Magazine Cinema

Recensione: "Dear Zachary"

Creato il 20 marzo 2017 da Giuseppe Armellini

Visto ieri per una serie incredibile di coincidenze Dear Zachary è un documentario a tratti di devastante dolore.In realtà questo doc è un atto d'amore verso un uomo ucciso e amato da tutti.Ma non solo verso di lui.La conferma, se ce n'è una, che l'Uomo è l'essere vivente capace di tutto, dai gesti più inumani ai comportamenti e alle reazioni più meravigliose.
dopo ogni foto spoiler più grandi
film disponibile nel Guardaroba

Ieri sera un lettore mi consiglia questo film praticamente sconosciuto.Senza sapere che solo poche ore prima questo film mi era stato mandato da vedere.Non so quante probabilità ci possano essere in tal senso, un film che nessuno conosce e che, nello stesso giorno, una persona ti manda e una ti consiglia.E io che di solito rimando e rimando le visioni stavolta l'ho visto come un segno.Ma non finisce qui.Finisco di vedere il film e mi accorgo che è il 19 Marzo, Festa del Papà. Mi viene un brivido perchè probabilmente in 1200 film recensiti nessuno più di Dear Zachary è adatto a questa giornata.Tre coincidenze pazzesche, roba da uno su un milione.Dear Zachary è un documentario che racconta una vicenda pazzesca, terribile, a tratti devastante.E' la storia di Andrew Bagby, un ragazzo di 28 anni ucciso a sangue freddo dalla sua ex compagna.Un ragazzo amato da ogni singola persona lo avesse incontrato in vita, amici, parenti, colleghi.
Uno in particolare, il regista, suo amico d'infanzia, decide di fare un "ultimo film" con Andrew (da ragazzini si divertivano a fare filmini amatoriali).Un atto d'amore che mi ha ricordato un altro splendido documentario a cui sono legatissimo, Tarnation.In quel film Jonathan Caouette realizza il suo personalissimo, sofferto e pazzo film per amore verso la madre.Qua c'è un amico che vuole far conoscere invece la storia di un ragazzo a detta di tutti magnifico.E, più di tutti, vuole farla conoscere ad una particolare persona, Zachary.Già, Dear Zachary, Caro Zachary, perchè il documentario è quasi una lettera d'amore indirizzata a qualcuno di preciso.E quel qualcuno è una delle tante cose incredibili che racconta questo documentario.Non leggete oltre prima di vederlo.Documentario dal ritmo altissimo, nemmeno un secondo di tregua nel parlato, un montaggio velocissimo che cerca di mettere insieme decine e decine di volti e voci.E se all'inizio un pò ci si perde poi si comincia a farci l'abitudine.Nella prima parte Dear Zachary sembra "solo" un documentario che racconta la vita di un ragazzo brutalmente ucciso da una psicopatica.E' impressionante come chiunque parli di Andrew lo faccia in maniera così straordinaria che, almeno per un pò, si corra il rischio dell'agiografia.Poi, però, più il film va avanti, più, soprattutto, conosciamo i genitori di Andrew, più capiamo che molto probabilmente ci stiamo trovando davanti veramente delle persone straordinarie.Ma del resto quello che viene fuori da questo documentario è la riprova di quanto l'essere umano sia, tra tutti gli esseri, quello capace dei gesti più disumani e terribili e, al tempo stesso, quello capace anche di tirar fuori sentimenti e comportamenti di commovente bellezza, umanità e generosità.Nessun essere ha uno spettro di comportamenti così vasto come il nostro, uno spettro che va da persone indegne di vivere come Shirley Turner (l'assassina) a coppie come quella dei genitori di Andrew, nostri simili di cui fatichiamo a vedere i limiti di grandezza.Dear Zachary ha una prima svolta, che poi è quella che porta al titolo e alla missione ancora più forte del regista.
L'assassina era incinta di Andrew.Il bambino nasce.Zachary.Un bambino che non vedrà mai suo padre perchè ucciso dalla stessa donna che l'ha tenuto in grembo.Parte così un documentario che al lato umano ne affianca uno giudiziario.Sia quello che riguarda l'assurdo NON arresto della Turner sia quello della richiesta di affidamento di Zachary fatta dai nonni paterni.E, vi giuro, accadono cose da non crederci.Un'assassina che viene rilasciata su cauzione (pagata poi dal suo psicologo, pazzesco), delle istituzioni che non riescono a capire quanto assurdo sia lasciare un bimbo ad una pazza assassina.Ma per i nonni di Zachary, i genitori di Andrew, c'è una cosa che è più forte di tutti, l'amore.E allora iniziano a fare sacrifici immensi per vedere il bambino.E, addirittura, passano ore ed ore insieme all'assassina di loro figlio, così, solo per poter stare con il nipote.Tutto è assurdo, straniante. Il film è anche pieno di telefonate e file audio. E la dignità di queste due persone nel dialogare con quell'assassina è incredibile.Ma è tutto fatto per un unico scopo e tutto frutto di un'unica spinta, ovvero l'amore per il loro nipote in cui, ovviamente, rivedono anche il figlio perso (bellissimo in tal senso il montaggio di Andrew e Zachary da bambini, identici).E così Zachary diventa il figlio di "tutti", di ogni voce presente nel documentario, di ogni parente, di ogni amico di Andrew.Era talmente tanto l'amore per quel ragazzo che quel figlio nato in sua assenza diventa simbolo di vita nato dalla morte, speranza nata dal dolore.Già, ma questo doc racconta una storia terribile che, ad un certo punto, diventa devastante.E c'è forse un punto di svolta da ricercare.Zachary comincia a volere più bene ai nonni che alla tremenda madre.Ci sono tre minuti in cui vengono montati piccoli gesti del bambino che, seppure piccolissimo, un solo anno, sembra continuamente voler scappare dalla madre, dalla quale non sente amore, e rifugiarsi nelle braccia della nonna, una donna, come detto, straordinaria. E come Shirley non potè sopportare l'abbandono di Andrew così non riesce a sopportare questo rifiuto.
E compie un gesto inumano, il più inumano di tutti.Per fortuna, insieme a Zachary, decide di porre fine anche alla sua inutile e distruttrice vita.Parte così un altro documentario, il terzo.E quest o film che era lettera d'amore indirizzata ad un bambino che un giorno avrebbe conosciuto chi era il padre non ha più alcun senso perchè la stessa mano che aveva ucciso il padre ha ucciso anche il bambino.La pazzia e cattiveria umana a volte non conoscono confini.E allora questo fantastico regista (lui passa in secondo piano ma se esiste questo doc, se tutti possono conoscere Andrew, i suoi genitori e suo figlio, è solo merito suo, un lavoro incredibile di anni ed anni e km e km, 100 persone intervistate, decine di foto, decine di materiali d'archivio, un assemblaggio di montaggio pazzesco), dicevo questo regista decide allora che il film deve acquisire un nuovo senso.Restare sì una lettera d'amore, ma indirizzata a qualcun altro.E questo qualcun altro sono i nonni di Zachary, loro e la loro dignità, il loro dolore, le loro lotte, la loro sofferenza e la loro, nonostante tutto, voglia di andare avanti.E in un finale bellissimo abbiamo un ribaltamento che alla fine ribaltamento non è, solo qualcosa di parallelo.Ogni persona intervistata si sentiva padre "virtuale" di Zachary.Adesso ognuno di loro si considera figlio di David e Kathleen Bagby.Perchè alla fine in un film tanto doloroso ne viene fuori un messaggio potente, positivo, fortissimo.Ed è un messaggio che se avesse un titolo sarebbe un titolo banalissimo e totalizzante allo stesso modo, qualcosa che somiglia tanto al voler bene.



Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog