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Scandal(osamente) seguita!

Creato il 12 marzo 2013 da Sgruntreviews
Scandal(osamente) seguita!Salve a tutti miei cari serial dipendenti!Era un po' che non vi scrivevo, causa impegni e recuperi di serie televisive. Uso il plurale poiché ho dovuto recuperare due stagioni intere di Scandal, perché l'ho fatto? Beh tutto è cominciato quando una mattina stavo “in giro” per il Web e vedevo gli ascolti tv, la nuova serie televisiva di Shonda Rhimes (se il nome vi dice qualcosa, è la creatrice di Grey's Anatomy) si è imposta come il network drama più visto nella fascia delle 22 superando gli 8 milioni di ascoltatori e ritagliandosi così il secondo posto nell’intera ABC. La serie che attualmente è alla seconda stagione, era partita con solo 8 puntate e piuttosto lentamente, ma la struttura e la trama hanno continuato a carburare fino alle vette più alte. Ora, un simile fattore è degno ti tanta attenzione da parte mia e perciò ho cominciato con le repliche fino a seguire le dirette e sono finita agli spoiler... come sempre!
 
Scandal(osamente) seguita!Scandal, racconta delle vicende personali e private di Olivia Pope (Kerry Washington) avvocato con una grande intelligenza ed empatia, che si lascia guidare sopratutto dal suo istinto di grande osservatrice. La sua vita e lavoro gravitano nel difendere e proteggere l'immagine pubblica dei personaggi pubblici o di persone che possono divenire potenzialmente soggetti di scandali. 
Da ex direttore delle comunicazioni della Casa Bianca, lascia il posto per via della relazione con il Presidente Fitzgerald Thomas Grant III (Tony Goldwyn) di cui nessuno sa nulla. Decide di aprire il suo studio, Olivia Pope and Associates, che si occuperà della gestione delle crisi. Lo staff è composto da Stephen Finch (Henry Ian Cusick), un accanito donnaiolo, Harrison Wright (Columbus Short), un giudice agevole ed efficiente, Abby Whelan (Darby Stanchfield), sperimentatore dello studio, Huck Finn (Guillermo Diaz), un hacker con un passato da agente della CIA e Quinn Perkins (Katie Lowes), un avvocato dal volto fresco che impara velocemente il lavoro. Ma gli scandali sono tutti legati da un filo che inevitabilmente abita nei palazzi del potere ed Olivia molto spesso si ritrova a faccia a faccia con il suo amato presidente.
Scandal è meno sentimentale di quanto sembri, rappresenta più un grande manifesto glamour del femminismo (non c'è una puntata in cui Olivia Pope porta due volte lo stesso completo e i suoi abiti risaltano molto in scena per eleganza e stile). Gli uomini pendono dalle labbra di Olivia ma non per doti di seduzione, anche se l'attrice è molto sexy, ma perché lei è decisa e vede le storie da un'altra prospettiva, ha il cosiddetto “polso della situazione” riuscendo a comprendere esattamente come soggiogare/abbindolare e perché no, manipolare media e opinione pubblica.
È un manifesto femminista, anche perché è uno dei rarissimi show in cui compare una donna (per aggiunta di colore, cosa ancora più eccezionale nella liberal democratica America) in un palinsesto televisivo prettamente maschile. Ma il merito di Shonda Rimes è stato quello di “romanzare” la figura reale di Judy Smith, che gestì la comunicazione di alcuni dei più grandi scandali statunitensi degli ultimi 20 anni (Fu lei a essere chiamata a ripulire lo scandalo Lewinsky al tempo dell’amministrazione Clinton).
La struttura della puntata è un misto tra il giallo e il thriller, il secondo genere è più riconducibile all'episodio singolo, in cui entriamo nella vita del “cliente” di Olivia e conosciamo i retroscena del personaggio pubblico. In questa parte il suo team, scrupolosamente e spesso al di fuori della legge, indaga sul potenziale scandalo e le pieghe che potrebbe prendere, la principale preoccupazione è prevedere un piano nel momento in cui si scateneranno i media o come mettere a tacere il tutto senza intoppi mediatici. Per il giallo dobbiamo spostarci nella sfera sentimentale di Olivia, in cui la sua appassionante storia d'amore in realtà deve essere vista anche come il più grande scandalo che possa colpire un personaggio pubblico, il tradimento. Se a questo aggiungiamo che è il Presidente degli Stati Uniti con una sua collaboratrice, potete pensare bene come il filo centrale di tutta la storia sia inevitabilmente spunto di molti fonti narrative. Altro giallo che coinvolge il telefilm è il potere, Olivia molto spesso sembra possederne troppo, le basta un colpo di telefono e la strada le si spiana e la serie (molto intelligentemente) indaga anche sul passato di Olivia (molte puntate sono in flashback) e su come la sua vita si sia sempre più intrecciata con i palazzi del potere.
Quindi una serie che prende i tre motori principali: Soldi, Sesso e Potere e li declina nella chiave della politica, ma non quella di propaganda ma in quella in cui vacilla, facendo emergere gli uomini e in questo caso i personaggi. Kerry Washington è perfetta, riesce immergersi in tutte le sfaccettature emotive che le scene richiedono, risultando credibile e appassionata, come Tony Goldwyn, un Presidente con l'onere del potere, che sembra un debole nel momento in cui lascia che la sua persona si contrasti con la sua figura, quindi un finto debole che sa esattamente quello che vuole.
Vedremo quanto Shonda Rimes riuscirà a tessere intrighi di palazzo (e per quanti stagioni), per il momento, il potere come miglior sceneggiatrice di serie tv, è tutto suo.
Alla prossima settimana!
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