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Risalire dall’abisso: il ritorno di Simone Scuffet

Creato il 20 marzo 2017 da Agentianonimi

Risalire dall’abisso: il ritorno di Simone Scuffet

1° febbraio 2014, un giorno che molti appassionati di calcio ricordano: Zeljko Brkic è infortunato, tutti si aspettano che giochi al suo posto il non impeccabile Kelava, e invece ecco l’esordio a sorpresa di Simone Scuffet, un ragazzo di 17 anni (classe ’96) che promette bene, benissimo. Scuffet, portiere del quale si dice un gran bene, ha tutte le caratteristiche per sfondare: presenza tra i pali, abilità nelle uscite e reattività fuori dal comune, e il calcio italiano se ne accorge già in quella giornata, nella quale l’Udinese vince 2-0 e Simone presidia con sicurezza da veterano i pali. ”Con Scuffet ho agito d’istinto”, Francesco Guidolin spiegherà così la sua scelta, che metterà l’Italia calcistica di fronte a un ragazzo con le stimmate dell’autentico predestinato: l’ultimo portiere in grado di esordire a 17 anni era stato un certo Buffon (ai tempi, Donnarumma era solo un progetto), che condivide con Scuffet quella doppia F che caratterizza i due migliori portieri azzurri (Zoff e Buffon appunto), e Scuffet sembra avere tutto per ripercorrerne le orme. Parate a profusione, interventi che fanno esaltare gli appassionati di calcio e risultano decisivi contro Milan, Inter, Juventus e Napoli tra le altre: l’Udinese 2013-14 (che chiuderà 13a) non è quella dei fasti europei, ma Scuffet spicca su tutti, con la Gazzetta che si spinge a dargli più di un 8 in pagella dopo le sue prestazioni fantastiche.

Sembra l’inizio di una favola destinata a portare all’Italia un portiere da top-5 mondiale, con tanto di convocazione sfiorata al Mondiale 2014, e invece ecco il rapido declino: l’Udinese decide di cedere Scuffet all’Atletico Madrid (Simeone stravede per lui) per circa 10mln, ma il giocatore a sorpresa rifiuta per finire gli studi e crescere senza le pressioni dell’approdo immediato in una big che lotta per Liga e Champions League. Una scelta di cuore e testa, per il primo friulano a giocare nell’Udinese 10 anni dopo Rossitto, che sembra avere l’appoggio dell’Udinese, almeno inizialmente (con tanto di rinnovo fino al 2019): e invece, qualcosa si è rotto dopo che i friulani hanno visto sfumare la nuova plusvalenza. Nel 2014-15 Scuffet parte dietro a Karnezis, portiere greco arrivato su espressa richiesta di Stramaccioni: la stagione dell’ex Panathinaikos è mostruosa, e così Simone gioca solo 5 gare tra Coppa Italia e finale di torneo. E peggio ancora accade nel 2015-16, con l’Udinese che decide di prestarlo, e il solo Como che si fa avanti: sembra quasi che il mondo del calcio italiano abbia preso il ”no” di Scuffet all’Atletico come un sintomo di inadeguatezza del classe ’96, che attira solo i lariani e disputa una buona stagione in una squadra che però è troppo debole per mantenere la categoria.

E così, eccoci alla stagione attuale, che riserva nuovamente a Scuffet il ruolo da secondo fino all’82’ del match contro il Pescara, disputato il 12 marzo scorso: Karnezis si fa male e tocca a Scuffet, che torna in campo a oltre 600 giorni dall’ultima gara in Serie A (31 maggio 2015, Cagliari-Udinese 4-3). Il portiere friulano subisce un gol da Muntari, sul quale non ha colpe (errore madornale della difesa), e gioca titolare anche contro il Palermo: anche qui arriva il rapido gol di Sallai con Scuffet incolpevole, ma anche una prestazione di sostanza, nella quale viene poco impegnato e sfodera una parata di altissimo livello su una punizione di Diamanti. Simone vola a togliere la sfera dalla rete con un riflesso degno delle migliori prestazioni (minuto 1.22 del video sottostante), e dimostra che il talento che aveva incantato tutti nel 2014 è ancora lì, e aspetta solo di ritrovare la fiducia dell’Udinese: un infortunio spalancò le porte della Serie A a Scuffet nel 2014, un infortunio gliele ha riaperte nel 2017, col 22 dell’Udinese che probabilmente giocherà anche nella prossima gara contro il Torino (Karnezis sarà out 3 settimane).

Ma la speranza di Scuffet, e degli appassionati che si erano emozionati per le sue parate, è quella che il portiere friulano possa chiudere la stagione da titolare, e scalzare Karnezis nel presente e nel futuro: Delneri aveva attuato una strategia simile al Verona, lanciando Gollini, e potrebbe essere l’uomo in grado di ridare fiducia a un talento che rischiava di perdersi, ma a 21 anni ha ancora tutta la carriera davanti. Scuffet è tornato, e ora spera di restare tra i pali dell’Udinese, anche perchè i friulani potrebbero perdere già in estate la pepita-Meret, finita nel mirino della Juventus (che lascerebbe il portiere in prestito alla SPAL in caso di A): insomma, per Simone (che aveva ricevuto l’investitura di Buffon: ”Scuffet è un ragazzo giovane che sicuramente farà una grande carriera. Esordire in Serie A a quell’età non è facile, come so bene, e penso che una dote indispensabile in questo caso sia la sicurezza in se stesso, cosa che mi pare abbia dimostrato”) c’è ancora una speranza, e tutti tifiamo per questo talento che sembrava destinato a scrivere ampie pagine di storia del calcio italiano, e si è ritrovato a scaldare per mesi la panchina…

(di Marco Corradi, @corradone91)

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