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Progetto Monti-Casini. Il piccolo “centrino” alleato del PD per ritraghettare l’Italia nella prima repubblica

Creato il 21 dicembre 2012 da Iljester

20121219_monti-casini-napolitanoIn questi ultimi giorni di silenzio de Il Jester, sono successe parecchie cose nella politica italiana. Da quando sono stati scritti gli articoli con i quali Berlusconi offriva la premiership del centrodestra a Monti, sembra siano passati eoni. Purtroppo (o per fortuna), Monti pare aver scelto la strada cosiddetta “centrista” e/o democristiana. Creare una lista con Montezemolo e Casini che poi facciano da stampella e da supporto a Bersani.

La decisione pare non sia piaciuta all’ex Premier, Berlusconi, che dopo aver attaccato ferocemente Casini e Fini (definendoli “persone orride”), ha iniziato a prendere a mazzate (verbali) Mario Monti, e su un tema che sta parecchio caro agli italiani con un po’ di sale in zucca: il Governo Monti al servizio dell’Europa e della Germania. La politica fiscale montiana a favore non degli italiani ma dell’Europa e sempre della Germania. A riprova di ciò, vi è l’idea che una parte dei soldi raccolti con la famigerata IMU finiranno diritti diritti all’ESM o Fondo Salvastati, che li utilizzerà per ricapitalizzare le banche in crisi. Una bella fregatura.

Ciò detto, la scelta di Monti non era scontata, ma non era nemmeno impossibile. Indubbiamente, il professore ha perso una grande occasione (di riscattarsi) nel respingere la corte di Berlusconi e l’uso della sua macchina elettorale, che non è certo quella di Casini e/o di Montezemolo. Ma ognuno fa le scelte che maggiormente gli garantiscono la compiacenza e l’approvazione dei poteri forti, ed è indubbio che dall’Europa e dagli apparati burocratici delle istituzioni italiane, la scelta del “centrino” è quella che – in caso di vittoria o di semi-vittoria – darà maggiori garanzie circa l’asservimento dell’Italia ai poteri degli euroburocrati.

La verità è che questa scelta di campo realizza un disegno più ampio; un disegno che sta emergendo chiaro e limpido in questi giorni: la possibilità che all’indomani delle elezioni nasca un governo di centrosinistra (nel senso di un governo PD-UDC-FLI), che tagli fuori da una parte il centrodestra (PDL-Lega) e dall’altra la sinistra del SEL e anche Grillo. Praticamente una riedizione, neanche tanto riveduta e corretta, dei vecchi governi di centrosinistra che abbiamo avuto tra la fine degli anni ’80 e gli inizi degli anni ’90. Una vera e propria restaurazione di quell’asse di alleanze che era stato spazzato via con il maggioritario.

Si ritorna indietro nel tempo, a quelle coalizioni di vergogna centrista che hanno rovinato l’Italia, decretandone la piccolezza nel panorama internazionale. Ma del resto, è questo quello che vogliono all’estero: un’Italia malleabile e che si piega senza fiatare. Priva di spina dorsale, di orgoglio nazionale e disponibile a sobbarcarsi tutte le nefandezze politiche ed economiche che vengono decise altrove e che – come sempre – garantiscono il tornaconto di alcuni e non certo del popolo italiano, costretto a sorbirsi le scelleratezze e le privazioni in nome di questa o quella politica europea.

Forse è un bene che Mario Monti abbia scelto il centrino di Casini, che probabilmente farà da stampella al PD. La sua nomea – e me ne sono reso conto su Facebook e su Twitter (ma anche nella realtà quotidiana) – non è sicuramente positiva fra gli elettori di centrodestra, i quali erano disposti a non votare pur di non doversi sorbire un uomo che con le sue politiche di “rigore”, nel giro di un anno ha demolito l’Italia in favore dell’Europa dei banchieri e della Germania, spendendola in una delle più gravi recessioni che il nostro paese abbia mai vissuto dal dopoguerra.


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