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R.I.P. Chris Cornell [1964-2017]

Creato il 18 maggio 2017 da Cicciorusso

R.I.P. Chris Cornell [1964-2017]

Enrico: È difficile non scadere nella retorica tentando di commemorare la voce che più ha segnato la mia adolescenza, e con lei quella di tanti altri miei, nostri, vostri coetanei. La morte di Chris Cornell ha colto tutti alla sprovvista, perché era ancora giovane e bello come una divinità greca che pensi possa rimanere così in eterno. Ho avuto la fortuna di vederlo dal vivo una sola volta, all’Hellfest 2014, con i Soundgarden. Ero insieme agli amici che anni prima contribuirono a farmi scoprire il sound di Seattle e quel concerto in qualche misura chiuse un cerchio. Cantammo ogni singola canzone a squarciagola, abbracciati l’uno all’altro, come fossimo in curva e davanti a noi stesse giocando la nostra squadra del cuore. E forse, in fin dei conti, era davvero un po’ così. Fu uno show strano, imperfetto, barcollante ma a suo modo epico. Chris cominciò sottotono e prese diverse stecche. Poi però, verso metà set, iniziò a carburare e la qualità dello spettacolo aumentò esponenzialmente. Sul finale osò ben oltre l’osabile, azzardando in sequenza Jesus Christ Pose, Fell on Black Days e una Beyond the Wheel potente e ruggente, fuori tempo massimo ma caparbia e finalmente perfetta. Ci sciogliemmo all’unisono e di quel concerto, di quell’abbraccio, di quell’urlo ferito e orgoglioso sento ancora il calore. Come la divinità greca che oggi abbiamo amaramente scoperto non essere, aveva peccato di ὕβϱις e, alla fine, aveva avuto ragione lui. Riposa in pace, Chris. 

Stefano Greco: I Soundgarden sono il primo gruppo che mi sono scelto da solo. Sai com’è, hai quindici anni e ci sta questa nuova moda fichissima che è la musica di Seattle. Gli Ac/Dc, i Metallica, i Maiden e tutti questi primi amori provenivano tutti dalla collezione di dischi di mio fratello più grande. Sui Soundgarden invece potevo rivendicare un’appartenenza esclusiva. Era robba mia. Che poi all’inizio mi pareva che ‘sti gruppi grunge fossero un po’ una palla, tutta gente che non menava abbastanza. Forse sarei rimasto per sempre di quell’opinione se Videomusic non avesse passato il video di Rusty Cage. Quattro minuti per cambiare opinione e invertire radicalmente di rotta. I Soundgarden andavano a trecento all’ora, avevano i chitarroni e soprattutto quest’iradiddio di cantante riccioluto che strillava peggio di un Robert Plant in calore. Poi quant’era bello esattamente? Uno di quei due/tre tipi per i quali abbia provato una certa spinta omo-erotica rilevante al pari di altri personaggi quali Jimi Hendrix e/o Daniele De Rossi. La personificazione vivente dell’essere fico.

Il cd di Badmotorfinger l’ho comprato a un negozietto di dischi dietro Piazza Istria che non esiste più, poi sono andato a fare i compiti da un mio compagno di classe che abitava lì dietro e l’ho ascoltato appena tornato a casa in cuffia sullo stereo grande del salotto. Per leggere i testi il libretto dovevi srotolarlo tutto, una cosa di una scomodità senza pari, nulla che mi abbia impedito di impararne tutte le parole a memoria in tempi brevissimi. E ai Soundgarden di divenire immediatamente il mio gruppo preferito tra quelli “moderni”. L’uscita di Superunknown è stata davvero la vita in diretta, le casalinghe avevano Michele Cucuzza e io avevo Chris Cornell. Non ci sono molti album che abbia ascoltato più di quello, l’edizione in doppio vinile bianco l’ho regalata pure alla tipa con cui stavo al liceo per il suo compleanno di diciassette anni: non c’era nessun altro disco che valesse la pena regalare a una ragazza. Spero ce ce l’abbia ancora.

Chris bello, peccato per le varie cacate che ci hai poi regalato nel corso degli anni, fortunatamente il tentativo di diventare il corrispettivo di Francesco Renga per il target delle MILF americane si è rivelato fallimentare e alla fine  hai rimesso in piedi i Soundgarden, e, nel bene e nel male, il mio desiderio di vedervi dal vivo è stato esaudito. Anche per questo ti sono grato. Stasera lo stereo e le cuffie saranno tue ancora una volta, e per sempre.

Speriamo il viaggio sia come te lo aspettavi:

And I hope it’s a sweet ride
Sleep tight for me
Sleep tight for me I’m gone
And I hope it’s a sweet ride
Here for me tonight
‘Cause I feel I’m going
Feel I’m slowing down



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