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Social Media Analytics: cosa ho imparato alla #SMWmilan e cosa avrei voluto imparare

Da Eartgaia88 @earthgaia88

Una delle cose con cui ho iniziato a lottare in questo periodo della mia vita sono i social media. Noi di Veespo siamo una startup, non possiamo permetterci un social media manager, un esperto di comunicazione, branding, facebook, twitter, pinterest e chi più ne ha più ne metta. Risultato? Non ho mai fatto nulla del genere, ma me ne occupo io.

Quale evento più calzante quindi della Social Media Week per me che di social media capisco quanto una velina di politica?

L’evento di ieri “Social Media Analitycs: il marketing diventa sempre più datacentrico” ospitava i dirigenti delle più importanti aziende di monitoraggio digitale: Vincenzo Cosenza ( BlogMeter), Federica Ianiro (Socialbakers), Roberto Cipollini (Pick1), Cosimo Palmisano (Ecce customer), Valeria Severini (Freedatalabs), con la moderazione di Marco Massarotto ed Eleonora Cipolletta di Hagakure.-

Ecco il vademecum che ne ho tirato fuori:

  • Le informazioni raccolte nell’ascolto della rete devono essere condivise in tutti i dipartimenti aziendali. Solo così gli investimenti in personale e strumenti per l’analisi dei social network possono essere scalabili e l’intera azienda può prendere decisioni che non riguardano solo i contenuti e il coinvolgimento degli utenti online, ma il prodotto stesso, fino ai fornitori.

“Far scalare i dati social in tutti i dipartimenti è l’unico modo per usarli per FARE I SOLDINI” @cosmicpalmisano #smwmilan

— Gaia Costantino (@earthgaia88) 19 febbraio 2013

  • Come creare contenuti di valore? Si individuano i temi più “caldi” (i trending topics) della settimana e da lì parte il piano editoriale. “Cosa interessa alla mia community?” questa la domanda da porsi. Per essere i più gagliardi esistono sistemi di “prediction” che indicano quali SARANNO gli argomenti più caldi, tu li posti per primo e il gioco è fatto.
  • Il “Tone of voice”, lo stile di scrittura, è fondamentale. Ogni community ha il suo stile generale di comunicazione (estroverso, emozionale, accurato, aperto alle esperienze, critico). Individua qual è quello della community che ti interessa e scrivi con quel tono.
  • Analizza i comportamenti social dei tuoi competitors: quali sono le campagne social intraprese dai concorrenti che portano più iterazione? Quali quelle in cui puoi “intrufolarti”? (per esempio con twitter puoi comunicare a tutti i follower di un’azienda concorrente e guerreggiare real time)
  • Analizza il tuo ritorno di investimento creando degli indicatori che riflettano la realtà della rete: il numero di fan su facebook è un dato storico, non indica qual è l’interazione della rete intorno al tuo brand. Quanti dei 100.000 fan e followers sono veri clienti? Quali sono quelli il cui coinvolgimento vale di più per la tua azienda? Indirizza i tuoi sforzi nella direzione più redditizia.

Quello che avrei voluto imparare

Portare esempi come quelli di Samsung o Msc Crociere non ha molto valore per me che lavoro in un’azienda di meno di 10 persone. Ecco qualche interrogativo fondamentale ancora aperto:

  1. Quali sono i macro obiettivi che una piccola azienda in crescita deve porsi e come misurarli?
  2. Quali sono gli strumenti che aiutano nella creazione di contenuti da un lato di valore per gli utenti e dall’altro coerenti con il branding?
  3. Come misurare le loro performance?

Spero non mi ci voglia la SMW2014 per rispondere!



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