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Raquirà e Zipaquirà: colore sopra, oscurità sotto

Da Sara
Raquirà e Zipaquirà: colore sopra, oscurità sottoRaquirà e Zipaquirà: colore sopra, oscurità sottoRaquirà e Zipaquirà: colore sopra, oscurità sottoIn serata si tornerà a Bogotà dopo le due tappe previste per la giornata. La prima a circa 25 chilometri a sud-ovest di Villa de Leyva  è Raquirà, la capitale colombiana della ceramica che sul tema offre variazioni di ogni genere, ciotole, brocche, piatti, bicchieri, decorazioni e paccottiglia a volontà.
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Raquirà e Zipaquirà: colore sopra, oscurità sottoRaquirà e Zipaquirà: colore sopra, oscurità sottoDel paesino non trovo molto da dire, è minuscolo, come al solito la grande piazza centrale con la chiesa e qualche stradina intorno, ma turistico da far paura, solo una lunga fila di negozi e negozietti senza soluzione di continuità e gremito di folla all'inverosimile soprattutto la domenica che è proprio il giorno della nostra visita.
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Raquirà e Zipaquirà: colore sopra, oscurità sottoRaquirà e Zipaquirà: colore sopra, oscurità sottoPare che Raquirà abbia ricevuto un premio come il paese più curato e pittoresco; io di onorificenze gliene avrei date due, una quale "tempio del kitsch" che impera sovrano a partire da quelle orribili sculture in terracotta in piazza con tanto di bambino fontana che zampilla finta pipì e una per "il tripudio di colore" che ammanta di chiassosa allegria muri, case, insegne, ogni anfratto del paese e persino i pantaloni viola degli uomini e i vestiti rosa e lilla delle signore; e questo si che mi è piaciuto tanto!
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