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Recensione: Jupiter – Il destino dell’universo

Creato il 08 febbraio 2015 da Mattiabertaina

jupiter

Genere: Fantascienza

Regia: Lana Wachowski, Andy Wachowski

Cast: Channing Tatum, Mila Kunis, Sean Bean, Eddie Redmayne, Douglas Boot

Durata: 125 min.

Distribuzione: Warner Bros

 

È la tua ultima occasione, se rinunci non ne avrai altre. Pillola azzurra, fine della storia: domani ti sveglierai in camera tua, e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie, e vedrai quant’è profonda la tana del bianconiglio.

Pensando a Matrix, il film che in quel periodo ha letteralmente trasferito il pubblico in un mondo virtuale interconnesso con quella reale, i fratelli Wachowski in quel periodo avevano creato un film visionario, in grado di legare il presente e il futuro in maniera sublime e senza lasciare mai nulla al caso. Con l’uscita di Jupiter: il destino dell’universo, il desiderio di riprendere quella pillola rossa era davvero invitante. La storia narra le vicende della giovane Jupiter, ragazza di origini russe che, in età infantile, è costretta a fuggire a Chicago in seguito alla morte del padre. Essendo straniera, è costretta a lavorare in ambienti non così allettanti e in condizioni improponibili. Come ogni giorno alle 4:45 va a pulire le case assieme a sua madre. Il desiderio di cambiare è il punto fisso della protagonista, ma qualcosa improvvisamente accade alla sua vita. L’incontro con Caine, un ibrido mezzo uomo e mezzo cane, modificherà il corso della sua esistenza, scoprendo di essere contesa da tre fratelli appartenenti alla casata degli Abrasax, una delle potenti famiglie aliene esistenti con un capitale immenso a loro disposizione. Useranno tutti i mezzi a loro disposizione per ucciderla, ma l’alleanza con Caine sarà per lei un modo per comprendere realmente i motivi di questa ostilità e, di conseguenza, il suo ruolo nell’universo.

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Tralasciando l’aspetto tecnico, dove la qualità dell’immagine e degli effetti speciali sono davvero notevoli, la casualità è il punto focale di tutta la pellicola dei Wachowski. Se da un lato Jupiter scopre che casualmente è divenuta l’erede della famiglia Abrasax, dal punto di vista della trama tutto ciò è spiegato in maniera altrettanto casuale, con buchi di contenuto che non possono essere sempre riempiti da lunghe scene d’azione. La banalità dei protagonisti certamente non ha aiutato a creare quell’enfasi tipica del film fantascientifico, con battute superficiali, prive di senso, e soprattutto dalla prova insufficiente di Mila Kunis e Channing Tatum, i quali hanno reso i loro personaggi privi di carattere. Di solito a compensare la situazione è la presenza della complessa condizione dell’antagonista. Eddie Redmayne è tuttavia lontano anni luce dalla sua interpretazione ne La Teoria del Tutto, sia per la stessa ragione sottolineata in precedenza (mancanza di una descrizione completa del personaggio), sia per la recitazione che si limita ad ansimare frasi prive di logica. L’unica scena salvabile è stato il cameo del regista Terry Gilliam, che con grande simpatia ha dato prova di essere anche un bravo attore al di fuori dei suoi progetti cinematografici. Se paragonato al loro ultimo lavoro, Cloud Atlas, dove troppa carne al fuoco l’ha reso pesante dal punto di vista della comprensione (senza nulla togliere all’idea innovativa del film stesso), qui la superficialità della storia ha provocato spaesamento per quasi tutta la durata del lungometraggio. La prossima volta, per sicurezza, è meglio ingerire quella azzurra. Almeno così ci si sveglia sul proprio letto, ignari di ciò è accaduto durante quella lunga serata in sala.

Voto: 2 su 5

Il trailer:


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