o la possibilità di un lavoretto extra, una camera grande con tutti i confort... c'è sempre qualcosa di buono di cui approfittare! In Australia, per dire, avevo una palestra tutta per me. Mica male 🙂

Pro e contro del lavoro alla pari: i CONTRO

    Trovare il giusto confine tra lavoro ed esperienza

Il più grande lato negativo del lavoro alla pari in assoluto è un concetto che non sono capace di spiegare e che solo chi ha provato quest'esperienza può capire fino in fondo. Chi lavora alla pari è un po' dipendente ma è anche membro della famiglia, è come un figlio per i genitori ma anche un loro pari, con stessi doveri e stesse responsabilità verso i bambini, è una persona che viene pagata per fare un lavoro, ma anche un coinquilino con cui condividere spazi e oggetti. Quando gioco con i bambini, che dovrei considerare come fratelli acquisiti, sto lavorando o mi sto godendo la loro compagnia? Sono "costretta" o no a trascorrere del tempo con la famiglia anche fuori dagli orari di lavoro? Posso permettermi una confidenza, un pensiero, una lamentela in più perché queste persone sono le più care che ho in questa parte di mondo, oppure devo "stare nel mio" perché le confidenze non si fanno coi propri "superiori"? Sono tutte incognite alle quali non si può mai dare una risposta univoca, perché dipende dalla persona alla pari e dalla famiglia. E, spesso, risposte a queste domande non esistono proprio. Questa situazione, credimi, può risultare davvero stressante e frustrante alla lunga. Perché le cose non sono mai perfettamente chiare ed è impossibile che lo siano, visto che entrano in gioco rapporti umani dalle infinite sfaccettature.

Questo è un contro forse solo per quelli come me, che non sono persone proprio pazienti di fronte ai bambini. Loro hanno bisogno di attenzioni particolari, in base alla loro fascia d'età e, soprattutto, alla loro personalità. Serve un'immensa pazienza per sopportare i loro capricci, i loro vizi, i momenti di stanchezza, le richieste assurde, il bisogno onnipresente di essere al centro dell'attenzione...ma soprattutto serve pazienza per imparare a conoscerli e a farsi conoscere davvero!

Pro e contro del lavoro alla pari: un’esperienza speciale
    Sopportare la solitudine e alcuni momenti alienanti

È vero che si incontrano tante persone, ma ci saranno tanti momenti, nel corso della vita quotidiana, in cui ci si sentirà soli. Perché la famiglia, anche se ti vuole bene, è pur sempre una famiglia e richiederà i momenti di intimità. Ci sono dei giorni in cui non parli praticamente con nessuno (al massimo solo con personcine che hanno 20 anni meno di te), non vedi nessuno, non interagisci col mondo reale e...sì, ti senti un mezzo alieno.

    Essere sempre disponibili per le emergenze

L'au pairing, come dicevo all'inizio, non è un lavoro normale. Essere au pair significa anche essere presente e disponibile al 100% per la famiglia e per i bambini. Nonostante ci siano giorni e momenti liberi fissati a prescindere, è quasi impossibile tirarsi indietro se un giorno il bambino sta male e non può andare a scuola, oppure se i genitori hanno bisogno di un paio d'ore di lavoro urgenti...sono cose che capitano raramente, ma vanno comunque messe in conto.

    Avere difficoltà a mettere tanti soldi da parte

È vero, si guadagna sempre qualcosina, soprattutto considerando che il vitto e l'alloggio sono spesati a parte. Però non è mai un guadagno troppo grande (gli stipendi si aggirano dai 100 ai 300 euro a settimana, in base alla famiglia e al Paese in cui ci si trasferisce) e quindi, tra extra, uscite con gli amici e piccole gite fuori porta...i soldi vanno via che è un piacere e mettersi da parte qualcosa per i viaggi futuri non è così semplice!

    Riconoscere che i rapporti con la famiglia possono essere difficili

Eh sì, perché ci possono essere stati scambi di email, telefonate su skype, messaggi, incontri...ma, per quanto tu ti sia innamorato della tua prossima famiglia ospitante, solo convivendoci nel quotidiano puoi veramente renderti conto se siete sulla stessa lunghezza d'onda oppure no. A me è capitato con la mia host mum australiana: sembravamo piacerci molto, ma quando sono arrivata a casa sua, sono bastate poche settimane per capire che non eravamo proprio l'una nelle corde dell'altra. In questo caso bisogna accettare, essere flessibili, provare magari a parlarne...e può essere causa di un malessere più o meno grande.

    Accettare un concetto nuovo di privacy e indipendenza

Anche se hai una camera o, addirittura, un piccolo appartamento tutto tuo, il concetto di privacy e di indipendenza che hai sempre avuto verranno sicuramente modificati. Perché abitare nella stessa casa con degli adulti che non siano i tuoi genitori (e già io non abitavo più con loro da anni) e con bambini nel 99.99% ficcanaso...non è semplice per niente!!

Pro e contro del lavoro alla pari: un’esperienza speciale
Spero di averti mostrato una panoramica esauriente dei pro e conto del lavoro alla pari...magari ti potrà essere utile per la tua prossima esperienza!! Tutto sommato, io sono stra contenta di aver provato questa esperienza, che mi ha arricchito molto da molti punti di vista!

Tu hai mai provato un'esperienza del genere? Ti aspettavi questi pro e contro del lavoro alla pari? Lo faresti mai? Raccontamelo nei commenti! 🙂


Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog