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Scoprire la “Meritocrazia al 100%”. In Olanda.

Creato il 09 aprile 2012 da Fugadeitalenti

Se stai cercando qualcuno che vive all’estero, ma che non è contento di esserlo e desidera tornare in Italia… io sono la persona sbagliata. Sono più adatto a convincere le persone ad emigrare“.

Biglietto da visita decisamente eloquente quello di Nicola D’Amato, 37 anni, Account Executive per NHR (Network Hardware Resale), il più grande distributore indipendente mondiale di prodotti di networking, nella sede di Amsterdam, Olanda.

Nicola vi arriva dopo una laurea in Marketing e Comunicazione, lasciandosi alle spalle le comode prospettive di impiego in Sicilia, all’interno delle aziende di famiglia. Parte otto anni fa, sapendo che -in Olanda- le multinazionali cercano italiani madrelingua. In pochi anni cambia varie posizioni e aziende, fino ad arrivare all’attuale incarico: “oggi sono completamente autonomo e godo di tantissima libertà, il mio stipendio si basa al 100% sulle commissioni“, afferma Nicola, che non ha problemi ad aggiungere: “in Italia non tornerei, perché -anche dal punto di vista lavorativo- ho una visione così differente della carriera e del lavoro, che penso potrei avere problemi di incompatibilità con le nostre aziende“. Aziende dove, nella visione di Nicola, se sono piccole si lavora per pochi soldi, mentre -se sono grandi- si deve riportare a tantissimi manager, consci che -più dei risultati personali- conta la capacità di gestire le relazioni personali. “A volte, da quello che sento, ho l’idea che in Italia si viva in una sorta di “caserma militare”, dove per fare carriera serve l’anzianità e l’appoggio di un superiore, piuttosto che la dedizione al proprio lavoro”.

Relazionocrazia“, anziché “Meritocrazia“: questa la differenza fondamentale tra Olanda e Italia, nell’esperienza di Nicola, che ai propri coetanei nel Belpaese manda a dire: “i ragazzi italiani hanno soprattutto bisogno di ottimismo e di poter avere “wild dreams”, di pensare in grande e osare“.

Ospite della puntata è Federico Lagni, executive manager di Areanetworking, uno dei punti di riferimento web nel settore dei professionisti dell’IT italiano. Con lui affrontiamo il tema delle enormi opportunità -per il Belpaese- nel settore dell’innovazione. Anche solo in termini di crescita economica E di quanto questo stesso settore potrebbe, se ben sviluppato e incentivato, attrarre i nostri talenti ora all’estero. E offrire opportunità a chi intende rimanere.

Nella rubrica “Spazio Emigranti” proseguiamo la nostra inchiesta sulle parole che fanno fuggire i giovani talenti dall’Italia. Oggi le parole-chiave sono: “percorsi di carriera“. Ne parliamo con Raffaella Sadun, assistant professor alla Harvard Business School, co-autrice della ricerca “Managers Italiani: Fedeltà o Performance?”.

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Intanto siete tutti invitati a compilare il “Manifesto 2012 dei Giovani Talenti”:

Inviaci la tua proposta, per rendere l’Italia un Paese di “Circolazione dei Talenti”:
1) sei un giovane professionista “under 40″ all’estero? Indicaci UN motivo che ti porterebbe a tornare
2) sei un giovane professionista “under 40″ in Italia? Indicaci UN motivo che ti aiuterebbe a restare

Inviate le vostre proposte, specificando il Paese di residenza, a: [email protected]

SEI UN GIOVANE “UNDER 40″ ESPATRIATO ALL’ESTERO? VUOI RACCONTARCI LA TUA STORIA? Per contattare la trasmissione: [email protected]

Alla prossima puntata: sabato 14 aprile, dalle 13.30 alle 13.55 (CET), su Radio 24. Vi aspetto!



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