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Recensione: "Una stanza piena di gente" di Daniel Keyes

Creato il 21 aprile 2015 da Saraguadalupi
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Il 27 ottobre 1977, la polizia di Columbus, Ohio, arresta il ventiduenne Billy Milligan con l'accusa di aver rapito, violentato e rapinato tre studentesse universitarie. Billy ha vari precedenti penali e contro di lui ci sono prove schiaccianti. Ma, durante la perizia psichiatrica richiesta dalla difesa, emerge una verità sconcertante: Billy soffre di un gravissimo disturbo dissociativo dell'identità. Nella sua mente «vivono» ben 10 personalità distinte, che interagiscono tra loro, prendono di volta in volta il sopravvento e spingono Billy a comportarsi in maniera imprevedibile. Nel corso del processo si manifestano il gelido Arthur, 22 anni, che legge e scrive l'arabo; il timoroso Danny, 14 anni, che dipinge solo nature morte; il violento Ragen, 23 anni, iugoslavo, che parla serbo-croato ed è un esperto di karaté; la sensibilissima Christene, 3 anni, che sa scrivere e disegnare, ma soffre di dislessia; e poi Alien, Tommy, David, Adalana e Christopher. Così, per la prima volta nella storia giudiziaria americana, il tribunale emette una sentenza di non colpevolezza per infermità mentale. Tuttavia Billy rimane un rebus irrisolto fino a quando, durante il ricovero in un istituto specializzato, a poco a poco non affiorano altre 14 identità autonome, tra cui spicca «il Maestro», la sintesi della vita e dei ricordi di tutti i 23 alter ego. E proprio grazie alla sua collaborazione è stato possibile scrivere questo libro.
Questo non è uno di quei casi in cui vedi un libro e d'improvviso ti ritrovi ad acquistarlo, quasi senza neanche un perché. No no. Io, questo libro, l'ho cercato, perché questa storia sembra talmente assurda nella sua verità e realtà che non potevo fare a meno di leggerla! Billy Milligan, così si chiama il nostro protagonista, è all'apparenza un uomo come tanti, se non fosse che un giorno, mentre sta comodamente guardando la tv, viene arrestato dalla polizia con l'accusa di rapimento e stupro di tre studentesse. Le prove sono schiaccianti. Le testimonianze delle giovani, dettagliate e molto simili tra di loro. Non può che essere stato Billy a commettere i crimini..già, peccato che Billy non si ricordi assolutamente niente di tutto ciò e giura di non aver fatto del male a nessuno.  Amnesia post crimine? Ultimo vano tentativo di sembrare innocente e "fregare" la polizia?  No, niente di tutto ciò: la verità è che Billy, al momento dei crimini, non era Billy. Così, nel 1978, l'opinione pubblica americana viene sconvolta da un sentenza di non colpevolezza per disturbo di personalità multipla. Già, perché in realtà, il nostro protagonista, non è uno, ma 24: 24 personalità differenti all'interno di un solo corpo umano, personalità (o meglio "persone" come preferiscono essere chiamate) di cui Milligan ignora l'esistenza e che hanno, ognuna, un proprio carattere, un proprio ruolo ed una propria fisionomia.  Solo dopo anni di psicoterapia, le persone all'interno di Billy riescono ad "unirsi", in quello che viene definito Il Maestro e che, insieme a Daniel Keyes ha scritto questa sua autobiografia, all'interno della quale, il lettore entra in contatto con ogni singola personalità, imparando a riconoscerla, proprio come hanno fatto gli psicoterapeuti che si sono occupati del caso ed, al tempo stesso, conosce la vera storia di Billy: un'infanzia segnata dal dolore e dagli abusi e che, per proteggersi, si è scissa in 24 personalità differenti e distinte. Questo spiega le frequenti amnesie di Milligan, causate dal sovrapporsi di una personalità ad un'altra che vive a modo suo. Quando la sua vita diventa insopportabile, Billy tenta il suicidio e, da qui, le personalità prendono il sopravvento decidendo che egli non debba più uscire allo scoperto perché troppo pericoloso per se stesso. In sostanza Milligan dorme all'interno del suo corpo, mentre una personalità dopo l'altra, si susseguono e colloquiano attraverso il suo corpo.
Un bel casino, non trovate? Soprattutto quando una di queste personalità diventa uno stupratore. 
"Una stanza piena di gente" è un romanzo ma, all'interno delle sue pagine, è possibile trovare una descrizione, un'analisi dettagliata di uno dei più spaventosi (ma al tempo stesso affascinanti) disturbi mentali esistenti. Inoltre, la narrazione stessa dei dialoghi, cambia nel momento in cui cambia la personalità protagonista, per adeguarsi alle sue caratteristiche: così si passa dall'accento slavo di Ragen, alle frasi piene di ansia e di paura dell'adolescente Danny, alla voce femminile di Adalana, fino alle parole dure e perentorie di Allen. Non è sempre facile a star dietro ai cambiamenti di Milligan, ma lo stile narrativo è talmente dettagliato da rendere il tutto molto semplice da seguire. Ammetto che, alla fine. ho persino provato dispiacere per la sua vita, incasinata com'era e, nell'immaginarmi in una piccola stanza piena di gente che vuole parlare in contemporanea, mi sentita io stessa soffocare. 
Allen: "C'è gente che dice di essere Napoleone o Gesù Cristo!"
George:"Ma è diverso se a chiamarti così siamo i membri dello staff e io, se un giorno ti chiamiamo Danny e in un altro momento Ragen o Tommy o Allen. Io propongo che per lo staff e gli altri pazienti tutte le tue personalità rispondano al nome di Billy, mentre in..."
"Non sono personalità, dottor George. Sono persone."
"Perchè fai questa distinzione?"
"Quando le chiama personalità, è come se pensasse che non sono reali."
In conclusione, ci troviamo davanti ad una biografia nuda e cruda, che non risparmia nessun particolare e che ci catapulta direttamente nella mente di un uomo..e poi di un altro..e poi di un altro ancora..e poi di una donna..di una bambina..
E' straordinario. Assurdamente straordinario.
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