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Speciale: I Bastioni del coraggio

Creato il 22 settembre 2011 da Annalisaemme @annalisaemme

Speciale: I Bastioni del coraggio

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A.D. 1548. Una grande storia d’amore, di vendetta e di riscatto nella Milano della peste e dell’Inquisizione...
Speciale: I Bastioni del coraggio
Prezzo di copertina: € 20,00
Formato: RilegatoPagine: 468Lingua: ItalianoEditore: Mondadori
Collana: Omnibus italiani
Copertina: Luca TarlazziData di uscita: 02/11/2010Generi: Romanzo storico
Ducato di Milano, 1548. La dominazione spagnola sta devastando la città e il contado, le malattie sembrano inarrestabili, regna la disperazione. Un unico impulso, in questo mondo allo stremo: sopravvivere. Ma la paura della peste, il dilagare della superstizione, l’incombere dell’Inquisizione, la brutale arroganza dei potenti diffondono rabbia e miseria, cancellando qualsiasi speranza per i più deboli.
In questo clima di violenza Ludovico de Valois, arrogante e feroce vicario del Capitano di Giustizia, è l’uomo dal pugno di ferro. Ed è anche l’avversario contro il quale Fulvio Alciati, coraggioso soldato di ventura, dovrà fatalmente scontrarsi – dentro i ranghi della gerarchia militare così come nelle scelte etiche che s’impongono alla coscienza. Tra loro, due donne altrettanto indomabili e caparbie: la bella Mariangela Comencini, accusata di stregoneria e impegnata in una fuga senza fine dalla persecuzione dell’inquisitore Guaraldo Giussani; e la giovane Anita Polidori, preda del feroce comandante dal cuore nero, al quale però rifiuta di arrendersi, decisa a lottare per il proprio riscatto.
Un groviglio di passioni, odi e amori destinato a sciogliersi nell’implacabile resa dei conti tra Fulvio Alciati e Ludovico de Valois, che trascinerà tutti i protagonisti in un vortice di tragedia e redenzione.
Narrato con l’efficacia di un thriller ma sostenuto da una rigorosa ricostruzione storica, I bastioni del coraggio è l’affresco crudo ma anche epico, a tratti addirittura poetico, di un’epoca in cui il potere è assoluto, la crudeltà è norma e la compassione è sempre troppo lontana.

Speciale: I Bastioni del coraggio
Franco Forte è nato a Milano nel 1962, giornalista professionista, scrittore, sceneggiatore e consulente editoriale, ha pubblicato i romanzi "Roma in fiamme" (Mondadori 2011), "I Bastioni del Coraggio" (Mondadori 2010), "Carthago" (Mondadori 2009), "Operazione Copernico" (Mondadori 2009), opzionato da Dino De Laurentiis per una riduzione cinematografica, "La Compagnia della Morte" (Mondadori 2009), "La stretta del Pitone" (Mursia 2005), “Il figlio del cielo”(Mondadori 2000), “L’orda d’oro” (Mondadori 2000), da cui ha tratto anche uno sceneggiato TV su Gengis Khan prodotto da Mediaset. Sempre nel 2000 ha pubblicato “China Killer” (Marco Tropea Editore), un thriller di ambientazione milanese dai toni forti. Il suo esordio risale al 1990, con il romanzo “Gli eretici di Zlatos” (Nord). Nel 1996 ha pubblicato la raccolta di racconti “Chew-9” (Keltia Editrice). Per Delos Books ha pubblicato “Il Prontuario dello scrittore”, un manuale di scrittura creativa per gli autori esordienti, giunto alla sesta edizione e il saggio "Come partecipare ai premi letterari (e vincere)" insieme a Fabrizio Bianchini. Nel 2002 con Solid è uscito il romanzo “Ombre nel silenzio”, scritto insieme a Luigi Pachì. Come antologista ha curato i volumi “Fantasia”, “Horror Erotico” e “Cyberpunk” (Stampa Alternativa), “Terzo Millennio” (Avvenimenti), “Strani giorni” (Mondadori) e “I mondi di Delos” (Garden). Ha tradotto dall’inglese “Aristoi” e “Metropolitan” (Mondadori) e "L'era del flagello" (Delos Books) di Walter Jon Williams, “Meglio non chiedere” di Donald E. Westlake (Marco Tropea Editore), "Il segreto dei Donovan" di Frederik Pohl (Delos Books), "La guerra dei robot" di Harry Harrison (Delos Books) e, dal tedesco, “Q come Caos” di Falko Blask (Il Saggiatore).
Per Mediaset è autore per le serie TV "Distretto di Polizia" e "RIS: Delitti imperfetti", e ha scritto la sceneggiatura del film TV "Giulio Cesare".
Come giornalista collabora a diverse importanti testate ed è direttore responsabile delle riviste "Writers Magazine Italia", "Robot" e "Delos Network", il network di siti di Delos Books.
Il dolore.
Era la sola fiamma di luce che riusciva a intravedere nelle tenebre, e vi si aggrappò con tutte le forze. Era lì, pulsante ma difficile da associare a un punto specifico del suo corpo. Provò a rilassarsi, a lasciare che il panico, la confusione, il tremore si confondessero con le acque nere e immote della tenebra, quindi provò a riprendere lentamente consapevolezza di se stesso.

I Bastioni del coraggio è un appassionante romanzo di Franco Forte, ambientato nell’improba era della dominazione spagnola sul Ducato di Milano, intorno al XVI secolo.
La storia si snoda attraverso le vicende di cinque personaggi principali: il valoroso Fulvio Alciati, soldato di sventura che sogna di arrivare a Milano alimentato dalla sete di vendetta per la perdita della sua amata moglie; Ludovico di Valois, suo nemico giurato, spietato capitano di guarnigione in cerca di gloria e di potere; Anita Polidori, ragazzina coraggiosa che deve affrontare la morte dei genitori e la sopravvivenza in un mondo duro ed ostile insieme al fratellino; Mariangela Comencini, donna passionale in fuga dalle ingiuste accuse di stregoneria; l’inquisitore Guaraldo Giussani, suo persecutore, alla ricerca di misteriosi documenti da lei custoditi.
Fanno da cornice al susseguirsi di eventi dei protagonisti la povertà, la peste, i duelli tra cavalieri, gli stupri, le violenze ai danni dei più deboli, la disperazione ma anche qualche raro gesto di amicizia.
Ammirevole da parte dell’autore il suo ruolo di narratore super partes, che racconta i fatti senza propendere per il bene o per il male, senza schierarsi a favore di questo o quel personaggio, ma in grado comunque di dare forza e colore alla narrazione.
Il racconto è infatti ben strutturato, e i personaggi vanno incontro al loro destino in un climax ascendente di azioni e rivelazioni.
Si tratta di un romanzo epico, fatto di battaglie ed eroi, ma anche di persone umili ed indifese, l’epopea di un’era dipinta con grande maestria da un autore che si dimostra sempre all’altezza della situazione.
Durata della lettura: dieci giorniBevanda consigliata: vino rossoEtà di lettura consigliata: dai 16 anniVoto: 8 e mezzo  Franco Forte è sempre un ospite gradito da Tiffany's e, anche questa volta, non poteva mancare la sua intervista...
Buongiorno Franco e bentornato da Tiffany’s.
Ciao a Tiffany e a tutte le sue lettrici.
Lasciate le atmosfere dell’antica Roma, ci ritroviamo nel tuo romanzo, “I Bastioni del coraggio” nel XVI secolo, ai tempi bui e della peste della Milano sotto la dominazione spagnola. Da cosa è stata dettata la scelta di questa ambientazione storica?
Io sono milanese, e adoro la mia città, così come mi piace andare alla riscoperta del suo passato. Ho sempre scritto di Milano, a parte le mie incursioni nell’antica Roma, e durante le mie ricerche ho avuto la fortuna di imbattermi in un volume della Enciclopedia Treccani del 1948 interamente dedicato alla Milano del 1500. Una vera miniera d’oro che mi ha dato la possibilità di approfondire in maniera certosina ogni aspetto di quel periodo e dei grandi personaggi che ne hanno segnato la storia, come Leonardo da Vinci o Carlo Borromeo, che poi diventerà San Carlo. E così ecco che un momento della storia di Milano reso difficile dalle epidemie di peste, dalle frequenti carestie, dallo spettro dell’Inquisizione spagnola che dominava ogni cosa, si è trasformato in uno straordinario terreno di conquista narrativa che ho cercato di mettere sullo sfondo della mia storia, per dare massima concretezza ai miei personaggi e alle vicende raccontate ne “I Bastioni del Coraggio”.
Come e quando è nata la tua passione per la storia?
Tutto è iniziato quando avevo dieci anni e, frugando nella biblioteca di mio padre, ho trovato una biografia illustrata di Gengis Khan, il più grande conquistatore della storia. Da allora sono sempre stato un forte lettore di romanzi e saggi storici, e ho dato avvio ad approfondite ricerche su personaggi e periodi della storia che mi hanno affascinato. Grazie a questo sono riuscito a scrivere la biografia romanzata di Gengis Khan (che tra l’altro Mondadori ristamperà il prossimo anno negli Oscar Bestseller) e romanzi come “Carthago”, sul duello fra Annibale e Scipione l’Africano, o “La Compagnia della Morte”, che racconta dell’assedio di Alessandria nel 1168 e della battaglia di Legnano. E naturalmente non mi fermerò qui…
Parliamo del libro: mi hanno molto colpito i due personaggi maschili di rilievo, in particolare la spietata malvagità di Ludovico di Valois, e il valoroso coraggio di Fulvio Alciati. Hai tratto ispirazione da qualche personaggio reale? E se si, appartenente alla nostra epoca o a quella in cui è ambientato il libro?
Credo che si debba sempre prendere ispirazione dalle persone che si conoscono, per costruire personaggi realistici all’interno di un romanzo. Anche perché il mondo reale offre così tante varianti delle personalità umane, da fornire materiale abbondantissimo per qualsiasi personaggio si voglia costruire. E nonostante in narrativa la fantasia degli autori possa sbizzarrirsi, sono convinto che nessun romanzo possa eguagliare la realtà: esistono persona ben più malvagie di Ludovico de Valois (e ne conosco qualcuna) e altre ben più coraggiose ed eroiche di Fulvio Alciati. Questo è il bello della vita, e un romanzo non può prescindere da questi elementi di realtà per costruire personaggi a tutto tondo, che non risultino come raffazzonate sagome di cartone.
Ho trovato molto ben caratterizzati anche i personaggi di Anita Polidori e Mariangela Comencini, il cui ruolo di protagoniste è differente rispetto a tanti romanzi ambientati in quest’epoca, fatto di nobildonne altezzose o di popolane ignoranti: come sono nati?
La mia idea, quando si tratta di descrivere i personaggi femminili, è che si debba andare oltre il solito cliché machista del romanzo storico, in cui la madamigella (o la donzella, a seconda dei casi), se ne sta in un angolo in attesa di farsi “comandare” dagli uomini di turno. Io ho provato a inserire donne dal carattere forte, “moderno”, in un contesto storico plausibile, per farle combattere con il cuore e con la testa, non con i soliti stereotipi narrativi, per poi lasciare loro lo spazio che sono state capaci di guadagnarsi nella storia. E il risultato è stato sorprendente anche per me. Soprattutto quando mi sono reso conto di avere creato delle protagoniste femminili forse molto più vicine alla realtà di quanto avrei potuto fare se mi fossi adeguato a quanto, come tu stessa dici, si legge di solito nei libri.
Qual è il limite tra la fantasia e la realtà nel tuo romanzo? È rappresentato da una linea sottile, oppure hai cercato di distinguere le due cose?
Io lavoro così: nelle mie ricerche mi annoto tutti gli elementi storici importanti, poi vado a caccia dei particolari che possono servire per ricostruire gli ambienti, le situazioni, gli stili di vita, e concludo con le biografie accurate dei personaggi realmente esistiti che intendo sfruttare per le mie storie. Dopodiché, in base alla trama che stabilisco, cucio tutti questi elementi fra di loro, sfruttando la tecnica narrativa per completare l’ordito di questo mosaico messo insieme pezzo per pezzo. Se la storia riguarda da vicino un personaggio storico realmente vissuto (come mi è accaduto nel romanzo “Roma in fiamme”, basato sulla vita di Nerone, o nel Gengis Khan), allora cerco di inserire più dettagli possibile recuperati dalle mie ricerche; se invece la storia ha per protagonisti personaggi inventati (come è il caso di “I Bastioni del Coraggio”, che ha solo i grandi personaggi di contorno come veri: per esempio il Borromeo, il Governatore di Milano, ecc), allora cerco di renderli il più possibile coerenti e ben amalgamati nel contesto che ho ricreato, per dare comunque l’impressione che io stia descrivendo persone realmente vissute.
Qual è il momento della giornata in cui preferisci scrivere? Oppure scrivi di getto, seguendo l’ispirazione del momento?
Faccio troppe cose per potermi permettere di aspettare lo stimolo dell’ispirazione. Di giorno faccio l’editor, il giornalista, l’editore e molte altre cose, mentre di sera tardi o di notte (quando ce la faccio) mi concedo alle pagine di narrativa. Diciamo che il buio si concilia meglio con la mia anima di romanziere.
Il tuo successo è legato sicuramente anche alla tua profonda conoscenza della storia e alla tua cultura: cosa consigli ai giovani d’oggi che vogliono intraprendere il tuo mestiere?
Scrivere non è facile, anzi è una delle professioni più difficili che esistano, soprattutto se si vogliono raggiungere certi risultati. Se non c’è consapevolezza di questo, se si crede che sia tutto facile, allora non si riuscirà mai a superare le difficoltà e gli ostacoli che ci si troverà davanti. Con la dedizione, invece, la costanza, la caparbietà e una buona dose di umiltà, si può cercare di attingere alle proprie capacità personali e porsi degli obiettivi da raggiungere. Io ce l’ho fatta perché per me scrivere è sempre stata un’ossessione, e quindi non avrei potuto farne a meno. E questo credo sia il vero segreto del successo di ogni scrittore.
Quali sono i tuoi prossimi progetti, letterari e non?
Be’, adesso sono il Direttore Editoriale delle collane da edicola Mondadori, e quindi il mio primo pensiero va a questa straordinaria opportunità che mi è stata data di dirigere le collane storiche che ho sempre letto fin da ragazzo, come i Gialli Mondadori, Urania e Segretissimo. Poi c’è Delos Books, la mia casa editrice, con la quale opero nelle librerie. E ci sono tutte le riviste che dirigo, come la Romance Magazine e la Writers Magazine Italia, che sono interessantissimi strumenti per dare la possibilità a molti giovani di mettersi in gioco e farsi notare come potenziali narratori in crescita. Per ciò che riguarda la narrativa, il prossimo anno, oltre alla ristampa del Gengis Khan negli Oscar Bestseller, uscirà un altro mio romanzo ambientato nella Milano del 1500, un thriller storico che racconta le indagini del Notaio Criminale Niccolò Taverna e del suo amore per Isabella Landolfi, una ragazza con un gran bel caratterino che non rientra certo nel cliché della damigella tutta frizzi e lazzi…
Non ci lasceremo di certo scappare questo romanzo!
Dallo staff di Tiffany’s un caloroso abbraccio e un ringraziamento per la tua disponibilità.
Grazie a voi e alle vostre lettrici che hanno avuto la pazienza di seguirci fino in fondo!
Siete pronti a vincere una copia autografata e con dedica personalizzata de I Bastioni del coraggio? Partecipare è semplice: diventate follower del blog e lasciate un commento a questo post ricordandovi di scrivere la vostra mail per essere contattati in caso di vittoria! Questo giveaway scade il 3 ottobre... buona fortuna!
Bye,Becky

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