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Regina Josè Galindo – ¿Quién puede borrar las huellas?

Creato il 21 agosto 2013 da Amalia Temperini @kealia81

A volte ritorno, un pò a pezzetti, ma con la voglia di scrivere ancora su queste pagine, di qualcosa a me vicino, che possa interessare anche voi.

Vi introdurrò a performer sudamericana che ho avuto il piacere di presentare in visita guidata lo scorso anno, in una mostra intitolata Radici. memoria identità e cambiamento nell’arte di oggi , curata da Eugenio Viola e presentata alla Fondazione Malvina Menegaz di Castelbasso, in provincia di Teramo.

Regina Josè Galindo – ¿Quién puede borrar las huellas?

Regina Josè Galindo è un’artista nata in Guatemala nel 1974. L’opera è una stampa lambda su forex dal titolo ¿Quién puede borrar las huellas? /Chi potrà cancellare queste tracce?

[http://www.youtube.com/watch?v=SDTLipg9vMc]

La foto superiore è parte di un progetto video che testimonia la performance compiuta il 23 luglio 2003, in cui l’artista gira a Città del Guatemala, vestita interamente di nero. E’ una denuncia, la sua, con un percorso chiaro e delineato, che prevede la partenza dalla Corte Costituzionale e l’arrivo dinanzi al Palazzo Nazionale: due luoghi simbolo del potere locale scesi a compromessi con le superpotenze economiche mondiali a metà degli anni ’50.
Ha lo sguardo puntato su un bacile che regge tra le mani, colmo di sangue che dovrebbe rappresentare l’umano.
A volte lo poggia a terra, intingendoci i piedi, lasciando così, sulla terra nuda, tracce di corpi invisibili nel momento in cui riprende il suo cammino.

Sono sessanta minuti in cui lei imprime i segni del passaggio, lo fa per lavorare sulla memoria, e per chiedere giustizia in favore delle vittime che la guerra civile ha generato in più di trent’anni. La sua è un’azione pubblica, una protesta silenziosa a favore della sua stessa gente.
L’obiettivo finale è l’opporsi alla ricandidatura dell’ex generale/dittatore José Efraín Ríos Montt, esponente del Fronte Repubblicano Guatemalteco, proprio nel 2003.

Regina Josè Galindo – ¿Quién puede borrar las huellas?

Montt e storia del Guatemala

Politico, militare, dittatore José Efraín Ríos Montt, esponente della democrazia cristiana, tra gli anni i settanta e novanta, ha compiuto numerosi colpi di stato per arrivare al governo del paese.

Il Guatemala è parte dell’America Centrale, confina con il Messico e Honduras. E’ una repubblica presidenziale che, nel corso degli ultimi anni, ha raggiunto una vita politica stabile. L’attuale capo di governo è Otto Perez Molina, eletto nel 2012.

Conosciuta al mondo per la loro storia legata alla popolazione Maya, il Guatemala è un paese invaso dalle conquiste spagnole di metà cinquecento (Corte) e composto di tre diverse etnie (gli indios, i ladinos e iberici). Dagli iberici fino ai regimi liberal- conservatori, raggiunge l’indipendenza tra il 1821 e il 1871.

E’ importante sapere che per capire l’opera della Galindo dobbiamo collocarci alla fase successiva della seconda guerra mondiale, ossia quella fredda.

A metà anni ’50, furono rovesciati dei governi con l’aiuto della CIA. Dal 1960, inizia una guerra civile durata trenta anni, che generò più di 200 mila morti tra i civili. Secondo la Commissione per la verità sponsorizzata dall’ONU, le stragi avvennero per colpa di organi paramilitari responsabili del 90% di violazioni dei diritti umani. Tra le vittime soprattutto studenti, professori, oppositori alla tendenza politica regnante – oltre che forme di genocidio su tribù locali divise in gruppi etnici.
Tale scenario è considerato uno dei più tremendi casi di pulizia razziale verificatasi nell’America latina moderna.

Tra gli anni ’50 e i ‘90, gli organismi americani aiutarono le organizzazioni militari locali finanziando gli addestramenti e l’acquisto di armi. In seguito (anni ’80), si formarono gruppi marxisti che alimentarono la guerriglia. Solo nel 1996 si raggiunge la pace, e nel 2003 beneficia delle prime elezioni democratiche. Economicamente rimane legata agli Stati Uniti che ne assorbono le risorse, tanto da giustificarne la massiccia presenza industriale sul territorio ancora oggi.

Il Guatemala rimane uno dei paesi latinoamericani con grosse problematiche sociali e culturali, soprattutto per le donne, le quali rimangono escluse largamente da qualsiasi attività si compia per innalzare la qualità dello stato. Il potere economico non controllato dalle multinazionali è invece nelle mani delle elité locali.

Mini bio 

Regina José Galindo nata a Città del Guatemala (Guatemala) nel 1974, è un’artista specializzata in performance e body art.

Inizia il suo lavoro nel 1999 proprio nel suo paese, dove guadagna subito fama internazionale. Partecipa alle biennali di Lima (2003), Tirana e Praga (2005), e vince quella di Venezia nel 2005 con un video dal nome Himenoplastia. In Italia espone alla Galleria Ida Pisani (Milano – Lucca), dove ha avuto la sua prima personale tra il 2005 – 2006. Ha realizzato performance in Guatemala, Madrid, Palma de Maillorca e Milano.
E’ anche poetessa.

Il suo lavoro è politicizzato e rivolto alla sua terra d’origine. Nel Guatemala il 97% dei crimini commessi rimane impuniti, lei usa la sua capacità artistica per ampliarla al discorso mondiale, cercando di portare luce su scenari offuscati dal maschilismo e dal controllo del potere economico.  La sua è stata definita arte della ripetizione, compie dei riti rimettendo in scena la violenza con il proprio corpo, che diventa sistematicamente oggetto, soggetto e mezzo di espressione, in quelli che lei stessa definisce veri e propri atti di psicomagia creativa.

Sostiene sforzi fisici e mentali che la portano a strenue condizioni, generando la ripercussione di una sofferenza vissuta in chi la guarda. E’ una forma artistica difficile da accettare, sicuramente immediata e che comunica al visitatore un messaggio deciso, nel quale, lo stesso, è chiamato a scavarne le memorie.

Per lei è importante sapere che nella società contemporanea ci sono vittime e carnefici. Sono loro che subiscono e generano persone libere o condannate al proprio destino.

La donna è suo impegno principale.

In America Latina essa ha una rilevanza equivalente allo zero, sono rapite, picchiate, torturate e vittima di abusi e stupri di natura domestica, giornalmente e sotto gli occhi di tutti. In quella stessa società che si accorge, vede, si piega al potere, la Galindo agisce non accettando e muovendosi in prima persona per portare alla luce tutto questo.


Per informazioni più dettagliate, lascio il link della galleria:
http://www.prometeogallery.com/regina-jose-galindo/

Buona lettura!


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