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Recensione di I migliori di noi di Andrea Scanzi

Creato il 20 marzo 2017 da Leggere A Colori @leggereacolori

Recensione di I migliori di noi di Andrea ScanziTitolo: I migliori di noi
Autore: Andrea Scanzi
Pubblicato: Novembre 2016 da Rizzoli
Genere: Narrativa Contemporanea Formato: Copertina Rigida Pagine: 213
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Fabio ne è sempre stato convinto, “ l’amicizia è l’antidoto più efficace allo scorrere del tempo anzi l’unica cosa che, ai massimi livelli, riesce perfino a fottere la morte”. Fabio ne è sempre stato convinto, " l’amicizia è l’antidoto più efficace allo scorrere del tempo, anzi l'unica cosa che, ai massimi livelli, riesce perfino a fot-tere la morte". E sarà appunto il suo migliore amico che gli darà la forza per affrontare una delle prove più dure della vita.

Fabio può essere definito come un uomo di successo: ha un buon matrimonio con una moglie che ama, un lavoro che gli ha dato una certa notorietà e che fa volentieri, una buona cultura, un buon carattere, onesto e leale. Ha persino una qualità rara, riesce a mantenere la propria felicità anche nei piccoli drammi quotidiani. Eppure un giorno il destino decide di bussare alla sua porta e arriva a spazzare via quel bel castello che ha edificato giorno per giorno nella sua vita. Possibile che sia arrivato così in fretta il momento di salutare tutti e andare via? A soli cinquant’anni? Ci sono ancora tante cosa da vivere.

Il lettore di I migliori di noi lo incontra lì, nel bel mezzo di un bivio esistenziale, il giorno degli accertamenti, quando la malattia si affaccia allo spioncino della porta, ma ancora non vi è alcuna diagnosi o verdetto, che poi è la stessa cosa e ci si può prendere ancora un po’ di tempo per sperare. Fabio è lì seduto su una sedia in sala d’attesa davanti alla porta dello studio del giudice-dottore, che si guarda in giro e conta le sedie vuote. Ma non sono proprio vuote, c’è Federica, sua moglie con cui ha condiviso la parte più bella e profonda della vita, suo figlio Marco, con il quale deve ancora imparare ad avere un rapporto da uomo a uomo, lui che si sente ancora e così profondamente padre e poi c’è una sedia vuota, che dopo trent’anni non ha ancora capito perché sia rimasta così, quella di Max, il suo migliore amico. Max che pochi giorni prima del suo matrimonio con Federica sparisce, scappa in America senza dare più notizie di sé, che come regalo d’addio deposita alla Siae la canzone che avevano scritto insieme e di cui si era dichiarato l’autore e che riscontra un successo inaudito.

Max è l’antitesi di Fabio, il suo opposto, la sua ombra e come tale non possono vivere separati. Spavaldo spensierato, amante delle donne, dei piaceri della vita, dei colpi di testa e delle scappatoie, morde la vita senza gustarla, dopo una vita trascorsa a spassarsela, beneficiando della canzone che lo ha reso famoso, torna ad Arezzo e incontra Fabio per caso, proprio nel momento in cui l’amico aveva maggiormente bisogno di lui.

I migliori di noi è un romanzo sull’amicizia, quella vera, quella che alla fine salva. Salva perché costringe a fare i conti con quello che hai dentro, e anche se hai dentro un caos pazzesco, non c’è da preoccuparsi, perché per un amico sei il migliore.

I protagonisti sono due cinquantenni che non hanno perso il loro spirito adolescenziale. Lo stesso spirito che traspare dallo stile di Andrea Scanzi, pieno di slang e modi di dire, non sempre sono comprensibili, ma che permettono di affrontare con scioltezza e ironia tematiche drammatiche.

I personaggi sono vivi e forti, reali, sembrano uscire dalle pagine del libro, nella loro a volte ridicolaggine, che li rende ancora più umani. Personaggi che sono in grado di cogliere i paradossi della vita a cui a volte prova a dare una risposta ma che scivola via senza riuscire ad entrare veramente nel lettore. Quasi gli mancassero le parole necessarie per dare la risposta a quel perché della vita, che tanto ci preme e che alla fine fugge nel silenzio, lasciando l’amaro in bocca.

Approfondimento

In I migliori di noi ci sono dei personaggi speciali: due cani che parlano e rivelano dei protagonisti moltissimo. Uno è Bergie il cane di Fabio e l’altro è Troiaio, un randagio che perseguiterà Max fino a conquistarne il cuore. Cani che vengono portati in giro, che accompagnano i due protagonisti, ma che in realtà guidano i due personaggi nelle vie tortuose della vita per scoprire le bellezze che vi sono nascoste.

Perché forse l’unica bellezza a cui l’uomo non sa dare nome, quella che vale di più ce la indica Bergie, il gigantesco cane di Fabio:

Quando un cane sceglie di stare vicino a qualcuno, quel qualcuno si sente importante. Si sente addirittura amato. E sentirsi amato a ottant’anni è importante.

Giordana Bonfanti

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