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Recensione "To Rome With Love" di Woody Allen

Creato il 30 maggio 2012 da Alessandraz @RedazioneDiario

Recensione "To Rome With Love" di Woody Allen

Pubblicato da Sara Guglielminetti Dopo Londra, Barcellona e Parigi, Woody Allen arriva in Italia con To Rome with Love, al cinema da venerdì 20 aprile.
Titolo: To Rome with Love
Regia: Woody Allen
Sceneggiatura: Woody Allen
Distribuzione: Medusa Film
Genere: commedia
Data di uscita: 20 aprile 2012 (Italia) – 22 giugno 2012 (USA) 
Cast: Alessandra Mastronardi, Alessandro Tiberi, Penélope Cruz, Antonio Albanese, Riccardo Scamarcio, Roberto Benigni, Alec Baldwin, Jesse Eisenberg, Ellen Page, Greta Gerwig, Woody Allen, Judi Davis, Alison Pill, Flavio Parenti, Fabio Armiliato Trama: Quattro storie non collegate fra di loro ambientate a Roma: due sposini (Mastronardi e Tiberi) di Pordenone arrivano a Roma per un importante colloquio di lavoro; un impiegato (Benigni) diventa improvvisamente famoso senza sapere il perché; un architetto americano in vacanza (Baldwin) torna a visitare i luoghi di Roma dove ha vissuto da giovane e incontra un suo giovane "alter ego" (Eisenberg); un produttore discografico in pensione (Allen), a Roma con la moglie (Davis) per incontrare la famiglia del fidanzato della figlia, scopre che il futuro consuocero (Armiliato) ha un talento nascosto.
RECENSIONE Dopo decenni trascorsi nella sua amata New York e dopo la svolta europea iniziata nel 2005 con il dramma Match Point, il 2012 è finalmente l'anno dell'Italia per Woody Allen che sceglie Roma per il suo ultimo film, intitolato provvisoriamente Bop Decameron, poi Nero Fiddled (ispirato al modo di dire Nero fiddled when Rome burned, tradotto come Nerone suonava la cetra mentre Roma bruciava, cioé perdeva tempo in un momento di crisi...) e definitivamente To Rome with love, semplicemente A Roma con amore. Nonostante la dichiarazione d'amore per la Città Eterna, però, Allen firma un film dove Roma resta sullo sfondo senza diventare la protagonista aggiunta (cosa che invece gli era riuscita alla perfezione nei film newyorkesi e nell'ottimo Midnight in Paris del 2011): paradossalmente, le quattro storie non collegate fra loro hanno come comune denominatore solo l'ambientazione romana ma avrebbero potuto tranquillamente svolgersi in un'altra città nonostante i paesaggi "da cartolina"! La scelta di narrare parallelamente le quattro storie con montaggio alternato, un omaggio alle commedie italiane ad episodi, rende la sceneggiatura, firmata come al solito da Allen stesso, frammentaria e discontinua. L'episodio migliore è quello interpretato da Alec Baldwin (The Aviator, E’ complicato), un architetto californiano in vacanza a Roma, città in cui aveva vissuto molti anni prima. Assalito dalla nostalgia, inizia a vagare per Roma alla ricerca dei luoghi dei suoi ricordi e incontra per caso Jesse Eisenberg (The Social Network), un giovane architetto, che vive con la fidanzata Greta Gerwig (Amici, amanti e…) nella stessa via in cui aveva vissuto anni prima Baldwin. L'arrivo di Ellen Page (Juno, Inception), la passionale ed indecisa amica della fidanzata, metterà in crisi il giovane Eisenberg che potrà contare sui consigli del mentore Baldwin che sembra sapere già cosa succederà al giovane. Sospesa fra nostalgia del passato e avvenimenti del presente, la narrazione non chiarisce (volutamente) fino in fondo se l'incontro fra Baldwin ed Eisenberg è reale o se è piuttosto un sogno ad occhi aperti in cui Baldwin rivede un giovane sè stesso, anche se le apparizioni improvvise di Baldwin in ogni scena e la struttura circolare del racconto fanno più pensare ad una lunga riflessione. Il cast di giovani attori offre un’ottima prova ed Alec Baldwin è perfetto nel ruolo di “coscienza” di Eisenberg, una sorta di disincantato Grillo Parlante, che ricorda il personaggio di Allen in Anything Else (2003) alle prese con il giovane Jason Biggs in crisi. A 6 anni di distanza dalla commedia Scoop (2006) e doppiato per la prima volta da Leo Gullotta in seguito alla morte del doppiatore storico Oreste Lionello, Woody Allen torna davanti alla macchina da presa nel ruolo di un produttore discografico in pensione che scopre che il futuro consuocero, interpretato dal vero tenore italiano Fabio Armiliato, ha una voce eccezionale, ma solo sotto alla doccia! L’episodio interpretato da Allen ha i momenti più divertenti del film, grazie agli scambi di battute fra il personaggio di Allen e la moglie, interpretata da Judy Davis (Harry a pezzi) e all’uso surreale della doccia per mettere a proprio agio l’aspirante cantante. Gli altri personaggi dell’episodio risultano però stereotipati e poco approfonditi, a partire dal futuro genero Flavio Parenti (Io sono l’amore), avvocato comunista che si lancia in una stereotipata arringa pro sindacati assolutamente fuori contesto rispetto alla trama o la consuocera, descritta come una casalinga anni ’60. Assente dal grande schermo dal 2005 (La tigre e la neve), Roberto Benigni è sicuramente uno degli attori più attesi in questo film di Allen che gli cuce addosso un intero episodio: Benigni è Leopoldo Pisanello, un impiegato come tanti altri con moglie e figli che viene inaspettatamente (ed inspiegabilmente) travolto dalla fama. Contrariamente ad altri suoi film, l’attore toscano recita senza esagerare e senza strafare ma nonostante l’interpretazione piuttosto “controllata” di Benigni, l’episodio è sicuramente il più fragile del film a causa della trama pressoché inesistente. La riflessione sulla notorietà è un tema caro al regista newyorkese – pensiamo a Celebrity (1998) – ma la totale mancanza di spiegazioni “logiche” (perché Pisanello diventa famoso? E perché Pisanello NON è più famoso?), scelta voluta da Allen, è portata all’eccesso e diventa assurda e quasi fastidiosa. Il quarto episodio è una commedia degli equivoci ispirata al film di Federico Fellini del 1952 Lo sceicco bianco con un cast quasi interamente italiano. Alessandra Mastronardi (I Cesaroni) e Alessandro Tiberi (Generazione 1000 euro) sono due giovani sposini di Pordenone che arrivano a Roma per un importante colloquio di lavoro. Completamente spaesati nella Capitale, Tiberi incontrerà la prostituta Penélope Cruz mentre Antonio Albanese (Qualunquemente) nei panni di un famosissimo e sexy (???) attore, farà girare la testa alla Mastronardi. La Cruz torna a recitare in italiano dopo il dramma Non ti muovere di Sergio Castellitto (2004) e si affida di nuovo alla regia di Allen dopo l’Oscar ottenuto grazie a Vicky Cristina Barcelona del 2008, ma il risultato finale è una completa delusione. Oltre ad una trama banale ed improbabile (Pordenone non è Roma ma non siamo più negli anni ’50!), ciò che lascia maggiormente perplessi è la scelta del cast: se da un lato la Mastronardi non sembra all’altezza e Tiberi recita senza infamia e senza lode, dall’altro Antonio Albanese, uno dei migliori attori italiani, è completamente fuori parte nel ruolo del seduttore e anche Penélope Cruz non colpisce nel segno nel personaggio stereotipato della prostituta di buon cuore. La sorpresa di questo episodio è il cameo di Riccardo Scamarcio (Mine vaganti) che interpreta un ladro e recita in pugliese! Nonostante il cast stellare, tipico dei film corali di Allen come il londinese Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni del 2010 (con Anthony Hopkins, Antonio Banderas, Josh Brolin, Naomi Watts e Freida Pinto), il film funziona solo a tratti con le quattro storie poco bilanciate fra loro. Nettamente inferiore rispetto all’ottimo Midnight in Paris, Woody Allen firma un film banale e poco ispirato e mette in fila una lunga serie di stereotipi sull’”italianità” vista dagli occhi di un regista straniero. Ma, incredibilmente, ci risparmia lo “stereotipo degli stereotipi”: non c’è neanche un americano che viene in Italia per mangiare la pizza. Capito Julia?

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