Magazine Salute e Benessere

Smartphone e sonno: i retroscena di un rapporto problematico

Creato il 03 febbraio 2017 da Slowsleep

Smartphone e sonno: i retroscena di un rapporto problematico“Ancora un minuto!”, quanti genitori si sono sentiti dire questa frase all’ennesimo richiamo per mandare a letto i figli, rapiti dal tapping sullo schermo dello smartphone. E quanti di noi si sono detti la medesima frase indugiando sul flusso di Facebook e sui messaggi di Whatsapp, allo scoccare delle ore piccole.

Ebbene, gli effetti dei telefonini sul sonno non riguardano solo il tempo sottratto al dormire: è di poche settimane fa la pubblicazione di una ricerca dell’Università della California che mette in relazione uso costante dello smartphone e scarsa qualità del sonno.

Il rapporto fra sonno e uso massiccio del telefonino era stato già indagato a partire dal 2008, quando il fenomeno smartphone non era ancora sbocciato, ma già la semplice messaggistica dell’epoca, costituiva un problema per coloro che si apprestavano a coricarsi. Lo studio metteva in luce una riduzione della quantità di sonno profondo, attribuita in particolar modo alle radiazioni con frequenza di 884 MHz.

In generale gli esperti si soffermano su 2 aspetti che legano il cattivo riposo al cellulare:

  • da una parte ci sono le sollecitazioni luminose, che si verificano anche in presenza della suoneria disattivata, e che sono in grado di ostacolare la produzione della melatonina perché le lunghezze d’onda generate dai piccoli monitor sono proprio quelle a cui la retina è maggiormente sensibile
  • dall’altra i livelli di attivazione, che specie quando si innesca una conversazione e ci si aspetta un’azione da parte dell’interlocutore, rimangono alti e impediscono il giusto relax necessario a un addormentamento naturale.

Rimane quindi sempre valido il consiglio di eliminare tutti gli elettrodomestici dalla camera, smartphone compreso, e allestire al meglio l’ambiente dedicato ai sogni. In particolare, queste regole vanno fatte rispettare ai ragazzi, che in diversi studi appaiono come i soggetti meno propensi a staccarsi dalle “infernali macchinette”.

PS: il problema è diffuso oltre ogni immaginazione, cosa succede se iniziate a scrivere su Google “Come spegnere”? Provare per credere!


Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :