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Recensione: "The Returned" di Jason Mott

Creato il 27 novembre 2013 da Marta @RosaMDeserto
Ciao a tutti, lettori!
Non so se riuscirò a pubblicare in santa pace questo post. Oggi la situazione è critica. O meglio, quando programmo tutta la giornata, c'è sempre qualcosa o qualcuno che mi impedisce di realizzare tutto ciò che voglio. In questo caso, con il freddo e la neve che fa, sono costretta a stare in cucina, unico angolino caldo della casa, e ovviamente non sto sola. Il silenzio non sembra piacere in casa, ed è irritante, per chi, come me, ha bisogno della dovuta concentrazione per esporre al meglio i pensieri.
Comunque ci provo lo stesso, e spero di condividere con voi questa recensione entro stasera.

Il libro di cui andrò a parlare oggi, come già annunciato nella pagina Facebook, è The Returned, di Jason Mott, pubblicato in Italia da Harlequin Mondadori (un ringraziamento speciale per la copia!!!) Un romanzo che mi aveva molto incuriosita e che mi è piaciuto abbastanza. Un romanzo che consiglio di cuore a tutti, perché spinge a riflettere, soprattutto per rispondere alla fatidica domanda: E se chi ami tornasse in vita proprio così come lo hai visto l'ultima volta? Anche a distanza di anni e anni. Che cosa faresti? Che cosa proveresti?
Domande difficili a cui rispondere, non trovate? Eppure, l'autore ci invita a riflettere!

The Returned, di Jason Mott
Editore: Harlequin Mondadori
Pagine: 336
Prezzo: 16 euro (9,99 ebook)
Data di pubblicazione: 19 Novembre 2013



Consigliato? Sì. Lo consiglio a tutti. Si tratta di un romanzo che parla al cuore, che spinge ad analizzare il nostro io più intimo. Un romanzo scritto con uno stile raffinato e diretto. Un romanzo che racchiude tante storie. Tante persone. Tanti tipi di amore. Un romanzo che per un attimo ti fa pensare a come sarebbe la tua vita se le persone amate tornassero da te, superando la morte.

Valutazione Originalità, riflessioni, stile. I punti vincenti di questo bel romanzo!

Trama:
Per Harold e Lucille Hargrave la vita è stata felice e amara allo stesso tempo, da quando hanno perso il figlio Jacob il giorno del suo ottavo compleanno, nel 1966. In tutti questi anni, si sono adattati a una vita tranquilla, senza di lui, lasciando che il tempo alleviasse il dolore... Finché un giorno Jacob, il loro dolce, prezioso bambino, misteriosamente, ricompare alla loro porta, in carne e ossa. E ha ancora otto anni. Qualcosa di strano sta succedendo... i morti stanno tornando dall’aldilà. Mentre il caos rischia di travolgere il mondo intero, la famiglia Hargrave di nuovo riunita si ritrova al centro di una comunità sull'orlo del collasso, costretta a fare i conti con una realtà nuova quanto misteriosa e con un conflitto che minaccia di sovvertire il significato stesso di genere umano.


Recensione:

Alcune persone chiudono le porte del loro cuore quando perdono qualcuno.
Altre tengono porte e finestre aperte, lasciando che i ricordi e l'amore vi passino liberamente.

Avevo già parlato di questo romanzo, in relazione ai prequels gratuiti che la casa editrice ha messo a disposizione. La curiosità è schizzata su a mille, e li ho letti velocemente, rapita dalla scrittura dell'autore, dal suo stile che ho molto apprezzato, e dall'originalità del tema. I racconti mi erano piaciuti parecchio e le aspettative erano alte, e sono state rispettate.
The Returned è un romanzo che parla al cuore, che spinge a riflettere. E' una storia che al suo interno racchiude tante altre storie. Tante persone che si ritrovano di fronte a un evento che genera caos: il ritorno dei loro cari dalla morte.
Come affrontare un tale evento? Non si sanno i motivi. Non si sa nulla. Se non che, all'improvviso, persone venute a mancare tornano sulla terra, così come erano state viste l'ultima volta. Spesso si ritrovano dall'altra parte del mondo.
Quando la portata di un tale evento - visto come un elemento dell'apocalisse o da altri come un miracolo - diventa così alta ed eccessiva, tutto degenera nel caos, nella confusione. Il mondo si stravolge e la violenza non tarda ad arrivare. Né la religione né la politica riescono a contenere bene questa ondata. I religiosi non riescono a rispondere alle mille domande. I governi finiscono per attuare una repressione orrenda, confinando i Redivivi - così come vengono chiamati - all'interno di scuole, o altri edifici, quasi che fossero dei grandi campi di concentramento.
La storia principale, però, si concentra su una famiglia in particolare. Harold e Lucille Hargrave sono una coppia, ormai anziana, che molti anni prima hanno subito una gravissima perdita: il loro bambino di otto anni, Jacob, fu ritrovato privo di vita nel fiume a poca distanza da casa. Non è stato facile per loro andare avanti, ma come tutti, bisogna cercare di farlo, di tornare a vivere la propria vita, cercando di alleviare in qualche modo il dolore. Ma... quando davanti a loro compare un uomo dalla pelle scura vestito con abiti formali con accanto un bambino così simile a Jacob, tutta la loro vita e le loro certezze sono destinate a mutare. Quel bambino, infatti, è proprio Jacob, tornato in vita, non si sa per quale motivo, non si sa come. Ma è lì. Uguale a quando lo hanno visto l'ultima volta. Ugualmente tenero. Dolce. Rispettoso. E loro non possono far altro che riprenderlo in casa e riscoprire la bellezza di avere un figlio.
Eppure, come possono pensare che tutto sia di nuovo come prima? Gli anni sono passati. Loro sono ormai vecchi, mentre il bambino ha ancora 8 anni. Il dolore che avevano cercato di nascondere, torna a farsi vivo. Così come i ricordi. Così come i sensi di colpa.

Ad Arcadia, la cittadina dove vivono, però, le cose non tardano a degenerare, come del resto succede in tutto il mondo. I redivivi iniziano a essere davvero numerosi e questa situazione è difficile da gestire. Nella scuola locale viene creato così una sorta di campo dove chiudere e schedare i Redivivi, per tentare di tenere la situazione sottocontrollo e cercare di capire le origini di un tale evento. Presto, anche Jacob resterà coinvolto, ma non sarà mai abbandonato da suo padre, mentre sua madre cercherà in ogni modo di aiutare il suo bambino, ma anche un'altra famiglia, colpita da una triste sorte.

A grandi linee la storia è questa, ma non mi addentro troppo nei particolari, perché è giusto che siate voi a scoprirli.

Quali sono i tratti che più ho amato di questo libro?
Sicuramente l'originalità del tema. Non stiamo parlando di zombie o simili, né si avverte troppo una componente soprannaturale. Jason Mott ha la capacità di descrivere il tutto come se fosse reale, verosimile. Nonostante l'assurdità del ritorno delle persone morte, tutto sembra quasi comprensibile, come se fosse realmente una cosa che può accadere.
Non ci sono mostri da abbattere. I Redivivi appaiono come erano un tempo. Sembrano persone esattamente come noi. Ed è proprio questo che genera il caos. Come è possibile tutto ciò? Come contenere una tale ondata di ritorni?
Non ho mai letto un libro simile, e ho molto apprezzato la scelta dell'autore. Forse non tutti gradiranno il finale, di cui però non parlo, eppure io l'ho apprezzato. Certo, alcune curiosità restano, ma sono dell'idea che certi tipi di finali siano perfetti e aiutino il lettore a immaginare da solo il mondo creato dall'autore, a fantasticare, a rifletterci su.
La particolarità di questo romanzo, poi, è data dal fatto di non concentrarsi sulla componente "horror-soprannaturale", come succede in altri libri, ma di scandagliare le emozioni e i pensieri dell'animo umano. Jason Mott entra nel cuore e nella testa dei vari personaggi che ci presenta, rendendoli perfettamente umani. Reali. Ti sembra di sentirli vicini, di poterli vedere con i tuoi occhi.



Come già detto, in realtà il romanzo racchiude una serie di storie. Tanti personaggi con le loro vite, i loro affetti, le loro scelte. Non ci sono solo Jacob e i suoi genitori. Ma altri bambini. Altre donne e uomini alla ricerca dei loro amori. Alla ricerca di una vita da poter riprendere, quando la morte ha spezzato i sogni.

Tra i tanti, spicca la figura di Martin Bellamy, agente del Bureau che si occupa dei Redivivi. E' un personaggio da tenere molto a mente, e rappresenta una chiave per capire da come è nato il romanzo. Ovviamente, per capire le mie parole, dovrete leggere anche i ringraziamenti, utilissimi per comprendere appieno l'idea dell'autore. E' un uomo, a mio parere, diligente nel suo lavoro, ma anche con un grande cuore. Un uomo che pensa con la sua testa, a prescindere dalle leggi - spesso assurde - dei capi. Un uomo che racchiude un segreto e un senso di colpa. Un uomo che ha la possibilità di cambiare certe scelte, di modificare qualcosa, giacché anche a lui si offre una seconda possibilità.

Harold e Lucille sono personaggi deliziosi! Mi hanno fatta sorridere con i loro battibecchi, ma anche per il loro amore e la forza, nonostante l'età. Sono personaggi contrapposti. Da una parte abbiamo lei, donna di chiesa, devota al suo Dio; dall'altra lui, che più si tiene lontano dalla Chiesa è meglio è. Eppure, nonostante le controversie, sono uniti da un amore unico e forte, anche nei confronti del loro bambino. Il piccolo Jacob, poi, è semplicemente adorabile!

A tutti - o quasi - si presenta una seconda possibilità e sta a loro capire cosa fare, come muoversi, quali scelte attuare.
Non tutti riescono a comprendere questo Ritorno. Molti si daranno alla violenza gratuita.
Ci sono molti riferimenti anche alla religione, religione che spesso non può rispondere a certe domande, e vede in questi ritorni l'immagine di tanti piccoli miracoli.

E' un romanzo da leggere sicuramente. Un romanzo che mi ha portata a riflettere parecchio sulle risposte da dare. Cosa farei se i miei cari tornassero in vita? Come affronterei il tutto? Riuscirei davvero a gestire al meglio questa seconda possibilità? O soccomberei di fronte a un dolore che può tornare a farsi più vivo? Quando qualcuno viene a mancare, il cuore si strazia e spesso non si riesce ad andare avanti. Eppure bisogna farlo. Per lui, per noi, per chi ci ama ed è ancora in vita. A piccoli passi il dolore si attenua, le ferite si cicatrizzano, i ricordi si fanno sempre più fievoli. Ma se un giorno, quando sembri essere riuscita ad andare avanti, la persona cara tornasse? Ecco che allora i ricordi riaffiorano con prepotenza, eventuali sensi di colpa, ma anche una speranza di poter vivere un vita spezzata. Ma è facile tutto ciò? In fondo, tu sei andato avanti, loro tornano sulla terra così come erano morti.

Mi sono lasciata prendere dai pensieri, ma fidatevi se vi dico che questo romanzo vi porterà a creare tante riflessioni, pagine e pagine di pensieri. E, a mio avviso, un romanzo che desta tutto ciò, è un romanzo che merita davvero di essere letto e di stare nelle librerie di tutti.


Concludo, dicendo che è un romanzo che ha provocato emozioni diverse nel mio cuore, oltre che pensieri. Ho riso, mi sono commossa, in dei momenti arrabbiata. Ho compreso certe scelte, non ne ho condivise altro, e nei capitoli finali avevo le lacrime agli occhi.
Insomma, un libro denso di emozioni.



Come potete vedere dalle immagini, ne ho presa una che fa riferimento alla serie tv che sarà tratta da questo libro e selezionata dalla c
asa di produzione Plan B di Brad Pitt.
Si chiamerà Resurrection e andrà in onda dal 9 marzo 2014 sulla rete televisiva ABC.
Curiosi? Io sì, devo ammetterlo.


Autore:
Jason Mott.
Scrittore americano, è autore di due raccolte di poesie ha pubblicato le sue opere anche in molte riviste letterarie. Nel 2009 è stato nominato per il Pushcart Prize, il premio dedicato agli autori pubblicati da piccoli editori. THE RETURNED è il suo primo romanzo, che uscirà in contemporanea in tutto il mondo. Un evento imperdibile che presto diventerà anche una serie televisiva con un cast stellare, proveniente dai più famosi serial americani.
Spero che la recensione non sia troppo confusa o ripetitiva. In tal caso, mi spiace!
Voi lo avete già letto? Lo leggerete? Io ve lo consiglio!

A presto! Se riesco più tardi lascio un'altra  recensione :)

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