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Recensione a basso costo: In una sola persona, di John Irving

Creato il 14 marzo 2017 da Mik_94
Sono i nostri desideri a plasmarci. In un minuto scarso di accese, inconfessabili fantasie ho desiderato di diventare scrittore e di fare sesso con Miss Frost, non necessariamente in quest'ordine.
Recensione a basso costo: In una sola persona, di John Irving Titolo: In una sola persona Autore: John Irving Editore: Rizzoli. Prezzo: € 20,00 € 10,00 Numero di pagine: 552 Sinossi: Quando Billy, a tredici anni, entra per la prima volta nella biblioteca della sua cittadina del Vermont, è in cerca di libri su ragazzi che si sono presi "una cotta per la persona sbagliata": nel suo caso il futuro patrigno Richard, il crudele compagno di scuola Kittredge e la stessa bibliotecaria Miss Frost, statuaria, con le spalle larghe, i bicipiti robusti e un seno da adolescente. Figlio di un crittografo da cui la madre si era subito separata, cresciuto in una famiglia di uomini eccentrici e donne puritane, circondato da un cast di amici, amiche, amanti, travestiti, transgender che rifiutano di farsi incasellare in una categoria o in uno schema, Billy racconta oltre mezzo secolo di avventure tragicomiche alla ricerca di sé (e del padre). Attraverso le sue parole, John Irving mette in scena una toccante epopea sul terrore di essere diversi, sulla profonda verità delle passioni che ci abitano, sulla felice impossibilità di essere altro da sé.                                           La recensione L'incipit è mezza bellezza, ho scritto qualche giorno fa, postando una foto con le prime righe di In una sola persona. Se l'artefice è il magistrale John Irving, incrociato spesso al cinema – suoi, infatti, Le regole della casa del sidro e The Door in the Floor – e solo adesso in libreria, quanto di vero c'è nel luogo comune così caro ai lettori di ogni dove? Ho lasciato questo romanzo in attesa per un anno buono. Preso a metà prezzo tra i Remainders, aspettava me e il momento propizio. Il destino dei tomi corposi e dall'aria impegnativa, che incastro come posso nei rari giorni che si frappongono tra la fine della sessione invernale e l'inizio del secondo semestre. Quest'anno, però, di giorno ne ho avuto uno soltanto. E passando più tempo sull'autobus che a casa, come vi dicevo, temevo di aver fatto la scelta sbagliata. Le quasi seicento pagine di Irving erano la compagnia che volevo dopo una giornata di pasti veloci, ombrelli rotti e sbadigli nei quaderni? A sorpresa, non ne ho sentito il peso. Anzi, ho letto il romanzo in sei giorni, sulla scia di quell'inizio splendido, da manuale. Basta poco per capire i toni – tutt'altro che pruriginosi, ma senza peli sulla lingua – e l'affascinante mondo interiore del protagonista, Billy. 
Recensione a basso costo: In una sola persona, di John Irving La sua prima cotta, confessa, risale a quando aveva tredici anni. Allora sognò di diventare scrittore e di andare a letto con la chiacchierata Miss Frost, la bibliotecaria del suo paesello nel Vermont. Ad aprirgli le porte dell'ambizione e della modesta biblioteca comunale, il suo patrigno: un attore amatoriale che Billy guardò, per un certo periodo, con occhi adoranti. Infatuato anche del genitore acquisito, farà presto i conti con i suoi sentimenti e si angustierà con letture di intramontabili classici a tema: dalle sorelle Bronte a Flaubert, su consiglio di una bibliotecaria che ricorda la Fenech, esplorerà in lungo e in largo gli amori impossibili e le cotte per le persone sbagliate (sempre, appunto, che esistano). Billy cresce in una famiglia a metà, divisa tra donne bigotte – compresa una mamma amareggiata per via del dongiovanni che la sedusse e la abbandonò – e uomini sensibili, in pace con loro stessi. Un nonno tragicomico, ad esempio, che di giorno gestisce una segheria e la sera fa furore a teatro, en travesti. I seni posticci, i lustrini e le parrucche, però, rispondono alle esigenze di copione o a inclinazioni rinnegate, lasciate poi in eredità al nipote? 
Recensione a basso costo: In una sola persona, di John Irving Con l'ironia e l'eleganza di chi ci è già passato, il narratore si mette a nudo e tappa dopo tappa racconta disordinatamente la difficoltà dell'essere accettati e dell'accettarsi. Tra gli Stati Uniti e l'Europa più libertina, abbozzondo epitaffi per i caduti in Vietnam e per le innumerevoli vittime dell'Aids, In una sola persona racconta a distanza di sicurezza la sessualità e le disavventure di un accademico attratto parimenti dagli uomini e le donne, destinato a un mare più ampio in cui pescare e, per questo, a doppi dolori. A Billy piacciono le signore mature e i ragazzi vulnerabili. Perde l'innocenza con Miss Frost, divide il letto ora con la sua migliore amica Elaine e ora con il bisognoso Tom, si strugge appresso a un giovane lottatore (Kittredge, bullo conteso da tutte le sue compagne di corso) che renderà un inferno e un paradiso i suoi anni liceali. Le pagine di John Irving sprizzano intelligenza, tolleranza, armonia. Scorrono come fossero un film. S'intravedono i boa di piume, i reggiseni di pizzo sganciati con più di qualche difficoltà, le lenzuola sfatte in cui si sono rotolati gli atleti, le poetesse e le drag queen. La bisessualità è una leggenda? La teoria del gender è tabù? In una sola persona, paragonato al più noto Middlesex, è l'autobiografia fittizia di un romanziere settantenne, che si guarda alle spalle e fa una rocambolesca conta degli amanti, delle perdite, dei personaggi veri o presunti che l'hanno segnato. Il sesso è nella testa, suggerisce Irving, e non nel corpo, che a una certa età si risveglia a comando. Ognuno è a modo suo. Ognuno, in un mondo bello perché vario, è perfetto così. La vita è lunga per stabilire in anticipo chi diventerai. Forse troppo, per illuderti di trovare te stesso - e il dolce e il salato, e il sesso e l'amore - in una sola persona? Il mio voto: ★★★★ Il mio consiglio musicale: Rocky Horror Picture Show – Don't Dream It

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