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Scientia, Philosophia et otia

Creato il 22 ottobre 2011 da Losgherro

Sul ‘reale’ rapporto tra Scienza (moderna, ovviamente!) e Filosofia potrebbe non esser fuori luogo una ‘considerazione’ poco più che letteraria in riferimento alla concezione degli Antichi circa la necessità per poter esercitare il proprio ‘amore’ per la ‘sofia’ di “NON aver NULLA da FARE“: l’otium che ricorre in tanta letteratura latina come la condicio sine qua non il philosophus non può ‘esercitare’ la propria attività.

A tale otium si contrapponeva il neg-otium: l’attività che il resto del mondo -stretto dalla contingente necessità (di mangiare quasi tutti i giorni)- era costretto ad esercitare… manibus utentibus
Un volgarissimo “facere“, assolutamente inadatto alle vette della riflessione (e ‘conoscenza’) umana che solo i sapientes et philosophi potevano permettersi di fare (sulle spalle del resto del mondo: servitù e schiavi)!

Non di meno a tale sophia/sapientia si affiancarono le Artes (del Trivium e del Quadrivium) tutte ancora (e solo) connesse alla parola… musica compresa.

Techne e mechanica erano per tutti gli altri… i poveracci che dovevano fare ogni giorno i conti con la (dura) realtà manibus utentibius



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