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Recensione di La leggenda del trombettista bianco di Dorothy Baker

Creato il 07 febbraio 2016 da Leggere A Colori @leggereacolori

Informazioni sul libro
Titolo:
Autore: Dorothy Baker
Pubblicato: Fazi
Collana:Le Strade
Genere: Biografia
Formato: BrossuraPagine:

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Giudizio sintetico: four-stars


Rick Martin (nome romanzato di Bix Beiderbecke, un vero musicista jazz molto famoso), è stato il più grande musicista degli anni Venti. A tre anni impara da solo a suonare il piano e quando co-mincia a suonare davvero se ne accorgono tutti. Unico bianco in mezzo ai neri, un concerto dopo l’altro, da Los Angeles arriva a New York, dove raggiunge la fama. Totalmente assorbito dalla mu-sica e sconnesso da tutto il resto, morirà giovane e solo e diventerà leggenda

Lo fa così completamente che alla fine si uccide.

Rick Martin perde la madre alla nascita e viene abbandonato dal padre che lo “molla” a due suoi cognati che si prenderanno cura di lui. A scuola non è molto brillante ma ama la musica e ben presto diventa chiaro che proprio in questo campo è un vero è proprio genio. Impara infatti da solo a suonare il piano a tre anni e tutti si accorgono di lui quando inizia a suonare per davvero, con serietà. La musica è tutto ma questa grande passione che lo trasformerà in leggenda finirà anche per ucciderlo.

Inizia così la vita di Rick, orfano di madre al suo primo vagito e abbandonato dal padre. Cresciuto con uno zio che si occupa di tutte le spese e una zia che gli regala dei pantaloni ogni volta che riesce a rubarli dalla fabbrica in cui lavora.

Non è un bambino felice e passa quasi tutto il suo tempo a leggere tutti i libri che riesce, indistintamente. Non ha passioni, eccetto la musica jazz, che nella Los Angeles degli anni ‘20 era più una roba da neri. Da quei neri lui impara moltissimo e concerto dopo concerto diventa una leggenda.

La leggenda del trombettista bianco è il primo libro che leggo di Dorothy Baker e ne sono felice. È un bel libro, scritto in maniera semplice e scorrevole, riesce quasi con “freschezza” a mettere in luce tutti gli aspetti dell’anima tormentata del protagonista.

Rick è la perfetta incarnazione dell’artista inteso in senso stretto. Ha un’anima tormentata e sensibile come quasi tutti gli artisti hanno.

A me la musica jazz piace parecchio quindi a questo libro dò anche il merito di avermi fatto conoscere lo straordinario artista di cui in queste pagine viene raccontata la storia. A Dorothy Baker (e anche alla Fazi) dico un virtuale grazie perché credo che sia riuscita con semplicità e fluidità di stile a raccontare una bellissima storia che seppur con un finale tragico in qualche modo difficile da spiegare rimane impressa.

Ho apprezzato molto anche la copertina, semplice ed efficace, che rispecchia perfettamente la semplicità e l’efficacia dell’intero romanzo.

C’è un certo ritmo, per rimanere in tema, nella scrittura di Dorothy Baker, che non è mai pesante e risulta fresca e scorrevole. Un libro che mi sento di consigliare a tutti, di un’autrice di cui cercherò di scoprire presto qualcosa in più.

La leggenda del trombettista bianco, si merita quattro stelle belle piene. E gliele ho date con tutto il cuore.

A photo posted by Leggere a Colori (@leggereacolori) on Jan 28, 2016 at 8:34am PST

Approfondimento

Ed eccoci al connubio cinema/TV/libro. Ah, che ardua impresa questa volta. Ora, non so perché ma mi viene in mente La leggenda del pianista sull’oceano, forse per associazione di parole o forse perché la mia mente è più strana di quanto mi piace pensare. Forse è anche un po’ scontata come idea, ma Tim Roth ce lo vedo a fare il trombettista bianco in mezzo ai geni del jazz neri. Quindi se mai uscirà un film o una serie su questo libro, io Roth lo metterei tra la rosa dei candidati in lizza per il ruolo principale.

Di solito da cosa nasce cosa, e questa storia non fa eccezione.

Roberta Trischitta




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