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Sotto la sabbia – L’ordito minimo della realtà

Creato il 14 maggio 2017 da Straker
Sotto la sabbia – L’ordito minimo della realtà
Pubblichiamo la recensione di un importante documentario realizzato dal giornalista Fausto Trombetta: sebbene il reportage, intitolato “Sotto la sabbia – L’ordito minimo della realtà”, non affronti in modo esplicito il tema della biogeoingegneria clandestina alias scie chimiche, vi si squaderna un inquietante spaccato delle varie fonti di inquinamento (Ostia è un caso limite, ma la situazione altrove non è rosea né molto differente), in particolare con l’elettrosmog che, come è noto, è legato al problema della “guerra ambientale”. Il reportage si segnala, oltre che per efficacia nell’informazione, per l’accuratezza nella regia, nel montaggio e nella sceneggiatura. Di seguito la presentazione firmata da Marco Claudio Fusco.
Si intitola "Sotto la sabbia - L'ordito minimo della realtà", il documentario scritto e diretto dal giornalista Fausto Trombetta. Dopo un lungo anno di presentazioni nei festival e in diversi contest internazionali, è finalmente disponibile una versione on line della produzione, in cui si racconta il dramma delle patologie oncologiche. In “Sotto la sabbia” si snocciolano le testimonianze ed i numeri di Ostia dove si osserva una notevole incidenza di malattie tumorali e leucemie infantili, tra le più alte d'Italia. Attraverso la testimonianza di medici, pazienti, specialisti, genitori di bambini affetti da leucemia, associazioni e semplici cittadini, è stato possibile disegnare un quadro generale della situazione del decimo municipio di Roma..
Sotto la sabbia – L’ordito minimo della realtà
Il regista: "Ostia è una bomba ecologica".
Mediamente un uomo su due ed una donna su tre si ammalano di una neoplasia. In Italia ogni giorno mille persone scoprono di essere malate. In media, un uomo ogni tre ed una donna ogni sei muoiono per patologie oncologiche. Secondo il regista Fausto Trombetta, il dato su Ostia è superiore alla media nazionale. L’autore denuncia l'assenza di un registro dei tumori e la scarsità di dati epidemiologici, tuttavia i numeri disponibili sono impressionanti: circa 12 mila ricoveri annui, con il 75% di degenze per tumori maligni. La "World Foundation of Urology" sulla questione si è espressa in maniera inequivocabile, dichiarando che sul litorale romano si muore troppo a causa del cancro. I dati dell'ospedale “G.B. Grassi” a cominciare dalle cartelle cliniche, lasciano emergere l'aumento di patologie dell'apparato respiratorio. Il Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale registra, in uno studio recente, come il numero di leucemie infantili sia superiore del 30% rispetto alla media nazionale.
Nonostante questi dati allarmanti, il fenomeno non è affrontato con la dovuta serietà dalle autorità politiche e sanitarie locali.
Nel documentario si snodano le testimonianze di tante persone che hanno vissuto in prima persona la tragedia della malattia. Non mancano i tentativi di indicare alcune piste, per identificare le cause. Nel reportage, le idee di Fausto Trombetta sono molto chiare: "Ostia non è la Terra dei fuochi. Qui il mostro è mimetico e tentacolare". Sotto accusa nel documentario: l'inquinamento elettromagnetico, le radiazioni ionizzanti dalle nuove scogliere frangiflutti, la presenza di tetti e coperture in Eternit, strutture che rilasciano polveri d'amianto; l'uso di diserbanti, l’uso di pesticidi e concimi chimici nelle campagne.
Fonte: blastingnews

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