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Stop incentivi per fotovoltaico a terra: era ora!

Creato il 02 febbraio 2012 da Fucc

Stop incentivi per fotovoltaico a terra: era ora!
Stop incentivi per fotovoltaico a terra: era ora!Stop incentivi per fotovoltaico a terra: era ora! Il Ministro dell'Agricoltura Mario Catania ha mantenuto la parola: nel decreto liberalizzazioni è infatti comparso il comma 1 dell'articolo 65 che sancisce, una volta per tutte, l'interruzione di qualunque incentivo per l'installazione di impianti fotovoltaici su terre agricole: la terra agricola è e deve essere destinata alla produzione di cibo. Di contro, vengono innalzati gli incentivi per la realizzazione di impianti fotovoltaici sulle serre, a patto che la copertura complessiva sia inferiore al 50% tale quindi da non danneggiare le colture interne alle serre stesse. 

A distanza di tre anni riusciamo quindi a imitare la Germania che aveva emanato una legge simile nel lontano 2009.
Non si è fatta attendere la reazione dei produttori ed installatori di soluzioni solari. Le associazioni di settore così commentano il testo:

Il testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale  introduce, incredibilmente, disposizioni retroattive che ledono gravemente i diritti dei produttori fotovoltaici che in buona fede hanno iniziato a realizzare nuovi impianti secondo la normativa vigente, da  soli 10 mesi (Dlgs 28/2011). L’articolo 65, nella sua versione di ieri mattina,  stralcia parte dell’articolo 10 del Dlgs 28/2011, che concedeva un anno di tempo ai produttori per mettere in esercizio gli impianti fotovoltaici a terra in area agricola, il cui iter autorizzativo fosse già avviato.
L’abrogazione di questa norma transitoria getta nel panico i produttori i quali, avendo già sostenuto tutti i costi per la realizzazione degli impianti, a meno di due mesi dalla scadenza dell’anno di tempo concesso dal Dlgs 28/2011, non sanno ora se mai potranno ricevere un incentivo per gli impianti prossimi a entrare in esercizio. Le Associazioni di categoria ribadiscono con forza la necessità che si evitino interventi normativi estemporanei e retroattivi che minano la stabilità del sistema e ledono la fiducia degli investitori e chiedono che finisca, in maniera definitiva, la fase in cui si decide senza ascoltare la voce delle forze sociali ed economiche che operano in concreto. 

Per quanto riguarda invece gli incentivi destinati al resto del fotovoltaico, questi rimarranno elevati per le installazioni sui tetti di case ed imprese: l'obiettivo programmatico per il 2020 è di raggiungere una copertura pari a 26 milioni di metri quadri, copertura in grado di generare una corrente elettrica equivalente a quanto se ne otterrebbe con 1,6 milioni di tonnellate di petrolio.
Nota personale circa gli impianti fotovoltaici: sono da sempre contrario a questa tecnologia, o meglio al suo abuso. Altissimi costi di realizzazione e tempi immensi per il recupero dell'investimento iniziale nonché un costo per chilowattora elevatissimo che a partire dal 2011 comincia ad essere caricato sulle bollette energetiche dei cittadini (+1 miliardo di euro nel 2011, +5 miliardi di euro nel 2012 per bilanciare gli incentivi). Il fotovoltaico attuale è ancora acerbo con una percentuale di conversione troppo bassa (siamo intorno al 15%). Gli stessi pannelli sono soggetti a decadimento (-1% ogni due anni) e deterioramento   nel tempo tanto da non garantire (di che ne dicano gli installatori) il raggiungimento del pareggio delle spese (tanto i mutui sono a perdere, quindi danno nullo per chi installa). Nei prossimi anni vedremo giungere sul mercato soluzioni ottimizzate (la stessa Beghelli ha prodotto un pannello solare in grado di convertire il 40% della luce solare): per quale motivo si sta ancora incentivando la soluzione attuale?  Per concludere: ben vengano gli impianti sui tetti SE questi non devono gravare sulle nostre tasche (via gli incentivi o riduciamoli drasticamente) e ben venga lo stop delle installazioni sui terreni agricoli. Che senso ha generare elettricità dal sole se poi devo acquistare del cibo in un paese molto lontano?
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