Magazine Curiosità

Speciale: Antropoide; Propone; Rovinata

Creato il 09 maggio 2017 da Chinalski

I lettori ci scrivono

Ci ha scritto Giovanna Giordano.

— Pongo a te una questione che mi sta a cuore per conoscere il parere tuo e di altri lettori.
Oggi si chiama androide ogni automa dalle forme umane, anche quando tali forme sono squisitamente femminili. Per evitare di litigare tra un po’ e di dover distinguere tra androidi e ginoidi, non sarebbe meglio chiamarli fin da subito tutti antropoidi? Che cosa ne pensate? Perché non ci ha pensato nemmeno Google?
Ho provato a porre il quesito all’Accademia della Crusca scrivendo alla l’ora casella email, sulla loro pagina Facebook e su Twitter, ma non sono stata considerata nemmeno di striscio. Chissà se la Parolata è sensibile a questo argomento… —

Per fortuna c’è la Parolata, che non abbandona le sue lettrici e i suoi lettori, al massimo ne perde le mail.
Cominciamo con un po’ di ricerche.

Andròide
Derivato di andro- col suffisso -oide.
Aggettivo.
(medicina) Che presenta caratteri di tipo maschile.
Bbesità di tipo androide: quella nella quale l’accumulo di tessuto adiposo prevale nella metà superiore del corpo (a differenza di quanto si osserva nella obesità detta ginoide).

Sostantivo maschile e femminile.
Nel linguaggio della scienza e della fantascienza, automa di forma umana.
(estensione) Manipolatore automatico, usato per trattare sostanze delicate o pericolose, specialmente in laboratori di ricerca.

Andro- e -andro
Dal greco aner andros ‘uomo’.
Primo e secondo elemento di parole composte della terminologia dotta e scientifica, derivate dal greco o formate modernamente (come androfobia, andropausa, ginandro ecc.), nelle quali significa ‘uomo’ o indica comunque relazione con l’uomo o col genere maschile; nei termini botanici (come androforo, proterandro, ecc.) significa ‘stame’ o in genere elemento maschile.

Ginòide
(medicina) Che presenta caratteri di tipo femminile.
Obesità ginoide: quella nella quale l’accumulo di tessuto adiposo prevale nella parte inferiore del corpo (cosce e bacino) e da scarso sviluppo della muscolatura, tipico dell’obesità femminile.

Gino- e -gino
Dal greco gyne ‘donna’.
Primo o secondo elemento di parole composte della terminologia dotta e scientifica (come ginoforo, ginoide; androgino, misogino ecc.), in cui significa ‘donna, femminile’ e simili, o ha riferimento all’ovario delle piante.

Su queste definizioni i dizionari sembrano essere tutti d’accordo nella loro incoerenza: androide, nonostante andro- sia utilizzato sempre col significato specifico di ‘uomo’, quando si tratta dell’androide sembra prendere il significato di ‘essere umano’, al posto del più corretto antropo-.

Àntropo- e -antropo
Dal greco antrophos ‘uomo’.
Primo e secondo elemento di parole composte, derivate dal greco o formate modernamente (come antropofago, antropologo, antropomorfo ecc.), nelle quali significa ‘essere umano’.

Dalla pagina ‘android’ di Wikipedia inglese si legge: La parola è coniata dalla radice andro- ‘uomo’ (maschio, in opposizione a antropo. ‘essere umano’) e il suffisso -oide ‘dalla forma o dall’aspetto di’. Mentre il termine ‘androide’ è usato in generale in riferimento all’aspetto umano dei robot, un robot con aspetto femminile può anche essere indicato come un ‘ginoide’.

Insomma, anche in inglese l’incoerenza esiste. A questo punto l’errore è storico, magari dovuto al primo utilizzo con riferimento a un robot dall’aspetto umano ma che realizzava azioni considerate maschili, e poi il termine è rimasto associato ai robot umanoidi in generale. Ecco, da questo punto di vista il termine italiano ‘umanoide’ risulta più corretto di ‘androide’.

La Parolata propone

Vista la disquisizione precedente, la Parolata appoggia la proposta di Giovanna di usare il termine ‘antropoide’ piuttosto che ‘androide’ per indicare genericamente gli automi di forma umana, e sottopone alle sue lettrici e ai suoi lettori la questione.

La parola rovinata

BRESCIAMELLA
Salsa tipica lombarda indispensabile per la preparazione della famosa pasta al forno "alla Leonessa".

Di Franco Palazzi.


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