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Razzismo ed antisemitismo sul web corrono veloci: riappare un blog con liste di proscrizione antisemite

Creato il 21 luglio 2011 da Yellowflate @yellowflate

 

Razzismo ed antisemitismo sul web corrono veloci: riappare un blog con liste di proscrizione antisemite

Razzismo ed antisemitismo sul web corrono veloci: riappare un blog con liste di proscrizione antisemite

Paolo Munzi, il quarantenne è l’autore di un  blog dove si legge una lista dei nomi di 162 docenti universitari additati come appartenenti ad una lobby ebraica. Munzi,  risiede in provincia di Rieti ed è figlio dell’ex sindaco radicale della cittadina di Forano. La notizia appare in rete per la prima volta nel 2008 ed è subito scattata una indagine a cura della polizia postale. Attualmente però la lista nera, o meglio l’indice dei docenti ebrei è riapparsa online. L’antisemitismo però sul web  scorre in rapida velocità infatti vengono proposti diversi blog e forum dichiaratamente neonazisti e antisemiti. Adesso compaiono persino  di magistrati ebrei (o ritenuti tali), una lista aggiornata di attività commerciali, ristoranti, macellerie, pasticcerie, i cui proprietari sono ebrei. Insomma vere e proprie liste di proscrizione. Secondo quello che scrive Dagoberto Bellucci, italiano convertito all’Islam e residente in Libano, da molti definito nazi-islamico, molto vicino agli ambienti della destra estrema queste sarebbero attività da “boicottare”. A quanto pare la lista dovrebbe essere sulla piattaforma de il Cannocchiale, dunque un server residente in Italia, lo stesso server che nel 2008 era stato costretto ad oscurare il sito su richiesta della Polizia Postale. Il blog oggi è riapparso con nuove frasi e slogan che potrebbero essere punibili in base alla legge Mancino. Da quel che si legge online sembra che il blog sia stato ricavato da un appello contro “il boicottaggio attuato nelle università inglesi nei confronti di Israele e dei docenti ebrei.Il 99% dei docenti firmatari la petizione proposta dalla comunità ebraica di Roma  appartiene alla Sapienza di Roma, ha un cognome ebraico e sostiene pubblicamente e politicamente Israele”. Tutte le proposte ed i post sono altamente delirati:”Gli studenti sono vittime della manipolazione mentale di professori infeudati alle caste regnanti negli atenei. Questi docenti utilizzano l’istituzione universitaria italiana per sostenere gli interessi politici di uno stato estero”. Tra i 162 figurano professori non solo della Sapienza, ma di tutti i principali atenei italiani: Bologna, Torino, Palermo, Chieti, Tor Vergata, Roma Tre, Federico II, Pisa, Lecce, Politecnico di Milano, Bicocca, Perugia e Sassari. “Fuori la feccia sionista dalle Università”, il titolo di un post scritto il 14 maggio scorso. Attacchi riservati anche ad alcuni magistrati (sono quattro, con nome e cognome), la cui presenza nelle Procure è un “cancro da estirpare”. “Fuori la lobby ebraica dalle Procure”, tuona il gestore del blog, che accusa questi pubblici ministeri di “utilizzare la legge per eliminare con il carcere coloro che non condividono queste loro idee”. Magistrati che, sempre secondo quanto viene scritto sul blog, sarebbero “aderenti ad un’organizzazione politica finalizzata a proteggere gli interessi politici della lobby sionista transnazionale. Una cricca di pubblici magistrati che strumentalizzano politicamente le Istituzioni giuridiche dello Stato italiano utilizzando la persecuzione giudiziaria contro coloro che vengono ritenuti da questi o indicati loro da esponenti politici di stati esteri residenti in Italia, “nemici” dell’entità sionista comunemente definita, Israele”. Accuse gravissime e infondate, risultato di una macchina del fango antisemita il cui fine è solo quello di denigrare la figura dei quattro magistrati citati nel post.  Mentre si scrive il post è visibile esclusivamente dalla pagina chache di google, la copia ufficiale probabilmente è accessibile esclusivamente ad utenti registrati. Sulla Repubblica leggiamo invece che il giovane livornese,  Dagoberto Bellucci, classe 1970 è da sempre sentimentalmente  legato all’Msi e al gruppo neofascista di Avanguardia e noto alle cronache per aver avuto una relazione con la pornostar Eva Henger, oltre a riproporre sul suo blog un elenco di cognomi ebraici, rilancia l’idea di un boicottaggio di prodotti degli ebrei. Lo fa partendo da un documento e dalle analisi che risalgono al periodo della Repubblica sociale Italiana e delle leggi razziali. “Stiliamo una nuova lista di prodotti di aziende in mano agli ebrei – scrive in un post datato 7 luglio – Seguiremo una documentazione consegnataci da Maurizio Lattanzio, l’unico fascista in Italia, per dirla con parole sue. Invitiamo i lettori a farne buon ‘uso’ perché le ditte ed i nomi dei responsabili delle ditte ivi riprodotte sono, con ogni probabilità, ancora presenti e operative nel tessuto commerciale ed economico nazionale”. Insomma l’antisemitismo ed il razzismo corrono veloci sul web.

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