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Storie sudamericane: Defensor Sporting, il titolo ha un sapore speciale

Creato il 19 maggio 2017 da Agentianonimi

Quando si parla di Montevideo, in ambito calcistico, le prime due squadre che vengono in mente sono il Penarol e il Nacional. Ma nei giorni scorsi il Defensor Sporting ha ricordato che nella capitale uruguagia ci sono anche loro. E l’hanno fatto vincendo sul campo il titolo di Apertura del campionato Nazionale, roba che da quelle parti ancora faticano a crederci. Sì, perché questo titolo è diverso da tutti gli altri. Il Defensor l’ha vinto nell’ultimo quarto d’ora dell’ultima partita, a discapito del Nacional, grazie a un gol di Maximiliano Gomez.

QUESTO TITOLO HA UN SAPORE SPECIALE

Anzi, forse speciale è dire poco. Questo campionato arriva in modo inaspettato, perché le casse della società sono quasi completamente vuote e i dirigenti, da un po’ di tempo a questa parte, stanno facendo di necessità virtù investendo gran parte dei soldi nel settore giovanile. E la cosa sta dando i suoi frutti. “Le risorse dobbiamo costruirle per conto nostro”. Ha detto il presidente Daniel Jablonka. E infatti, i tifosi si sono resi conto che un club così povero non può non puntare sul proprio settore giovanile e non può non vendere i pezzi più pregiati per autofinanziarsi. Una delle cose che deve rendere più fieri i tifosi del Defensor, è proprio quella che il loro club è uno dei pochissimi in Uruguay che riesce ad abbinare i conti in ordine alla competitività. Dimostrazione che i dirigenti e il presidente capiscono molto di calcio.

Grande importanza nel titolo vinto ha avuto Maximiliano Gomez. Non solo per il gol vittoria nell’ultima partita, ma soprattutto per gli altri dieci in altre undici. Gomez ha costituito insieme a Gonzalo Bueno, uno che di Nacional se ne intende e non poco, una coppia da sogno. Bueno è quel Bueno che partecipò, da protagonista, al Mondiale U20 che si disputò ben quattro anni fa in Turchia. Lo stesso Bueno che ha passato nove dei suoi ventiquattro anni di vita da tesserato del Nacional, prima nelle giovanili e poi in prima squadra. Ultimamente si era un po’ perso, ma sembra ritrovatosi dopo un lungo pellegrinaggio che l’ha portato a giocare al Kuban Krasnodar, Uniao Madeira ed Estudiantes. Insomma, Rrussia-Portogallo-Argentina, prima di tornare in Uruguay. Non si può certo dire che abbia un grande spirito d’adattamento. In Italia si è imposto a livelli medio-alti Diego Laxalt, acquistato dall’Inter qualche stagione fa e ora al Genoa, dopo aver giocato anche a Bologna e a Empoli. I tifosi del Milan ricordano bene una sua doppietta con la maglia rossoblu (quella bolognese). Invece, nell’attuale rosa guidata da Eduardo Acevedo, di puro cuore violeta, figurano ben nove elementi nel giro dell’Uruguay Sub 20. Un autentico blocco violeta, appunto. Sarebbe bello se in futuro Oscar Washington Tabarez avesse il coraggio di rischiarne almeno quattro o cinque per la Nazionale maggiore, anche se l’idea non sembra entusiasmarlo molto, dato che giocano sempre gli stessi giocatori da tanti anni.

di Nico Bastone (Twitter: Nik_Bast)

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