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Serie Tv: the Best, the worst, the most… [St. 3 Ep. 3]

Da Strawberry @SabyFrag

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Anche questa settimana non poteva mancare un nuovo appuntamento con il meglio e il peggio seriale. La raccomandazione è la solita: ATTENZIONE SPOILER!

Serie Tv: the Best, the worst, the most… [St. 3 Ep. 3]

The best: Doctor Who 8x09 – Flatline

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In attesa di guardarmi la decima uscita questo sabato, decreto l’episodio numero 9 dell’ottava stagione di Doctor Who come il migliore di questa settimana. Per tutta una serie di motivi. Sono una di quelle fan di Doctor Who che ha atteso con entusiasmo e timore l’arrivo di Peter Capaldi come Dodicesimo Dottore. Entusiasmo perché era tempo di avere un dottore che dimostrasse finalmente un’età più vicina alla reale maturità del personaggio, dopo che per sette stagioni abbiamo avuto Dottori giovani, addirittura acerbi con Matt Smith –  che se l’è cavata egregiamente nei panni del Signore del Tempo – e si sentiva la necessità di vedere nel ruolo un uomo più maturo, che modificasse anche le dinamiche relazionali con la companion del Dottore, spesso improntato a un flirt sottile ma continuo, se non si arriva addirittura a sentimenti più forti (vedi Ten con Rose). Inoltre, l’arrivo nel Tardis di un attore dalle qualità di Peter Capaldi non poteva che essere motivo di immediata fiducia per lui e la serie tutta. I timori, per lo più soggettivi ed emozionali, erano tutti rivolti al grande interrogativo: per quanto bravo possa essere Capaldi, riuscirà il Dodicesimo Dottore a conquistarci? Personalmente, si è trattato di un percorso lento e tortuoso. Fin dall’inizio ho apprezzato le qualità di Capaldi, la passione che trasmetteva la personaggio (di cui lui stesso è un grandissimo fan dalla più giovane età) e mi hanno divertito le differenze profonde dai dottori precedenti: il Dottore di Capaldi è un uomo che ha più di 2000 anni e ne ha viste di tutti i colori e specie, il suo distacco dal genere umano si fa inevitabilmente più evidente e la sua parte aliena non ha più timore di mostrarsi. Il Dottore è un essere potente e come tale si presenta all’universo intero. Ma Dodici è anche un dottore cupo, serio, severo, fortemente egocentrico e sesso non curante di urtare i sentimenti di chi lo circonda con il suo fare brusco e saccente. Ammetto che alcune di queste caratteristiche mi hanno un po’ alienato il personaggio e se questo era l’obiettivo, chapeau. Tuttavia, a rendere più difficile l’affezione al Dottore, non è stato solo il personaggio in sé, ma anche una scrittura degli episodi non sempre al livello della serie. Dopo una premiere esplosiva, si sono succeduti alcuni episodi piuttosto fiacchi, mentre il focus continuo su Clara, che inizialmente si sente tradita dal non trovarsi più di fronte il Dottore di Smith e per questo fa fatica, o rifiuta, nell’entrare in sintonia con il nuovo Dottore, ad un certo punto stanca e comincia ad apparire privo di senso. Ma quando tutto fa presuppore che i giochi siano ormai fatti, ecco l’episodio che ti fa ricredere. Flatline era stato presentato come un episodio completamente Clara-centrico, dove il Dottore avrebbe avuto ben poco spazio. Probabilmente, Flatline è l’episodio di questa stagione in cui la presenza del Dottore è più forte che mai. A causa di una strana razza aliena bidimensionale, il Dottore è recluso nel suo Tardis, che per l’occasione si rimpicciolisce per la gioia di tutti noi feticisti della “Blue Box”, e interviene in aiuto di Clara, a sua volta in modalità “Doctor”. Questa sarà l’occasione per la companion di realizzare per la prima volta cosa significa essere il Dottore e mettere a tacere tutte le inquietudini delle precedenti puntate, ma è anche la possibilità per Capaldi di dare piena vita al suo Dottore. Finalmente, dall’inizio della serie, ritroviamo gli intermezzi comici che hanno sempre contraddistinto la serie e che tanto amiamo; finalmente avvertiamo quel senso di urgenza e pericolo che negli altri episodi passava in secondo piano per lasciare spazio alle beghe tra Clara, il Signore del Tempo e il nuovo fidanzato di lei, Mr Pink; finalmente riconosciamo un Dottore sicuro di sé, coraggioso e tenace, che dimostra di tenerci davvero e di non aver dimenticato di essere il protettore del nostro pianeta. Ammetto che, quando ho visto la scena di lui che esce dal Tardis e punta il suo cacciavite sonico verso i nemici ribadendo che “This planet is protected”, mi sono esaltata non poco. D’altronde era tutto quello che noi volevamo sentirci dire, per poter realizzare che sì, il Dottore è di nuovo qui con noi.

The worst: Homeland 4x04 Iron in the Fire

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So cosa si potrebbe pensare. “Ecco un’altra che, appena andato via Brody, si lamenta di Homeland”. Ma non è così. Quando è iniziata la nuova stagione di Homeland, ero preparata già da mesi. Per me, la serie dove c’era Brody si è definitivamente conclusa l’anno scorso e quella che va ora in onda è un altro capitolo, con un’altra storia tutta da scoprire. Con questo spirito mi sono approcciata alla quarta stagione e devo dire che i primi due episodi non mi erano dispiaciuti affatto. Avevo, però, già notato come, una volta andato via il personaggio più ambiguo della serie, il materiale narrativo rimasto nelle mani degli autori avesse bisogno di essere riorganizzato e arricchito di idee fresche e nuove. Quello che in realtà si è visto finora è stato non solo il reiterarsi di certi schemi ormai visti e rivisti e assolutamente prevedibili, ma anche un focus sulla “follia” di Carrie che appare morboso e a tratti spiacevole da guardare. Che Carrie sia un personaggio senza controllo è ormai un dati di fatto, ma la morte di Brody deve averla completamente sconvolta e gli autori hanno deciso di premere l’acceleratore e farla essere ancora più imprudente, lunatica, intrattabile e fuori di testa di prima. Il risultato è che, se prima riuscivamo a dare una qualche spiegazione al suo comportamento sempre poco equilibrato e, anzi, facevano il tifo per lei, ora il personaggio ci appare lontano, estraniante e difficile da interpretare: ogni sua mossa è un mistero e capirne le intenzioni è un rompicapo continuo che, alla lunga, finisce per stancare e indispettire. A poco servono gli interventi di Quinn e Saul, ormai relegati a comprimari senza alcun potere o rilevanza. Persino la crisi mistica di Quinn, che mi ha fatto amare il personaggio ancora di più, si dissolve in una bolla di sapone alla prima chiamata di Carrie apparentemente bisognosa dell’uomo, per poi considerarlo meno di niente una volta giunto in Pakistan per lei. La scena finale in cui lei salta addosso al ragazzino è stata probabilmente una delle scene più imbarazzanti che abbia mai visto. Carrie sei fuori come un balcone, non ce la si fa a starti dietro! In definitiva, spero di potermi ricredere presto, una serie come Homeland se lo merita, ma se gli autori proseguiranno su questa strada, la vedo molto dura.

 

The most… beautiful couple: Once Upon a Time 4x04 – The Apprentice

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Sulla nuova stagione di Once Upon a Time si potrebbe parlare per ore. Partendo dalla scelta di associare alle vicende di Storybrooke la storia targata Disney di Frozen, che io non avevo visto e forse proprio per questo tutto mi appare nuovo e più interessante. Sì lo so, mi faccio facilmente condizionare. E poi perché non accennare al fatto che OUAT è ormai il rifugio preferito degli ex lostiani, visto che quest’anno nei panni della Regina delle Nevi ritroviamo Juliet, la quale continuerà ad aver anche qui tutta la mia incondizionata antipatia? E non starò qui a rigirare il coltello nella piaga, ma Biancaneve non doveva essere la più bella del reame? Perché Mary Margareth tutto mi sembra fuorché una bellezza senza senso. E Charming con i capelli lunghi non vi ha fatto letteralmente piegare in due dalle risate? E, infine, quanti di voi non vedono l’ora che Rumple indossi il cappello magico alla Topolino Apprendista Stregone? Ma parlando dell’ultimo episodio andato in onda, non posso fare a meno di parlare della coppia più bella del mondo magico: Emma e Hook. Tanto carini insieme. Peccato che lei debba sempre fare la tipa che spacca il culo ai cattivi anche quando ha una gonna a ruota e tenta di comportarsi come la principessa che non è,  mentre lui è e resterà sempre Captano Uncino, molto più figo di quello dei cartoni animati, certo, ma sempre un po’ carognetta. Insomma, sono fatti l’uno per l’altra. Il momento in cui Hook arriva a casa dei Charming con una rosa e Mary Margareth se ne esce con una delle sue frasi capaci di portare il gelo che neanche Elsa è stato forse uno dei momenti migliori dell’episodio, e ho adorato anche la parte in cui Emma torna a casa e trova Snow e Charming sul divano in attesa del suo arrivo, curiosi di sapere come era andato l’appuntamento, nonostante la scena avesse in sé un non so che di ridicolo, considerando che la differenza di età fra i tre è praticamente inesistente. Ma OUAT è anche questo e tanto ci basti per goderci in tutta serenità il prossimo episodio. Io continuo a tifare Emma e Hook, sono una gran romantica lo so.


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