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Sosteniamo il documentario di Nadia Pizzuti su Lina Mangiacapre, artista napoletana simbolo del femminismo

Creato il 12 dicembre 2014 da Nottetempoblog @Nottetempoblog
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Lina Mangiacapre

«Ma tu chi sei che avanzando nel buio della notte inciampi nei miei più segreti pensieri?».

Nadia Pizzuti, giornalista, cineasta e scrittrice. Nata a Roma nel 1957, mi sono laureata in scienze politiche a Bologna e ho studiato cinema a Parigi. Negli anni Novanta ho diretto la sede dell’agenzia ANSA a Teheran, prima corrispondente donna della stampa internazionale accreditata nell’Iran post-rivoluzionario. Da tale esperienza ho tratto ispirazione per un saggio Mille e un giorno con gli ayatollah (Datanews 2002), e un romanzo-verità, Il giardino di Shahrzad (Il Dito e la Luna, 2006), pubblicato anche in Francia e Spagna.

Alla fine degli anni Novanta ho scritto e realizzato alcuni cortometraggi con il gruppo femminista romano ‘Una volta per tutte’, tra cui Carte false, presentato al Festival internazionale del film lesbico e femminista di Parigi, e Vicine di casa, dedicato alle donne della ex Jugoslavia. Una mia sceneggiatura, Idillio, ha avuto una segnalazione della giuria al Festival Internazionale Gay e Lesbico di Torino (1996).

Nel 2011 ho lasciato l’ANSA e sono tornata a dedicarmi al cinema, organizzando tra l’altro una rassegna intitolata Cinepioniere, da Alice Guy a Dorothy Arzner alla Casa internazionale delle donne di Roma, poi portata all’estero. Nel 2012 ho realizzato il documentario Amica nostra Angela, dedicato alla filosofa femminista napoletana Angela Putino.  Il film è stato presentato in molte città italiane e in due rassegne, tra cui il festival di cinema Some Prefer Cake di Bologna.

Il nuovo progetto:

Sto lavorando alla realizzazione di un documentario su Lina Mangiacapre:Napoletana, artista totale, femminista. Lina Mangiacapre ha lasciato una vasta produzione come pittrice, romanziera, poeta, fotografa, musicista, sceneggiatrice, regista di cinema e di teatro, critica cinematografica, editrice.

Per lei l’arte e la creatività erano forme di lotta per la liberazione delle donne, erano già politica. Erano politiche le azioni performative delle Nemesiache – il collettivo da lei fondato nel 1970 tra Napoli, Milano, Roma e Parigi – uno dei gruppi più rappresentativi del movimento femminista, ed era politica la Rassegna del Cinema femminista di Sorrento ‘L’altro sguardo’ da lei lanciata nel 1976, primo festival del genere in Europa.

La ricerca di libertà di Lina Mangiacapre si rispecchiava nel suo look provocatorio e senza tempo: i fantasiosi abiti mitologici, dark o punk rock con cui amava coprirsi il corpo sottile, i cilindri e le bombette, i  grandi occhiali a farfalla, le ciocche di capelli colorate, il suo aspetto androgino – queer ante litteram – sono rimasti impressi nella memoria di chi l’ha conosciuta.

Si firmava Némesi come fondatrice del collettivo e della cooperativa (oggi associazione) Le Tre Ghinee/Nemesiache e Màlina come pittrice. Poneva il mito al centro della sua ricerca e ideò la “psicofavola”, metodo teatrale e di autocoscienza. Nel 1987 creò il Premio Elvira Notari (ora Premio Lina Mangiacapre) tuttora assegnato alla Mostra cinematografica di Venezia; nel 1990 la Presidenza del Consiglio dei Ministri le assegnò il Premio per la cultura e nel 1996 realizzò lo spot “Da elettrici a elette” per la Presidenza del Consiglio per celebrare il 50/o anniversario del voto alle donne.

Conduceva una vita nomade tra Napoli, Roma e Parigi. Ė morta a 56 anni, il 23 maggio 2002 a Napoli, dove a breve le verrà intitolata una strada.

Fra le sue opere si ricordano i romanzi Pentesilea, Faust Fausta, Il mare sarà solo; le raccolte di poesie Donne e Unicorni e Amazzoni e Minotauri, i film Le sibille, Didone non è morta, Faust Fausta, e le opere teatrali Cenerella, Eliogabalo, Siamo tutte prigioniere politiche.

Il documentario  – che avrà una durata di circa 50 minuti – coglierà la figura di Lina Mangiacapre nelle sue metamorfosi, esplorando percorsi fra loro collegati e valorizzando la sua verve ironica e a tratti giocosa. Sarà un film quasi interamente di montaggio, senza testimonianze dirette. Il filo narrativo e la ricostruzione del suo universo saranno affidati in gran parte alle sue parole, ai testi e alle poesie, alle immagini, alle voci e alla musica, con il coinvolgimento delle Nemesiache, che racconteranno qualcosa di lei scegliendo ciascuna una propria forma espressiva. Ci saranno anche alcune vignette e un paio di scene di animazione ed è previsto l’utilizzo di voci fuori campo.

1) Transfemminismo

Concetto derivante dall’identificazione di Lina con la figura dell’androgino. Ė alla base del romanzo ‘Faust Fausta’, del ‘Cabaret delle Nemesiache’ e di azioni quali l’irruzione delle Nemesiache con abiti maschili durante un convegno a Napoli nel 1982.

2) Corpo Mare

Denuncia dell’inquinamento ambientale e riappropriazione artistica del territorio mitico-archeologico e contemporaneo a Napoli e ai Campi Flegrei.

3) Ci sono guerre sorella che non si possono non combattere

La storia militante di Lina dopo il  ’68, l’arte come strumento politico, le manifestazioni femministe, il lavoro con le donne ricoverate nell’ospedale del Frullone a Napoli, le performances e le azioni teatrali assieme alle Nemesiache.

4) Il cinema sarà la nostra vendetta

La ricerca di Lina sul cinema come “sintesi di tutte le arti”, la rassegna femminista di Sorrento, i suoi film.

SCHEDA TECNICA E ARTISTICA

Regia: Nadia Pizzuti

Soggetto: Tristana Dini e Nadia Pizzuti

Sceneggiatura: Nadia Pizzuti

Musiche: Lina Mangiacapre con Le Nemesiache, Stefania Tarantino.

Direttore della fotografia: Emanuela Pirelli

Vignette e animazione: Susanna Martín

Voci fuori campo: Cristina Donadio, Enza Di Blasio, Teresa Mangiacapra (Nemesiache)

Aiuto regista: Lina Cascella

Montaggio: Sara Pazienti

Comunicazione social: Nicolette Mandarano

Il progetto si avvale della collaborazione di Teresa Mangiacapra con l’associazione Le Tre Ghinee/Nemesiache e del collettivo Adateoriafemminista. 

PERCHE’ SOSTENERE IL PROGETTO?

PERCHE’

è importante riattualizzare il ricordo di persone che hanno lasciato un segno nell’immaginario di una comunità, divulgandolo a un pubblico più ampio.

PERCHE’

la bella accoglienza ricevuta dal mio documentario, “Amica nostra Angela”, dedicato alla filosofa femminista napoletana Angela Putino, mi ha incoraggiata a lanciarmi in un progetto su un’altra donna che ha indicato percorsi originali per la libertà femminile e che, pur avendo un ampio raggio d’azione, era fortemente radicata nel territorio. Vorrei dunque aggiungere un tassello alle ricerche – anche accademiche – in corso su Lina Mangiacapre.

PERCHE’

Questo progetto è stato lanciato anche grazie all’entusiasmo e alla collaborazione di giovani donne precarie, napoletane e romane. E l’intento è quello di realizzarlo interamente con professionalità femminili.

La campagna di crowdfunding servirà a sostenere la prima fase del progetto – inclusi i compensi per le persone che vi stanno già lavorando – e una parte delle spese di postproduzione.

Allora DONATE, DONATE, DONATE quanto potete o volete, anche solo 5 euro. Sommato ad altri il vostro piccolo contributo non sarà solo una goccia nel mare!  

NOTA BENE:

Se non hai un account paypal ma vuoi sostenere il progetto puoi fare un versamento tramite bonifico bancario a:

Nadia Pizzuti \ CHE BANCA \ IBAN: IT 74 P 03058 01604 100571275289

mettendo nella causale: donazione documentario

L’ASSOCIAZIONE LE TRE GHINEE/NEMESIACHE

L’associazione Le Tre Ghinee/Nemesiache  prosegue un percorso iniziato nei primi anni  ’70 come cooperativa. Fondato da Lina Mangiacapre a Napoli, il collettivo poneva la creatività al centro del proprio lavoro politico e si è sviluppato attraverso il teatro e altre forme artistiche a Roma, Milano e Parigi. Ha svolto numerose attività, tra cui la pubblicazione di “Manifesta”, un trimestrale  aperto alla riflessione teorica e filosofica, alla ricerca sull’immagine filmica e sulle arti visive, sulla poesia e la scrittura; l’organizzazione di rassegne cinematografiche, la produzione e distribuzione di corti e lungometraggi, l’editoria, la realizzazione di mostre d’arte multimediale  e l’assegnazione,  nell’ambito della Mostra Internazionale del cinema di Venezia, del premio Elvira Notari (oggi intitolato a Lina Mangiacapre)  al film che mette in rilievo l’immagine della donna in una diversa chiave interpretativa, protagonista e non vittima della storia.  La consegna del premio avviene a Napoli. 

http://www.linamangiacapre.it

 

ADATEORIAFEMMINISTA

Adateoriafemminista è  una rivista online fondata nel 2006 da Angela Putino e Lucia Mastrodomenico. La proposta politica di Ada è quella di fare teoria agganciandosi alle pratiche, di precisare punti di avvistamento a partire dalle teorie femministe. Il collettivo di redazione s’incontra a Napoli intrecciando la passione per la teoria con l’amore critico per la città. Si sperimentano letture del reale a partire da teorie e pratiche femministe “situate” a sud. Il collettivo è formato da Maria Rosaria Corcione (direttora) Maria Vittoria Montemurro, Nadia Nappo, Tristana Dini, Stefania Tarantino, Stefano Perna.

http://www.adateoriafemminista.it/

Sosteniamo il documentario di Nadia Pizzuti su Lina Mangiacapre, artista napoletana simbolo del femminismo

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