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Sognava di diventare attore. Ma oggi è con la sua barca che vive e ha sconfitto la sua crisi.

Creato il 15 aprile 2014 da Goodmorningumbria @goodmrnngumbria

massMassimiliano Gori, classe ’94, fa il pescatore a Sant’Arcangelo, una frazione di Magione, nel Perugino, affacciata sul Lago Trasimeno. Un diploma in Ragioneria e poi il lavoro di suo nonno, che l’ha avviato. “Non mi sono dannato a cercare un altro impiego – dice- Alla pesca si dedicava la mia famiglia e poi stare a contatto con la natura mi fa stare bene. Certo, fare il pescatore richiede enormi sacrifici. Non esistono giorni di festa, lavoro anche la domenica e mi alzo all’alba. Il lago non è il mare, né l’oceano, ma si corre il rischio di non uscirne vivi in giornate di pioggia o di vento. In più, la pesca è un’incognita. Puoi tornare a casa con le reti vuote. E sai quante volte mi capita?

Però, nessuno mi corre dietro o mi dà ansia. Lavoro, seguendo i ritmi della natura. Vado lento e mi godo uno dei laghi più belli d’Italia”. 

La tua giornata?

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“Come ti ho detto – dice Massimiliano – mi sveglio che è ancora buio. Poi tiro le reti che ho calato nel Lago il giorno prima e porto quello che ho pescato (carpa, persico, luccio, anguilla, gamberi, agoni) ad una cooperativa locale. Ancora non sono ai livelli di certi pescatori, però, me la cavo. Certe volte, quando sono fortunato arrivo anche al quintale. In genere, però, si pescano i 20, 25 chilogrammi al giorno.”.
Per il momento Massimiliano non cerca altre attività. Sì, ha degli hobby, come il cinema. E un sogno: viaggiare. Ma è felice.

“Sono fortunato – spiega – tanti ragazzi della mia età sono disperati, perché vivono ancora con i genitori e non hanno un reddito. Io no. Sono indipendente. Ripeto, la mia vita non è facile, i sacrifici li faccio, ma ho il Lago, che mi ha aiutato a risolvere anche un periodo nero. Non è un bel momento per noi giovani, ma a quelli che mi chiedono un consiglio, dico sempre di non mollare. Prima o poi qualcosa arriva. Io ho anche la fortuna di condividere le mie giornate in barca con un mio amico, Simone, e il maestro Massimo Cialini.
Se mi sento tosto? Sì, ora uno scopo ce l’ho. Ho buttato alle spalle gli anni più tormentati. E ogni tanto mi concedo anche una serata sfrenata in discoteca. Mi piace tutto quello che ho”.

Cinzia Ficco



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