Magazine Carriere

Se Pierino torna a scuola … Una proposta

Creato il 18 maggio 2017 da Propostalavoro @propostalavoro

Se Pierino torna a scuola … Una proposta

La brillantina e via così,

Si cominciava il lunedì

Ad invidiare quello che

Aveva un libro da studiar

Diceva: Non ti serve a niente!

La Scuola non ti servirà!

E invece io tra quella gente

Capivo un po di Verità…

(Stefano Rosso, Letto 26, 1976)

A 16 anni, hai abbandonato la Scuola. E ora vivi di rimpianti!  Tu mi dirai, “E allora tutti quei laureati nei call center, a fare fotocopie? A cosa serve? Loro hanno perso tempo, meglio lavorare subito!” .

Piano, rifletti bene! Tu critichi aspramente chi acquista un cellulare, o un'altra cosa, fidandosi della prima offerta disponibile, vero? Tu dici: "Ma non si fa così, prima bisogna guardarsi attorno, poi si sceglie! Giusto? Ma lo stesso discorso vale per le scelte di vita! Chi,  a 16 anni, senza saper nulla della vita, dà un calcio alla Scuola è come quello che acquista precipitosamente un Motorola anni 90, quando potrebbe acquistare un Iphone! Mi dispiace per te, ma le cose stanno così. Con la Scuola potevi darti una POSSIBILITA' in più di realizzarti. Ma l'hai buttata via!

Vorresti tornare a studiare. E messi come te, ce ne sono tanti! Secondo La Stampa (3 aprile 2017), le Scuole Serali, nell'anno scolastico 2016-2017, hanno avuto un boom di iscritti, più 25%.  Ma è possibile conciliare Scuola e Lavoro? Se sei disoccupato … bene o male,  il tempo ce l’hai! Ma se lavori … è un vero dramma! Io conosco storie pietose sai? Forse scalare l’Everest è una fatica inferiore al confronto!

Le leggi non aiutano gli “Studenti di ritorno” come te! Tu mi dirai: conciliare Scuola e Lavoro si può, ci sono i permessi studio, le 150 ore… Ma io dico, sono leggi vecchie! Prova oggi a chiedere al Padrone di una Piccola Impresa: “Non assegnarmi il turno di notte, perché vado alla Scuola Serale!”… E siete in appena 10 in Azienda! Il Padrone ti dice “ADDIO!”. Lo Statuto dei Lavoratori? Il diritto allo studio? Belle parole, non te ne fai nulla.

E lo sai benissimo anche tu, il problema non sta solo nel tempo. Tu, studiando, vuoi DARTI UNA POSSIBILITA’, quella marcia in più per essere protagonista, per far carriera.

Se ci pensi bene, le leggi dovrebbero considerare la tua storia come un problema di “Alternanza Scuola-Lavoro”. Se ci pensi bene, è così: che cosa significa, in fondo, Alternanza Scuola-Lavoro? Significa che Studio e Lavoro non sono comparti stagni, ma due mondi che possono felicemente comunicare e, comunicando, farsi del bene l’un l’altro. Ma se le cose stanno così, questo rapporto virtuoso “Scuola-Lavoro” può avvenire sia nei “momenti canonici” (i momenti organizzati a questo scopo, secondo la Buona Scuola), sia nei momenti “informali”. Pensa se, mentre frequenti un corso serale di Ragioneria, avessi l’occasione di sostituire per un certo periodo di tempo la Segretaria di un Commercialista: sarebbe una bella occasione no? Per capirci di più di contabilità, dico… Peccato che la Buona Scuola non si sia occupata di questo … Tu, “Studente di ritorno”, ne avresti avuto gran giovamento.

Ecco, allora, la mia proposta: Istituiamo contratti di inserimento dedicati a chi frequenta Scuole Serali. E incoraggiamo le Aziende ad usare questi contratti con adeguati incentivi (ad esempio riduzioni INPS!).

Non basta riconoscere l’Alternanza Scuola-Lavoro formale (quella della Buona Scuola)! La legge deve riconoscere l’Alternanza Scuola-Lavoro informale.

Sei d’accordo?


Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog