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Romania. Pronta base Nato di Deveselu. Mosca, ‘possiamo distruggerla con un solo colpo’

Creato il 18 dicembre 2015 da Giacomo Dolzani @giacomodolzani

deveselu_inaugurazionedi Giacomo Dolzani

È stata inaugurata oggi la base antimissile Nato di Deveselu, nella Romania meridionale; diversi alti ufficiali della Marina Militare degli Stati Uniti, la quale gestirà la struttura, hanno infatti presenziato  alla cerimonia affermando però che, prima che tutti i sistemi entrino in piena attività, sarà necessario un periodo di test, il quale terminerà probabilmente il prossimo aprile.
All’interno della base sarà installato un sistema antimissile Aegis, lo stesso presente sulle navi della Us Navy, il quale sarà in grado di intercettare eventuali missili provenienti dalla Russia, mentre tutto il complesso verrà costantemente gestito e presidiato da circa duecento tra soldati e tecnici civili statunitensi.
I fondi per la realizzazione del progetto, circa 400 milioni di dollari, sono infatti stati stanziati quasi interamente dal governo di Washington, il quale sta realizzando una struttura analoga anche in Polonia.
Uno degli obbiettivi della Nato, in questo periodo di alta tensione con Mosca di cui non si intravede la fine, è infatti quello di rafforzare il cosiddetto fianco orientale, ossia i nuovi stati membri dell’Alleanza Atlantica, un tempo repubbliche sovietiche, come i paesi baltici, o comunque parte dal Patto di Varsavia, quali appunto Romania e Polonia.
Il progetto è stato infatti da sempre guardato con ostilità dalla Russia, che lo vede come una possibile minaccia appena fuori dai propri confini: i generali russi non hanno infatti risparmiato commenti molto duri a riguardo, primo tra tutti Sergei Karakaev, comandante del comparto missilistico di Mosca, il quale ha affermato che “il sistema strategico installato dagli americani non è comunque in grado di contrastare un nutrito attacco da parte nostra”, aggiungendo che “disponiamo di armi in grado di distruggere la base di Deveselu in un solo colpo”.
L’ostilità della Russia a queste politiche è una diretta conseguenza dell’accerchiamento, operato dall’Alleanza Atlantica, al quale è stato sottoposto il suo territorio in seguito allo scioglimento dell’Urss: sia nell’Europa orientale che nel Caucaso sono infatti presenti basi Nato, gestite principalmente da contingenti militari Usa dove invece, solo pochi anni fa, erano stanziati soldati sovietici o di paesi fedeli al Cremlino.

da Notizie Geopolitiche



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