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Siamo alla frutta! Meglio di niente.

Creato il 27 marzo 2012 da 19stefano55

Nel mio giardinetto lo scorso anno ho piantato un melograno nano e ho avuto qualche piccolo fiore ma molto grazioso. Poi la neve l’ha ricoperto per circa 50 cm e dopo 10 giorni togliendola l’ho trovato quasi orizzontale. Semi morto e ho pensato che era secco. Ma ora con qualche tepore, pur essendo molto inclinato sembra che le sue gemme comincino a rigonfiarsi. Siamo alla frutta ma ..possiamo farcela.

Allora per captare il suo valore gastronomico e simbolico ho chiesto a chi ne apprezza la virtù e si gusta la sua storia, di approfondire il tema.

“Immancabilmente nell’entourage politico, economico e sociale trova spazio la locuzione,  “Siamo alla frutta”. Significando una situazione che finisce e intendendo l’ultima portata di un menù, questa volgarità, la percepisco come un insulto alla speranza, e pertanto, anche se molto in auge,, risulta mal collegata.

Ciò detto, stimola al confronto, o forse, poter qui,  esprimere il pensiero già avanza a sufficienza.

Ponendo la domanda: Siamo alla frutta? rispondere con l’apprezzamento del palato ai buoni frutti, non è propriamente esaustivo, magari è,  per così dire, scontato. Riflettere, invece, sulla magnificenza della terra, nel pensiero Cristiano, è un segnale,un’espressione di salvezza. Rinascere, sperare che la vita possa migliorare,  è aspettativa comune e non solo di chi scrive! Nobilitati come siamo dai prodotti della terra, dalla potenza della natura, della sua ciclicità, dedicarci alle attività rurali e agricole economiche e non, a parer mio,  è, in primis, una missione.

A tal proposito,  viene in mente un frutto primordiale.

Siamo alla frutta! Meglio di niente.

La Melagrana.

Humus di grandi opere rinascimentali,icona religiosa, il frutto a coroncina,incastonato di semi color rosso sangue, è  tenuto in mano dalla Madonna e il Bambino, quale simbolo di fecondità, abbondanza e resurrezione. I devoti possono sussultare ammirando la raffigurazione più rappresentativa della nostra storia, situata e protetta nel Santuario del Granato, in quel di Capaccio Vecchio, nel Cilento, lungo la Foce del Sele.

A volte, in segno di prosperità, la melagrana, è ospitata nelle nostre case su cesti in bella vista. Ma non è solo ornamento. Le sue proprietà benefiche sono molteplici! Il frutto, si presta in cucina per la preparazione di dolci e salati. Volendo sfiziarsi ulteriormente, consiglio di raccogliere il frutto a Novembre e farne un distillato, da bere in compagnia, per le festività Pasquali.

Quei Semi? : L’Umanità!

 La ricetta.

Ingredienti:
10 melagrane
un litro di alcol alimentare, a 90 g.
un pizzico di cannella in polvere
300 gr. di zucchero
mezzo litro di acqua
Mettete in fusione nell’alcol i semi delle melagrane, aromatizzando con la cannella in polvere. Lasciate macerare per circa un mese.
A parte, scaldate l’ acqua; appena tiepida sciogliete lo zucchero e mescolate continuamente fino a che non ottenete uno sciroppo trasparente. Lasciate che raffreddi, poi unite all’alcol. Filtrate con carta assorbente e imbottigliate.



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