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Stop cluster munitions! Campagna italiana contro le mine

Da Apietrarota

 

Stop cluster munitions! Campagna italiana contro le mine

 

 

 

Stop al finanziamento dei produttori di cluster bombs

ancora miliardi investiti nelle aziende produttrici

 

Le banche italiane migliorano il loro impegno etico mentre il  disegno di legge dedicato attende da due anni nella Commissione  Finanze e Tesoro del Senato

 

 

(Roma, 16- giugno  2012): E' stata lanciata ieri a Berlino e contemporaneamente in altre capitali mondiali  la ricerca"Worldwide Investments in Cluster Munitions, a shared responsibility". Realizzata da IKV Pax Christi and FairFin, entrambi membri della Cluster Munition Coalition (CMC), la ricerca  dimostra che dal 2009 banche ed altre istituzioni finanziarie di 16 Paesi hanno investito  più di 43 miliardi di dollari  in compagnie che producono cluster bombs. Alla luce di questi dati che evidenziano  ingenti finanziamenti  nelle aziende produttrici  di munizioni cluster bandite dalla  Convezione di Oslo,  la CMC  richiama i  governi perché procedano al  divieto di investimento in questo settore  con una legge nazionale dedicata.

 

La CMC crede che i Paesi che hanno aderito alla Convenzione  debbano dotarsi di una legge vincolante che proibisca definitivamente e senza ambiguità questo tipo di investimenti. La maggior parte di questi investimenti proviene da Stati che non hanno sottoscritto la Convenzione sulle Munizioni Cluster (CCM) che proibisce l'uso,la produzione, il trasferimento il possesso di cluster bombs e l'assistenza a terzi in una di queste attività.

 

Il rapporto ci svela inoltre che dal 2009 un numero crescente di banche stanno abbandonando gli investimenti in compagnie coinvolte nella produzione di bombe cluster  migliorando  l'approccio etico agli investimenti. Tra le banche italiane, Intesa  San Paolo- Imi San Paolo ha rinnovato nel 2011 la sua policy rispetto alle armi bandite dalle convenzioni internazionali ma è ancora coinvolta in un finanziamento (bonds) alla Lockeed Martin mentre Unicredit ha dichiarato di aver escluso dalla sua branca asset gestionale Pioneer Investments compagnie coinvolte nella produzione di cluster bombs. Ma tra policy dichiarate ed investimenti reali generali c'è ancora un largo margine di azione, dovuto anche ai collegamenti tra compagnie controllate dalle holding.

 

L'Italia che si presenterà per la prima volta come Stato Parte al prossimo meeting  ad Oslo dall'11 al 14 settembre 2012 ha,  nella sua legge di ratifica della Convenzione,  all'articolo 7, chiaramente accolto il principio che anche il supporto finanziario alla produzione, detenzione e commercio delle munizioni a grappolo sia un comportamento da sanzionare penalmente dal quale non può essere escluso il  tema del supporto finanziario all'estero di banche nazionali ad aziende estere attualmente coinvolte  nella produzione di ordigni con effetti indiscriminati. Per regolare con maggiore completezza questi aspetti era già stata presentata una proposta di legge dalla Senatrice  Silvana Amati e sottoscritta anche dalla Senatrice Barbara Contini il 26 maggio 2010 (ddl 2136).

 

«La  proposta di legge giace da due anni nella Commissione Finanza e Tesoro  presieduta dal Prof. Sen. Mario Baldassari senza neanche essere stata calendarizzata - dichiara Giuseppe Schiavello direttore della Campagna Italiana contro le mine – è quanto mai illuminante  il fatto che  addirittura le banche, in genere recalcitranti su alcuni argomenti si muovano più velocemente delle nostre Istituzioni. Da quella Commissione, che abbiamo contattato numerose volte, molte rassicurazioni e pochi fatti, conosciamo il Prof Baldassarri come una persona sensibile ad argomenti quali i diritti umani ma, evidentemente, in questo caso la sensibilità non basta e non era mai successo dal 1994 ad oggi che una proposta di legge così importante fosse totalmente ignorata non riconoscendole neanche la dignità di una calendarizzazione".  Continua Schiavello : "Le bombe cluster bandite dalla Convenzione non possono essere più finanziate con i soldi provenienti da Paesi che l'hanno sottoscritta, e non basta sventolare la crisi per giustificare la cecità umanitaria che caratterizza alcune prese di posizione seppur velate : di bombe cluster la gente muore e forse è bene che la gente sappia che finanzia omicidi in Paesi in cui magari sottoscrive adozioni a distanza. Chiediamo – conclude Schiavello - che il Senato riprenda senza esitazioni la discussione di questa legge".

 

Il rapporto contiene informazioni su 137 banche  ed istituzioni finanziarie che investono in produttori di cluster bombs. Di queste  27 provengono da Paesi che sono parte della Convenzione sulle munizioni cluster: Francia, Germania Italia, Giappone e Gran Bretagna, tra i firmatari Australia, Canada, Liechtenstein e Svizzera.

Altri 21 Stati hanno dichiarato che  questi investimenti sono da considerare vietati dalla Convenzione, ma  a queste affermazioni  devono ancora seguire iniziative legislative.

  

 

The CMC believes investing in cluster munitions should be banned under the Convention on Cluster Munitions because Article 1 of the Convention reads: "Each State Party undertakes never under any circumstances to: (a) Use cluster munitions; (b) Develop, produce, otherwise acquire, stockpile, retain or transfer to anyone, directly or indirectly, cluster munitions; (c) Assist, encourage or induce anyone to engage in any activity prohibited to a State Party under this Convention."

 

About cluster bombs:
A cluster munition (or cluster bomb) is a weapon containing multiple - often hundreds - of small explosive submunitions or bomblets. Cluster munitions are dropped from the air or fired from the ground and designed to break open in mid-air, releasing the submunitions over an area that can be the size of several football fields. This means they cannot discriminate between civilians and soldiers. Many of the submunitions fail to explode on impact and remain a threat to lives and livelihoods for decades after a conflict.

 

About the Convention on Cluster Munitions:
The Convention on Cluster Munitions bans the use, production, stockpiling and transfer of cluster munitions and requires countries to clear affected areas within 10 years and destroy stockpiles of the weapon within eight. The Convention includes groundbreaking provisions requiring assistance to victims and affected communities. Signed in Oslo in December 2008, the Convention entered into force as binding international law on 1 August 2010 and is the most significant international disarmament treaty since the 1997 Mine Ban Treaty banning antipersonnel landmines.

 

About the Cluster Munition Coalition (CMC):
The CMC is an international coalition with more than 350 non-governmental organisations (NGOs) working in around 100 countries to encourage urgent action against cluster bombs. The CMC facilitates NGO efforts worldwide to educate governments, the public and the media about the problems of cluster munitions and to urge universalisation and full implementation of the 2008 Convention on Cluster Munitions
http://www.stopclustermunitions.org/

 

111 countries have joined the Convention on Cluster Munitions (full States Parties - bold):

Afghanistan, Albania, Angola, Antigua and Barbuda, Australia, Austria, Belgium, Benin, Bolivia, Bosnia and Herzegovina, Botswana, Bulgaria, Burkina Faso, Burundi, Canada, Cape Verde, Central African Republic, Cameroon, Chad, Chile, Colombia, Comoros, DR Congo, Republic of Congo, Cook Islands, Costa Rica, Côte D'Ivoire, Croatia, Cyprus, Czech Republic, Denmark, Djibouti, Dominican Republic, Ecuador, El Salvador, Fiji, France, Gambia, Germany, Ghana, Grenada, Guatemala, Guinea, Guinea Bissau, Haiti, The Holy See, Honduras, Hungary, Iceland, Indonesia, Iraq, Ireland, Italy, Jamaica, Japan, Kenya, Lao PDR, Lebanon, Lesotho, Liberia, Liechtenstein, Lithuania, Luxembourg, Macedonia FYR, Madagascar , Malawi, Mali, Malta, Mauritania, Mexico, Republic of Moldova, Monaco, Montenegro, Mozambique, Namibia, Nauru, Netherlands, New Zealand, Nicaragua, Niger, Nigeria, Norway, Palau, Panama, Paraguay, Peru, Philippines, Portugal, Rwanda, Samoa, San Marino, Sao Tomé and Principe, St. Vincent and Grenadines, Senegal, Seychelles, Sierra Leone, Slovenia, Somalia, South Africa, Spain, Swaziland, Sweden, Switzerland, Tanzania, Togo, Trinidad and Tobago, Tunisia, Uganda, United Kingdom, Uruguay, and Zambia. See www.stopclustermunitions.org/treatystatus for details.

 


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