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Sebastiano Rossi, imbattibile testa calda

Creato il 17 febbraio 2014 da Calcioromantico @CalcioRomantico

Ancora a distanza di anni mi trovo a usare l’espressione “uscita alla Seba Rossi” per indicare quella alta, con il ginocchio pericolosamente ad altezza faccia dell’avversario. Non so perché mi è rimasta impressa come suo marchio di fabbrica, ma a pensarci bene in quell’uscita ci sono le tre più importanti caratteristiche dell’ex portiere: l’altezza, la sicurezza – talvolta eccessiva – nei propri mezzi e il suo essere una testa calda. Me lo ricordo così, in effetti, Sebastiano Rossi da Cesena, il portiere che detiene ancora il record di imbattibilità in serie A – ben nove partite a difendere la porta del Milan senza prendere gol.

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La sua avventura rossonera inizia nella stagione 1990/91 quando Giovanni Galli, dopo aver alzato la seconda Coppa Campioni consecutiva, se ne va al Napoli a causa dell’ingombrante presenza di Pazzagli, a cui proprio Rossi va a fare la riserva – ma ciò non toglie dal suo palmarès la Coppa Intercontinentale vinta a dicembre. Sacchi inizia a notare il talento del nuovo arrivo e lo fa esordire nientemeno che nel derby di ritorno, vinto 1-0 il 24 marzo 1991. Poi quando, nella stagione successiva, Pazzagli fa le valigie direzione Bologna (e Sacchi diviene c.t. della nazionale), Sebastiano Rossi diventa la prima scelta di Capello tra i pali, complici anche le prestazioni non esaltanti del giovane Antonioli. Con il Milan, in cui rimarrà fino al 2002, Rossi vincerà cinque scudetti, una Coppa dei Campioni, una Supercoppa Europea e tre Supercoppe italiane. Il ruolo di assoluto protagonista, però, lo recita nella prima metà degli anni ’90, in cui raggiunge l’apice della sua carriera a livello personale: il già citato record di imbattibilità, 929 minuti a rete inviolata nel 1993/94, che infrange dopo più di ventuno anni quello siglato da Zoff, fermatosi a 903 nel 1972/73. A spezzare l’incantesimo il 27 febbraio 1994 è Igor Kolyvanov, protagonista nel Foggia delle meraviglie di Zeman, colui che peraltro aveva violato la porta di Rossi anche qualche mese prima, nella partita di andata, quando il portiere cesenate era a caccia del record di imbattibilità iniziale di Reginato e la rete dell’attaccante russo la aveva fermato a ventuno minuti dalla meta.
“Avrei preferito andare avanti con il record, ma ancora una volta si è messo in mezzo Kolyvanov. Dedico il primato a mia mamma, alla mia fidanzata e alla Curva”: da questa dichiarazione, se decontestualizzata, trapela una reazione serafica da parte del portiere del Milan, cosa strana per una testa calda. E infatti le cronache parlano di gesti inconsulti rivolti alla curva del Foggia dopo il raggiungimento del record; perché Seba Rossi inizialmente fa finta di non capire, ma poi Costacurta inizia ad applaudire e viene emulato dal pubblico, così il portierone alza le braccia al cielo. Nel giro di qualche secondo, però, si rivolge verso i tifosi pugliesi e le sue mani indicano l’inguine, nel tipico gesto che spesso si vede nelle curve italiane ma molto meno spesso in campo. “Come rovinare un record”, titolano i giornali, oppure “caduta di stile”, ma gli screzi tra Rossi e gli ultras foggiani risalgono proprio alla partita d’andata, quando dopo il citato gol di Kolyvanov dagli spalti vola un petardo in direzione del portiere e lui pensa bene di lanciarlo di nuovo in curva.

Nelle stagioni immediatamente successive il suo posto da titolare non è più così sicuro. Il Milan continua a ingaggiare portieri, da Pagotto a Taibi a Lehmann, che insidiano Rossi nelle scelte dell’allenatore che intanto è diventato Zaccheroni. Un episodio in particolare, poi, rappresenterà la svolta negativa della sua carriera. Nell’ultima giornata del girone di andata della stagione 1998/99, i rossoneri ospitano il Perugia a San Siro. Sul 2-0 per i padroni di casa agli umbri viene assegnato un (molto dubbio) rigore, battuto e realizzato da Nakata. Bucchi si lancia a raccogliere la palla in rete per sveltire le operazioni, ma incappa in un raptus di Rossi che lo atterra con un braccio teso stile wrestling. Espulsione, cinque giornate di squalifica e sliding door per Christian Abbiati, all’epoca giovane riserva del portierone che manterrà il posto da titolare per tutta la stagione, quella del 16° scudetto, e anche in quella successiva, fino a relegare Rossi a terza scelta anche dopo Dida. La carriera di Sebastiano Rossi volge al termine proprio a Perugia nella stagione 2002/03, dopo la quale il portiere appende i guanti al chiodo all’età di 39 anni, con 346 presenze all’attivo in serie A ma zero in nazionale, causa altri portieri che gli sbarravano la strada.

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Per anni si sente poco o niente parlare di lui, finché nel 2011 viene arrestato a causa di un diverbio con un carabiniere che lo esortava a spegnere il sigaro all’interno di un bar di Cesena, finito con un pugno in faccia al militare, dopo cui patteggia 56 giorni di reclusione convertiti in pena pecuniaria di 14.000 € per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. In realtà però questa storia ne ha fatte affiorare altre, tra cui un processo per sequestro di persona con tentata violenza privata (Rossi era imputato insieme a Nicola Penta, ex guardia del corpo del portiere e manager di Eros Ramazzotti) e un altro per una rissa fuori da un locale. I motivi dell’alterco non sono noti, magari qualcuno ha fatto l’errore di mormorare il nome di Kolyvanov…

daniele


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