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Si intitola Fuori c’è un mondo il nuovo film di Giovanni Galletta

Creato il 15 dicembre 2015 da Taxi Drivers @TaxiDriversRoma
Giovanni Galletta

Fuori c’è un mondo è il terzo lungometraggio per il cinema di Giovanni Galletta. La preparazione del film è iniziata mercoledì 9 dicembre 2015 e durerà sino alla fine di gennaio 2016. Le riprese sono previste dal febbraio successivo per almeno quattro settimane; produce la Poker Entertainment di Stefano Calvagna.

Il film narra di un uomo che vive inizialmente del tutto chiuso nella sua apatia ed in uno stato di volontaria chiusura con il mondo. Quando però Gabriele, scrittore e proprietario di un ristorante, incappa in un personaggio completamente diverso da lui, si trova allo stesso tempo nel contesto di dinamiche sconosciute e con nuove persone che entrano attivamente a fare parte della sua vita, uomini e donne più o meno giovani di cui mai davvero aveva considerato la precarietà della loro esistenza. Viene catapultato quindi in una spirale di eventi inquietanti ed al limiti con la tolleranza umana che cambieranno completamente non solo la sua percezione del mondo, ma la sua stessa vita.

“Con questo film ho deciso, già scrivendo la sceneggiatura, di deviare anche su ‘sentieri’ non affrontati nei miei lavori precedenti, da un lato per la voglia di un cambiamento e dall’altra per la necessità di trovarmi su strade incontaminate in grado di fornirmi nuovi stimoli. Rileggendo la sceneggiatura, per esempio, mi sono stupito di quante scene potenzialmente divertenti vi siano, anche se non si tratta neanche lontanamente di certa commedia spesso volgare importata dalla televisione direttamente sugli schermi (che non sopporto, dal momento che considero sia ciò che continua a rovinare il cinema italiano). Infatti, ho cercato di affrontare la strada dell’ironia fine, sottile ed intelligente, sullo stile, per esempio, di quella che è sempre stata proposta da un grande regista come Woody Allen. L’altro sentiero per me inesplorato che tratterò con il mio nuovo film sarà quello del noir, e credo che sia stata in particolare questa strada ad interessare Stefano Calvagna, che ha deciso di produrre il film. Una rapina e l’omicidio violento di uno dei protagonisti di Fuori c’è un mondo cambieranno inesorabilmente il corso degli eventi della vicenda e, appunto, dei personaggi che hanno a che fare con essa. Quanto finora dichiarato non cancella comunque il fatto che il mio prossimo film rimane primariamente un dramma esistenziale che arriva a toccare vertici di crisi e di perdizione molto profondi, quelli che credo siano anche estremamente attuali in questo periodo storico. Nel senso di certi abissi di inquietudine mi sono accorto di essermi avvicinato a Kieslowski, in particolare quello de Il Decalogo. Come in ogni mio lavoro precedente, comunque, anche lo schema generale della poetica di questo film è quello di personaggi che arrivano a vedersela con la tempesta esistenziale ed emotiva più grande della loro vita, dalla quale escono in modo del tutto diversi rispetto a come ne sono entrati. Nel caso di Fuori c’è un mondo, però, ci sarà qualcosa in più. Come Dopo quella notte e Il mistero di Laura, sarà un profondo e particolarmente sentito inno alla vita”.



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