“Più tasse ? Fatele pagare a noi escort“
A pronunciare questa frase è stata Tenera Valse, ex insegnante che ha deciso di passare dalla cattedra ai frustini sadomaso (giochetto che a quanto pare le frutta più soldi di molti altri).

Vi posto di seguito qualche frase tratta dalla sua intervista:
<<La prostituzione deve rientrare nelle “attività contributive” di questo Stato. Usi anche noi, per salvare l’Italia dalla crisi. Ci faccia pagare le tasse..l’articolo 53 della Costituzione dice: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva”. Dice “tutti”. Non “tutti tranne le prostitute”. Che nell’antica Grecia già concorrevano>>.
Dopodichè il giornalista le fa presente che le tasse dimezzerebbero i suoi incassi:
“Non importa. Il nostro Paese è vicino alla bancarotta. E il prelievo sul mio conto, e su quello di altre 50 mila “libere professioniste” come me, si tradurrebbe in servizi e civiltà, in strade e asili“
Se la prostituzione è una libera sceltà perchè non tassarla? Perchè fingere di eliminare la prostituzione non rendendola legale!?
Da quando in qua una cosa illegale viene praticata meno di una legale?
Abbiamo pensato mai quanti soldi rientrerebbero nelle casse dello Stato che potrebbero essere spese ad esempio per il welfare? Abbiamo mai pensato che forse rendere legale la prostituzione abolirebbe quelle situazioni tipo lo sfruttamento e lo sfruttamento minorile di essa?
Così il giornalista le domanda se ha pensato e provato lei stessa qualche alternativa di legalizzazione:
<<Classificare il mestiere di prostituta come una prestazione di lavoro a tempo con un pagamento per servizio d’opera, per la nostra attività artigianale-imprenditoriale di benessere sessuale. Basterebbe a quel punto aprire una partita Iva e autodenunciare la pratica come si fa a Berlino, presentando la fotocopia della propria carta d’identità alcommissariato più vicino. Da lì in poi, potremmo emettere regolari fatture, ricevute. Sì. E il cliente mi ha riso in faccia. Oltre a non avere valore, era pure una prova scomoda, pericolosa, nella tasca dei suoi pantaloni>>.
Ecco che, mi viene in mente una bellissima frase detta da Susanna Camusso circa un anno fa che faceva più o meno così: “Levare le prostitute dalle strade fingendo di aiutarle ma in realtà lo si fa solo per salvaguardare i clienti“
Ecco che le due frasi – di T. Valse e S. Camusso- coincidono! Tutto riporta al fatto che legalizzando la prostituzione il buon padre di famiglia -ahimè stando alle statistiche colui che più usufruisce di prestazioni sessuali a pagamento- avrebbe ricevute fiscali un po’ troppo bollenti nelle tasche dei pantaloni.
Così fingiamo che la prostituzione non esista, fingiamo che lo sfruttamento della prostituzione non esista, continuiamo a trattare le prostitute come se non fossero nemmeno esseri umani e continuiamo pure a far andare a rotoli questo Paese.
Dietro questa facciata ipocrita italiana del non voler legalizzare la prostituzione per eliminarla non ci ho mai creduto.
Il nostro paese finge di voler aiutare le donne a non prostituirsi ma in realtà lo fa per moralismo e per salvaguardare il cliente.
Il problema non è la prostituzione, il problema sono le prostitute.
Il problema non è voler abbattere un mestiere dove la donna per l’ennesima volta deve usare il suo corpo, il problema è il moralismo. Questo paese di noi donne se ne sbatte, figuriamoci delle prostitute viste come bambole gonfiabili senza diritti, voce e dignità.
Tutti i giorni veniamo sfruttate, umiliate, usate come pezzi di arredo e abbellimento, tutti i giorni veniamo usurpate della nostra dignità senza che nessuno mai intervenga, senza che nessuno mai decida di adottare delle misure per abolire tutto ciò e dovremmo credere che questo Paese non tassi la prostituzione per liberare le donne da essa!?
Io vi dirò la mia a riguardo.
Sono una ragazza con ideali femministi, vorrei tanto abolire qualsiasi forma di sfruttamento del corpo delle donne ma non credo che le prostituzione volontaria sia una di queste.
Ritengo che una donna con le piene facoltà mentali sia libera di scegliere come mestiere della propria vita la prostituzione.
La prostituta libera decide lei con quale cliente andare e quale no, decide lei quanto farsi pagare e quanto tempo passare con ogni cliente, perché è libera e ciò che guadagna è suo, non deve darne il 90% a sfruttatori o protettori, quindi se un cliente non le piace o si comporta male non ci pensa su due volte a metterlo fuori casa.
Con questo voglio dire : cerchiamo di abbattere lo sfruttamento soprattutto, cerchiamo di liberare le schiave del sesso e non le sex-worker libere che decidono da se’ il proprio lavoro e la propria vita.
La prostituzione purtroppo esiste in ogni ambito lavorativo. Quante volte abbiamo letto di storie di ragazze che per tenere il posto di lavoro -o guadagnarsi il posto- hanno dovuto cedere ad avances di capi o responsabili!?
Con questo voglio dire che dovremmo occuparci di tutte quelle donne che le prostitute NON LE VOGLIONO FARE e non vogliono ricevere avances di quel tipo o dover cedere per bisogno a proposte di quel genere.
Perché se gridiamo a gran voce “fuori il Vaticano dalle nostre mutande” beh noi che diritto abbiamo di ficcarci nelle mutande di una libera sex-worker ? Credo nella libertà e questa viene prima di ogni cosa.
Credo che tassando la prostituzione in qualche modo scoraggerebbe molti a sfruttare giovani donne, credo come ha detto –Tenera Valse- che la legalizzazione di essa porterebbe molta paura in certi mariti- che fingono di essere perfetti – a vedere nero su bianco il prezzo e il documento della prestazione sessuale ricevuta.
E’ molto strano come in Italia il paese delle donne nude, il paese delle escort televisive e politiche poi si abbiano tutti questi moralismi e remore ad ammettere che la prostituzione esiste.
In Italia il culo lo devi mostrare a chiunque ma devi essere illibata! Una parte del popolo italiano vuole vedere donne nude, ma che poi facciano la parte di quelle che non aspettano altro che un marito e dodici figli da accudire come una dolce badante.
Quanto è incoerente questo paese!
Mi piacerebbe sapere la vostra cari-e lettori/trici. Cosa ne pensate delle sex-worker e del legalizzare la prostituzione? Cosa ne pensate della prostituzione?
Faby







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COMMENTI (1)
Inviato il 29 dicembre a 18:36
Erodoto scriveva a riguardo: “in tempi passati la donna che si concedeva era una sacerdotessa dedicata agli dei e dandosi a qualcuno essa eseguiva un grande atto di adorazione. aveva il rispetto degli altri e gli uomini nell’usare di lei la onoravano”. Per cui, può davvero ritenersi controproducente in Italia, soprattutto dopo la manovra Monti, una regolamentazione che permetta di controllare sotto il profilo sanitario, FISCALE e previdenziale un fenomeno vasto di proporzioni? guardando l’altra faccia della medaglia, ci dobbiamo domandare: quanta volontà c’è da parte di chi esercita la professione, chiedere la regolarizzazione di questo mestiere quando poi a conti fatti, ci si dovrebbe mettere in regola con il FISCO e con l’istituto previdenziale? In gergo “l’atto di adorazione” è quello di pagare le tasse come tutti gli onesti cittadini.
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