…chi è la più bella del reame?
Sembra proprio che attualmente il modello proposto dai media e accettato dalla società sia quello che fa coincidere il concetto di bellezza con quello della magrezza. Magro è bello, magro è sano, magro è giusto. Se sei magro hai maggiori possibilità di fare successo, sarai apprezzato e stimato da tutti, a prescindere. Il messaggio che passa è dei più errati e crea innanzi tutto aspettative illusorie e non di meno un’immagine malata di un ideale modello. Parte in questo modo una vera e propria corsa alla magrezza, da raggiungere subito e senza troppi sforzi. Magra ad ogni costo, anche a quello della propria salute e, nei casi estremi, della vita.
Portare all’estremo un concetto non è mai positivo. Le reazioni al modello proposto sono infatti varie e molteplici; se da una parte troviamo chi rifiuta in toto l’atto di alimentarsi o non resiste all’impulso e viene colto da forti sensi di colpa poi, dall’altra abbiamo casi in cui il cibo diventa un rifugio, un sopperire alle mancanze, una sicurezza. L’obesità grave è una patologia tanto pesante e complessa quanto l’anoressia o la bulimia. Queste malattie hanno tutte e tre una componente psicologica alterata molto forte, ma spesso vengono considerate solamente a meri disturbi alimentari.
L’alimentazione rappresenta il primo gesto per mantenere sano e funzionante il nostro organismo. È essenziale e indispensabile per mantenere e regolare il metabolismo e le funzioni vitali quotidiane. Gli alimenti che ingeriamo non hanno solo il compito di appagare il nostro palato o soddisfare la sensazione di fame, ma dopo esser stati digeriti vengono assimilati e distribuiti all’interno del corpo a svolgere determinate funzioni. Ogni classe di alimento ha una funzione diversa: gli zuccheri e i grassi hanno una funzione energetica e contribuiscono a mantenere attivo l’organismo e il cervello, le proteine hanno una funzione plastica, costituiscono i muscoli e in genere sono i principali costituenti delle cellule sia animali che vegetali. I sali minerali e le vitamine svolgono una funzione regolatrice e non bisogna dimenticare l’importantissima funzione di riserva che svolgono i grassi. Alcuni alimenti sono detti “essenziali”, quelli che il nostro organismo non è in grado di sintetizzare da sé e che quindi occorre introdurre dall’esterno, come alcuni amminoacidi, i costituenti delle proteine, alcuni acidi grassi e le vitamine.
Risulta quindi chiaro come ogni piccola variazione ad una dieta equilibrata, che prevede l’assunzione di tutti i nutrienti in quantità adeguate, sia un vero e proprio azzardo e possa comportare gravi scompensi nell’organismo. È necessario seguire una dieta (dal latino diaeta, modo di vivere, regime) che sia prima di tutto sensata.
La falsa proposta di un dimagrimento efficace e veloce che riempie le riviste o il web con diete miracolose costituisce la maggior parte delle volte una minaccia. Non solo perché il messaggio potrebbe arrivare a persone fragili emotivamente, estremamente giovani o incoscienti, ma anche perché potrebbero davvero, se messe in atto, alterare gli equilibri fisiologici e metabolici del nostro corpo causando vere e proprie patologie.
Spesso queste diete estreme vengono affiancate dall’uso di farmaci anti-fame, sponsorizzati ed acquistati illegalmente sul web. Queste classi di farmaci, che sono chiamati anoressizzanti, sono dei derivati anfetaminici. In particolare la Fendimetrazina è stata da pochi mesi vietata dal Ministero della Salute in quanto ritenuta pericolosa e dannosa per la vita ed inserita nella tabella delle sostanze stupefacenti, da usare e prescrivere quindi con estrema cautela. Questa sostanza infatti ha un’azione eccitante simile a quella della cocaina e provoca un aumento della pressione e del ritmo cardiaco. Potrebbe addirittura portare alla morte. La Fendimetrazina faceva parte dei farmaci magistrali, cioè preparati estemporaneamente dal farmacista stesso, dopo consegna di ricetta medica valida. Luciano Caprino, farmacologo all’università La Sapienza di Roma, afferma: “è possibile che qualche farmacista ne abbia ancora e c’é sempre il rischio del mercato illegale, soprattutto su Internet”.
Particolarmente significativo è stato il caso di Silvia Lolli, ragazza romana morta a soli 29 anni nel 2003, colpita da una crisi acuta e fulminante d’asma allergica, probabilmente scatenata proprio da quelle stesse pastiglie a base di anfetamina che assumeva per dimagrire, per sentirsi bella ed accettata. Ciò che fa riflettere sono le dichiarazioni di alcuni vicini di casa che la ricordano come “una bella ragazza, vivace, allegra, tranquilla, con i capelli lunghi e certamente non grassa”.
Il problema quindi è che bisogna amarsi di più, ci sarà sempre una Biancaneve sicuramente più bella di noi ma non bisogna confondere la vita reale con la finzione dei modelli stereotipati.








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