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Scie chimiche: aria di complotto o bufala nell’aria?

Creato il 26 giugno 2015 da Retrò Online Magazine @retr_online

I sostenitori dell’esistenza delle scie chimiche ritengono che le tracce di condensa lasciate dagli aerei in volo ad alta quota non siano semplice vapore acqueo, ma il frutto di un vero e proprio “complotto” segreto: non solo acqua, quindi, ma pericolose sostanze sconosciute, nate probabilmente per misteriosi scopi militari e governativi, volte al controllo del clima e dannose per l’uomo e l’ambiente.

In particolare, si attribuisce a queste temibili scie la diffusione di virus, batteri, droghe volte al controllo mentale, pericolosi vaccini e perfino, per i più estremisti, la dispersione di un intruglio volto alla creazione di un habitat ideale per razze extraterrestri.

Il complotto delle Scie

A parlare di scie chimiche si inizia dalla seconda metà degli anni novanta, ed in particolare dal 1996, quando negli Stati Uniti l’opinione pubblica iniziò ad accusare l’aeronautica militare di aver utilizzato strane sostanze, irrorate appunto dagli aerei, per controllare il clima. Ciò probabilmente nasce da un’interpretazione sbagliata e decontestualizzata di un documento, “Owing the Weather in 2025″ presentato alla stessa Air Force da vari membri militari, nell’agosto dello stesso anno.

Il documento, redatto a partire da una direttiva del Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, voleva mostrare alcune teorie su come gli Stati Uniti potessero rimanere la maggiore forza aerea e spaziale del mondo anche negli anni futuri.

E’ importante notare che, come dichiarato preambolo del documento, contenuti, opinioni e teorie citate sono soltanto frutto del pensiero degli autori, riferendosi a situazioni e scenari prettamente ipotetici, che non vincolano né mostrano le idee del Dipartimento della Difesa o del governo degli Stati Uniti.

Nonostante il carattere puramente esemplificativo del documento, la teoria complottista sulle scie chimiche non tardò a presentarsi.

Con l’avvento di internet e dei mezzi di comunicazione di massa, infatti, i sostenitori della pericolosità delle cosiddette scie chimiche hanno trovato terreno fertile, raggruppando diverse argomentazioni dalla dubbia valenza scientifica.

Un primo grande impulso all’espandersi della teoria si deve alla diffusione di un’e-mail a una mailing list sul bioterrorismo, nel 1997, da parte di un microbiologo americano, Larry Wayne Harris.

L.W. Harris, già sostenitore di numerose teorie complottiste, spiegava di aver trovato tracce di un pesticida tossico in campioni di carburante aereo, fornitegli da alcuni contadini, ma i dettagli delle sue analisi non vennero mai specificati dallo studioso.

Harris fu inoltre più volte indagato e accusato per la fabbricazione e detenzione illegale di sostanze pericolose.

Come spesso avviene in questi casi, un presunto collegamento fra gli “pseudostudi” del microbiologo e il documento teorico dell’ aereonautica militare, venne immediatamente ipotizzato e fantasiosamente rielaborato da conduttori televisivi e radiofonici a caccia di audience.

Numerosi siti web, trasmissioni e blog dedicati a temi di ufologia e complotti, hanno così iniziato ad avanzare ipotesi più o meno inquietanti sulle composizione delle scie di condensa, denominandole appunto “scie chimiche” e su relative motivazioni dietro al fenomeno.

In breve tempo la teoria fu esportata dagli Stati Uniti al resto del mondo, trovando numerosi seguaci anche in Europa.

In Italia, ad esempio, diverse puntate di “Voyager”, andato in onda su RAI2, a partire da marzo 2008 trattarono l’argomento.
Perfino il nostro Parlamento non fu immune dal fascino delle scie chimiche: furono sottoposte innumerevoli interrogazioni, indipendentemente dallo schieramento politico, addirittura dal 2003. Fu il deputato Italo Sandi, dei DS, a dare il via, con l’interrogazione parlamentare del 2 aprile 2003. A seguire, Pietro Ruzzante, oggi nel PD, il 27 ottobre 2003; Severino Galante, PCI, il 3 febbraio 2005; Gianni Nieddu, DS, il 13 giugno 2006.
In seguito, nel 2009, la questione venne riproposta da Amedeo Ciccanti, DC, 18 novembre 2009, da Antonio Di Pietro del 17 settembre 2008 e di Scilipoti, che conclude la carrellata il 22 febbraio 2011.

In tutte le interrogazioni viene segnalato l’avvistamento di scie lungo tutta la penisola, chiedendo al Governo una spiegazione sul fatto.

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vic_burton / Foter / CC BY-SA

La verità

In verità, le scie chimiche non sono composte da elementi chimici ma solo da acqua: per la precisione, vapore acqueo condensato, presente nell’atmosfera e prodotto in seguito al passaggio delle turbine degli aerei. Diverse organizzazioni scientifiche ed educative hanno smentito il carattere complottista del fenomeno: non solo il CICAP in Italia, che dedica un’intera pagina all’argomento, ma addirittura la NASA, che descrive dettagliatamente il processo di formazione delle scie.

Interessante notare che, nonostante l’opinione pubblica si sia fatta sentire solo dagli anni ’90, esistono foto di “scie chimiche” perfino risalenti alla seconda guerra mondiale, ma nessuno si è mai interrogato al riguardo se non, appunto, negli ultimi decenni.

A proposito di questo, i sostenitori del complotto obiettano che queste foto siano false, perchè nessun aereo dell’epoca avrebbe potuto raggiungere altitudini tali da permettere la condensazione dell’aria, ma in realtà è stata facilmente attestata la capacità di quei velivoli di raggiungere quote ben più alte.

Altra obiezione riguarda la presunta “persistenza” delle scie chimiche: rispetto al normale vapore acqueo, le sostanze delle scie chimiche si dissolverebbero molto più lentamente. La comunità scientifica è concorde nell’affermare, invece, che la persistenza dipende dalle condizioni atmosferiche.

In un’epoca come la nostra, dove ormai nulla sembra essere in grado di stupire, dove tutto sembra stato già scoperto e “già visto”, dove la legittima libertà di pensiero del web sfocia in illegittimi deliri e allarmismi, l’insediarsi della pseudoscienza è sempre più frequente.

Qual è dunque la vera composizione delle scie chimiche? Disinformazione, sensazionalismo e tanta, tanta fantasia.

Tags:complotto,pseudoscienza,scie chimiche,teoria

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