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Slow juice, estratto o cibo vivo: la rivoluzione in un bicchiere

Creato il 16 marzo 2017 da Kia

Slow juice, estratto o cibo vivo: la rivoluzione in un bicchiere

Questo post nasce dopo un lunghissimo lavoro di ricerca, stesura ed esperimenti su campo.

La mia mente scientifica mi ha suggerito il modus operandi perfetto per scoprir tutto ciò che di utile esiste in fatto di estratti, estrattori, slowjuicer o comunque vogliate chiamare questa rivoluzione tutta veggie.

Slow juice, estratto o cibo vivo: la rivoluzione in un bicchiere

Ebbene, per onestà intellettuale, non posso esimermi dal confessare che il virus degli estratti mi è stato inoculato in maniera irresponsabile da una coppia di amici che, inaspettatamente, ha deciso di acquistare il primo estrattore di succo nel periodo natalizio.

Dopo pochissimi giorni la Juice Art Plus campeggiava a casa mia in cucina fiera ed in tutta la sua imponenza pareva dire “eccomi qui, sono arrivata e ti stupirò”.

Ho scoperto che in commercio esistono un fantastilione di estrattori di succo (attenzione eh non centrifughe mi raccomando, sarebbe come dare del gatto siamese ad un cane da tartufo, non si fa insomma!)

Partiamo quindi dalle basi: perché mai ho bisogno di un nuovo aggeggio mangia elettricità in casa? perché a differenza di una centrifuga o di un frullatore, l’estrattore, cambia solo la forma senza alterare la sostanza in alcun modo di ciò che estrarrà.

Perché un estratto pronto da bere ha dei tempi di assorbimento ridottissimi se confrontati alla frutta e verdura mangiata per intero (e come fare ad ingurgitarne tanta poi!?) e soprattutto ha un’altissima digeribilità.

Slow juice, estratto o cibo vivo: la rivoluzione in un bicchiere

L’uso quotidiano di estratti all’interno di un regime nutrizionale sano ed equilibrato migliora l’intero organismo sia dal punto di vista immunitario che dal punto di vista dell’apporto vitaminico, di sali minerali, di fibre (anche se in piccola parte) e di enzimi, inoltre aiuta una disintossicazione efficace e migliora sia lo stato nervoso che quello muscolare.

Slow juice, estratto o cibo vivo: la rivoluzione in un bicchiere

Mi spiego meglio: una centrifuga, vista la sua altissima velocità, è sì in grado di rendere solubili vitamine, sali minerali e tutto ciò che frutta e verdura contengono ma ne dissipa anche molte di queste, quelle termolabili ad esempio, visto che la forza con la quale girano le sue lame fa si che si sviluppi sufficiente calore che, come detto, fa svanire molte vitamine importanti.

Inoltre subentra anche il fattore ossidazione a causa della presenza di alta ossigenazione.

Ma non solo, in fatto di resa e di bontà, un estratto è in una scala da 1 a 10 posizionato sul gradino più alto rispetto ad un centrifugato (provare per credere!)

L’estrattore non sminuzza ma spreme quindi ciò che si avrà sarà un succo omogeneo e che tenderà a separarsi dopo davvero lungo tempo.

Nel caso del frullatore poi le cose sono ancora più “grossolane”: lui fa quel che deve, frulla e basta così.

L’estrattore invece lavora in modo molto diverso.

Innanzitutto niente lame ma una semplice enorme vitona, meglio detta coclea. Questa è la vera responsabile di tutte le buone qualità che avrà il nostro estratto, lei assieme alla potenza che il nostro marchingegno possiede nel motore.

Un buon estrattore non deve mai superare i 40-80 giri al minuto (una centrifuga può raggiungere anche i 15mila giri al minuto!)

Naturalmente un estratto appena fatto è bene che venga consumato subito o quasi, in ogni caso non superando la giornata per evitare l’ossidazione che inevitabilmente avverrà e tenendolo ben chiuso in una bottiglia di vetro.

Slow juice, estratto o cibo vivo: la rivoluzione in un bicchiereUn estratto quindi é da ritenersi a tutti gli effetti un succo vivo e dotato di un’altissima biodisponibilità di nutrienti.

Detto questo la scelta che farete se deciderete di portarvi a casa un estrattore probabilmente sarà dettata dalla fascia di prezzo, dal design e dalla durata che volete abbia il vostro elettrodomestico.

Naturalmente più la fascia di prezzo sale, maggiore sarà la possibilità che il vostro estrattore di succo duri nel tempo ma, se c’è qualcosa che nella mia famiglia mi è stato insegnato, è che se gli oggetti vengono tenuti bene, con riguardo e parsimonia di solito hanno una buona e lunga durata.

Ebbene la mia scelta è stata quella di selezionare un estrattore di buona qualità ma economico, con garanzia italiana e con molte recensioni positive.

Slow juice, estratto o cibo vivo: la rivoluzione in un bicchiereHo scelto L’RGV Juice Art Plus che lavora a 60 giri al minuto e che, a differenza del modello standard, mi permette di inserire frutta e verdura senza tagliarla in alcun modo.

La potenza del motore è di 150Watt e, contenitori a parte (che possono essere tranquillamente sostituiti con due brocche di vetro), è BPA free.

Slow juice, estratto o cibo vivo: la rivoluzione in un bicchiere

Assieme all’estrattore viene fornito un piccolo ricettario, onestamente mi sono premunita di un paio di libri che ho ritenuto utili e ben fatti per iniziare le mie sperimentazioni in fatto di estratti di succo, loro proprietà e miglioramento della salute.

Slow juice, estratto o cibo vivo: la rivoluzione in un bicchiere

Il primo “Succhi+” di Kara M.L.Rosen, la fondatrice di Plenish edizioni Gribaudo ed il secondo invece, con un taglio molto più manualistico “Succhi freschi di frutta e verdura” di Norman Walker pioniere del movimento crudista, Macro edizioni.

Slow juice, estratto o cibo vivo: la rivoluzione in un bicchiereIl primo, dalla grafica meravigliosa come la maggior parte dei libri della Gribaudo, permette di prendere la mano e giocare in maniera fantasiosa con frutta e verdura, è molto divulgativo, se mi concedete il termine ed adatto praticamente a tutti. Il secondo invece è un libro consigliato certamente a chi già si intende o comunque è appassionato di nutrizione. E’ ricco di informazioni su malattie, disturbi e salute ed è corredato da utilissime tabelle nutrizionali.

Queste le mie tre ricette preferita tratte da Succhi+

Dolce, sexy …verde un succo alcalinizzante e dalla facilissima bevibilità

lattuga, pera, spinaci, cavolo nero, broccoli, basilico, cetriolo

Succo super detox perfetto per un fegato affaticato

barbabietole, cavolo nero, carote, limone

Antistress combatte gli alti livelli di cortisolo ed è ricco di serotonina naturale

bietole, sedano, kiwi, arance

Sottolineo che nel testo si consiglia di mondare e pelare frutta e verdura: sappiate che scegliendo frutta e verdura biologica io non lo faccio mai (tranne che nel caso di kiwi o ananas ovviamente…)

Con il tempo, almeno a me è successo così, imparerete a scegliere da voi e miscelare cosa riterrete più utile e gustoso, con prove ed errori capirete in breve tempo ad esempio che un piccolo pezzo di barbabietola o di carota aggiunto ad ogni estratto rende tutto piacevolmente dolce anche se avete esagerato con la kale.Slow juice, estratto o cibo vivo: la rivoluzione in un bicchiere

Ma ancora, che se il sedano è perfetto per tutti quelli che consumano cibi ricchi di zuccheri raffinati e amidi ma che non bisogna mai aggiungerlo all’inizio del processo estrattivo bensì come elemento finale così da non stressare eccessivamente l’estrattore con grandi quantità di fibre di scarto.

Slow juice, estratto o cibo vivo: la rivoluzione in un bicchiereQuello che è accaduto a me è che dopo la venuta del piccolo di casa il mio frigorifero, già normalmente ricco di frutta e verdura, si è ritrovato sull’orlo dell’esplosione. Fidatevi l’effetto estrattore vi contagierà!

Ci tengo ad aggiungere un piccolo dettaglio.

Probabilmente alcuni di voi si staranno chiedendo: e lo scarto?

lo scarto c’è ed è asciuttissimo e rappresentato quasi completamente da fibra. Cosa se ne può fare?

Slow juice, estratto o cibo vivo: la rivoluzione in un bicchiere

Prima cosa si può decidere di mangiarlo aggiungendolo a ricette di biscotti, torte o crackers oppure di essiccarlo e ridotto in polvere aggiungerlo come colorante naturale ai nostri preparati (culinari e non).

A breve pubblicherò le mie ricette fantasiose e creative a riguardo così toccherete con mano le mille opzioni possibili a tutta fibra super colorata che ognuno di voi può realizzare facilmente con le proprie mani!
Ma ancora si può decidere di non consumarlo ma di trasformarlo in compost.
Aggiunto in compostiera simula egregiamente sfalci d’erba e la classica aggiunta di quotidiani.

A voi la scelta. Per quanto mi riguarda, alle volte, gli scarti li uso altre volte li metto in compostiera.

Considerata ka quantità produttiva è inevitabile che il cumulo di compostaggio a volte ne tragga benefici.

L’importante naturalmente è trovarne un valido utilizzo.

Infine sottolineo che ho amici che hanno altri tipi di estrattori e più o meno tutti fanno la stessa cosa, alcuni sono più carini, altri meno ingombranti o più veloci da pulire. Naturalmente, come sempre, io vi ho raccontato la mia esperienza personale sperando di poter essere d’aiuto a qualcuno che ancora si chiede come, cosa e perchè avere in casa una slow juicer.

Slow juice, estratto o cibo vivo: la rivoluzione in un bicchiere

L'articolo Slow juice, estratto o cibo vivo: la rivoluzione in un bicchiere proviene da Equo, eco e vegan*.


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