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Stess

Creato il 18 luglio 2012 da Smartina @martismartina

Tutti almeno una volta l'anno abbiamo detto:CHE STRESS, CHE STANCHEZZA…Colite, gastrite, mal di testa, dolori muscolari, abbassamento delle difese immunitarie, manifestazioni allergiche, ma anche frequente stanchezza generale, scarsa qualità del sonno, irritabilità ed instabilità dell’umore.Chi di noi almeno una volta non si è accorto di soffrire contemporaneamente di più d’uno di questi disturbi e, recatosi dal proprio medico, sentire la frase “…non si preoccupi, niente di grave, solo un po’ di stanchezza e stress”, cioè scoprire di essere sano come un pesce …ma di non star bene?Parafrasando Humphrey Bogart in un famoso film si potrebbe dire “è lo stress, bambola”.Comunemente il termine stress possiede un’accezione negativa (in ingegneria “stress” indica la tensione e lo sforzo a cui viene sottoposto un materiale rigido in condizioni di sollecitazione): indica uno stato o un complesso di fattori che possono favorire l’insorgenza di una malattia sia somatica che psichica; ma da un punto di vista biologico esso è l’essenza stessa della vita. L’attivazione dei sistemi biologici comportamentali in conseguenza dell’esposizione ai vari stressor ambientali migliora la plasticità dei sistemi biologici, riducendo il rischio di malattia, insomma… è il sale dell’evoluzione.“Lo stress è una risposta essenziale per la vita, la completa libertà dallo stress è la morte. Contrariamente a quanto si possa pensare, non dobbiamo e non possiamo evitare lo stress, ma possiamo andargli incontro in modo efficace traendone vantaggio, imparando di più sui suoi meccanismi, ed adattando ad esso la nostra filosofia dell’esistenza” (H. Selye).Gli sviluppi più attuali del concetto di stress hanno portato vari autori a interpretare lo stress come un’ampia reazione biologico-comportamentale finalizzata alla conservazione della vita e conseguenza di un processo di selezione naturale … cioè a dare ad essa una valenza decisamente positiva. Tuttavia affinché ciò avvenga, è necessario che si verifichi il ciclo di attivazione/disattivazione dello stress in modo completo e corretto attraverso l’inattivazione finale dello stimolo.Quando lo stressor non è particolarmente aggressivo e soprattutto è circoscritto ad un preciso frame di tempo, e i sistemi di controllo omeostatico sono efficienti, si attiva l’asse dello stress in maniera fisiologica. Come osservò Selye si attiva in particolare il cosiddetto asse HPA (Ipotalamo-Ipofisi-Corticosurrene).Tale reazione è utile e finalizzata all’adattamento dell’organismo alle richieste dell’ambiente. E’ quello che avviene quando viviamo una situazione di paura, ovvero quando, conoscendo perfettamente il pericolo, siamo in grado di valutarlo e dunque affrontarlo: per i nostri antenati era la consapevolezza che, per esempio, in una certa parte della savana sussistesse il pericolo di essere sbranati da un leone e dunque bisognasse tenere all’erta tutti sensi, per noi è la consapevolezza che, se non si è perfettamente concentrati, non si potranno superare le prove alle quali la vita ci sottopone (un esame, un calcio di rigore, il primo appuntamento con una ragazza).Per salvarsi dal leone e per segnare il calcio di rigore “occorre lo stress”.In questo caso si parla di eustress.Viceversa, quando lo stressor è più aggressivo o non conosciamo esattamente l’entità del pericolo (cioè non si tratta di paura ma di ansia) e, soprattutto, esso è protratto per un lungo periodo di tempo o, ancora, le condizioni di equilibrio omeostatico del soggetto sono precarie, si verifica un’attivazione dell’asse dello stress che dalla fisiologia sconfina nella patologia: cioè si diventa inabili a disattivare l’asse HPA.A tal proposito è interessante osservare come tutti gli eventi della scala internazionale dello stress siano accomunati da un unico elemento: il cambiamento. MORTE DEL CONIUGE 100DIVORZIO 73DETENZIONE IN CARCERE 63FERITE PERSONALI 53MATRIMONIO 50LICENZIAMENTO 47PENSIONAMENTO 45GRAVIDANZA 40PROBLEMI SESSUALI 39CAMBIAMENTO SITUAZIONE FINANZIARIA 38IPOTECA 31FIGLIO/A CHE ESCE DI CASA 29PROBLEMI CON I SUPERIORI 23VACANZE 15NATALE 13PICCOLE VARIAZIONI DELLA LEGGE 11
Ecco dunque la dinamica dello stress: non sappiamo cosa ci aspetta dietro l’angolo, questo creaansia, l’ansia attiva in maniera inadeguata e protratta l’asse dello stress, una grande quantità dicortisolo si riversa in circolo, ad una prima fase di allarme con attivazione di una rispostaopportuna volta al “combattimento”, segue una seconda fase di resistenza (down regulation deirecettori ipotalamici del cortisolo) con adeguamento dell’organismo ad una non-risposta, ed infine ilciclo si conclude con la fase di esaurimento: le surrenali non sono più in grado di produrre nellecorrette quantità i propri ormoni del fighting, cortisolo e adrenalina.A quel punto si è esausti: davvero non si ha più energia, la vita perde di interesse, non si dorme piùla notte, si compromettono le relazioni sociali ed affettive, si cerca consolazione ad una condizionepsichica insostenibile cercando di disattivare in maniera artificiosa lo stress, dando così origine aicosiddetti disturbi comportamentali da stress:alcoolismotabagismoanoressia o bulimiaansia o depressioneCompare anche un’ampia gamma di disturbi psico-fisiologici:turbe del sonnoinappetenzaasteniaamenorreasintomi cardiovascolaridispneadisturbi della digestioneiperidrositensione muscolareE’ la cosiddetta Sindrome da Stress Cronico o Sindrome del Burn Out.Le più recenti interpretazioni in chiave psico-neuro-endocrino-immunologica dello stress riconducono l’etio-patogenesi della Sindrome del Burn Out ad una desincronizzazione dell’asse HPA. In termini molto semplici: il soggetto stressato non è più capace di agire sull’interruttore dello stress, cioè di attivarlo e, ancora di più, di disattivarlo.Sofisticati studi in campo fitoterapico ed omeopatico hanno portato all’identificazione prima ed all’applicazione poi di alcuni principi farmacologici che, lavorando contemporaneamente su tutte le strutture dell’asse HPA, sono in grado agire su di esso risincronizzandolo e rendendolo nuovamente abile ad attivarsi e disattivarsi.E’ proprio su questi meccanismi che si basa la Medicina Fisiologica di Regolazione: grazie ai bassi dosaggi fisiologici (e naturalmente attivati secondo il Metodo SKA -Sequential Kinetic Activation- in grado di rendere efficaci concentrazioni molecolari anche al di sotto della dose minima terapeuticamente efficace normalmente utilizzata) ormoni e neuropeptidi, implicati nei fenomeni di desincronizzazione alla base delle sindromi da stress cronico, sono in grado di attivare circuiti neurormonali di controllo dell’asse dello stress (e delle ghiandole e strutture nervose in esso implicate) inducendo meccanismi di auto-regolazione; in altre parole, riportando all’omeostasi fisiologica la funzione del circuito neurormonale alterato.Con la PRM cerchiamo di “riprodurre” l’andamento fisiologico della secrezione dei neurormoni (la cui alterazione è la vera, profonda causa dello stress), attraverso un meccanismo di riprogrammazione e risincronizzazione della funzione cellulare-ghiandolare. Appare chiaro e logico quindi che, nella sindrome da stress cronico per esempio, la somministrazione terapeutica dei medicinali indicati all’uopo, come Guna ACTH D6 (20 gocce) e Guna Melatonin 4CH (20 gocce), avvenga secondo una precisa cronobiologia: Guna ACTH D6 al mattino (in concomitanza dello spike fisiologico di cortisolo) e Guna Melatonin 4CH alla sera (in concomitanza con al massima attività dell’Epifisi).La parola d’ordine in Medicina Fisiologica di Regolazione è proprio “assecondare” la Fisiologia, recuperare l’”intelligenza” biologica delle cellule. Ed è esattamente quello che cerchiamo di fare con le low dose fisiologiche attivate.Ma Medicina Fisiologica di Regolazione è anche ricerca nel campo più avanzato della Fitoterapia, anche per ciò che riguarda lo studio della sindrome da stress cronico.Dall’incontro delle conoscenze fitoterapiche polinesiane ed europee, è nato Tonico Guna, un moderno ed innovativo integratore a base di principi vegetali, studiato per sostenere l’organismo nelle situazioni di debolezza, astenia, esaurimento psico-fisico, convalescenza, stress e, in generale, in tutte le condizioni in cui siano necessarie carica ed energia.In Tonico Guna, 9 principi attivi lavorano sinergicamente ed in maniera complementare tra di loro attivando l’organismo nella sua globalità mente-corpo attraverso un’azione di stimolo, dolce ed equilibrata, sull’intero asse Psico-Neuro-Endocrino-Immunologico.Cuore di Tonico Guna è il Succo di Morinda citrifolia (Noni) presente nel prodotto in elevata quantitàL’efficacia di Noni è dimostrata da numerosi studi che hanno evidenziato l’alta concentrazione nel succo del precursore dell’alcaloide Xeronina ad elevata attività catalitica sulle sintesi proteiche, sul metabolismo, sulle mitosi cellulari, in grado di attivare la funzione endocrina ed il Sistema Immunitario, migliorare la capacità recettoriale per le endorfine, e quindi con una marcata attività anti-astenica, anti-stress, anti-ageing.L’azione di stimolazione ad ampio spettro di Noni è potenziata dalle singole azioni degli altri estratti vegetali, ognuno con specifici tropismo organico e azione:
Stess
Oggi finalmente possiamo dire che la Natura ci ha fornito una soluzione per avere carica ed energia contro stress, stanchezza e debolezza, ed una speranza contro il nemico del XXI secolo: lo stress cronico.

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