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Recensione di Fiori dell’anima di Dario Gallo

Creato il 07 aprile 2015 da Leggere A Colori @leggereacolori

Recensione di Fiori dell’anima di Dario GalloVoto:
Informazioni sul libro
Titolo:Dario Gallo
Pubblicato da:Ebook Editore
Genere:Poesia
Formato e pagine:
scontato
Trama:

Poesia che racconta l'amore fuori portata, o a portata di pensiero. Romantica, possibile quanto impossibile, scavata da sentimenti profondi. Poesia per chi i fiori li vede sbocciare e appassire.


A scrivere poesia e a parlare di poesia ci si espone, sempre. Chi la scrive si denuda, ammette qualcosa di sé, di intimo e profondo, e chi ne parla testimonia, come portavoce, sentimenti innegabili volentieri taciuti. Non solo, chi ne parla offre una sua versione, che seppur si possa avvicinare molto a quella originale non lo è. Resta una copia carbone, sbiadita, rispetto a quella che conserva il poeta, ed è giusto così. Ed ecco il senso di affrontare la poesia e presentarla ad altri lettori: un dolce rischio. Che si rappresenti in ogni mente in maniera diversa, che sia letta superficialmente, che non sia compresa, che sia fraintesa, snobbata, che faccia male e che faccia bene, anche allo stesso tempo.

Io e l’autore, in questo senso dunque, siamo uniti dallo stesso dolce rischio. I fiori dell’anima è una raccolta poetica di Dario Gallo a carattere romantico. Sebbene la forma metrica non sia quella delle strofe della poesia romantica dell’Ottocento vi si trovano elementi di similitudine. Dario Gallo qui vi attinge, conferendo un carattere fortemente antico ai versi, attraverso la scelta di termini caduti in disuso nella lingua parlata e attraverso un frequente uso del troncamento (in qualche caso abusato o dal risultato cacofonico, Es. “Il bel ciel”).

Romantica è l’anima di questa poesia, qualcosa che forse nella praticità più recente si è perso, la celebrazione dei sentimenti, puri. Il poeta è spettatore, ciò che ammira è Lei, una Lei sempre diversa, immaginaria in grado di muovere i meccanismi dell’anima. La poesia di Gallo è contraddistinta da un amore immateriale, idealizzato, sempre oltre, che si può cantare e non far diventare una proprietà.

Gioia incontenibile, passione misurata, struggente adorazione, ma anche solchi di tristezza.

Per le vie del tuo viso…

era lì che scivolavano le mie dita.

Ora

è una lacrima a scivolare

sul mio viso,

a colpire la nostra foto.

Poi si dilegua…

(Lacrima sulla foto – Dario Gallo)

Per arricchire il canto, il poeta aggiunge molti elementi naturali come il cielo, il mare, gli alberi, un gabbiano. Se da un lato si creano immagini suggestive apprezzabili

Il cielo indorava

la scia del tuo passo

quando le nuvole, rosee,

primaverili fiorivano

allo sfumar del giorno…

(Angelo senz’ali – Dario Gallo)

dall’altro si ricorre a figure molto, troppo, usate nella poesia che soddisfano l’esigenza estetica ma non quella dell’originalità. Sedici poesie scritte a cuor leggero che sfiorano l’idea di un sentimento irraggiungibile, mai colmo. La sensazione è che, nonostante nei versi prevalga una condizione di serenità vi sia del tormento celato dovuto alla condizione infattibile del compimento dell’amore. Segni, cicatrici quasi nascosti da una pacatezza costante, che è solo una prima pelle. In questa brevità, i fiori dell’anima sono pronti a sbocciare e ad appassire per chiunque voglia viaggiare su questi versi, che vogliono anche essere dei posti.

Il poeta, sognante, non può coglierli ma semplicemente rimirarli per raccontarne ogni sfumatura. Chi racconta vive, e ne ha la prova.




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