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Tamara Donà, “Tu scrivi io leggo”… e bisogna proprio leggere libri di editori a pagamento?

Creato il 09 dicembre 2011 da Gaialodovica

Tamara Donà, “Tu scrivi io leggo”… e bisogna proprio leggere libri di editori a pagamento?

Prima di criticare un uomo devi aver camminato 100 lune nelle sua scarpe. (Anonimo)
Questa è la citazione scelta dalla Donà per il suo spazio sul sito di Radio 101 e avrà tutte le sue buone ragioni per sostenere questa tesi, ma visto che Radio 101 l’ascolto ora meno di prima, lo ammetto credo anche di poter dire la mia circa le sue proposte librarie.

Avete mai sentito lo spazio radiofonico “Tu scrivi io leggo” dedicato agli esordienti? Beh, forse vi interesserà sapere che buona parte dei libri proposti esce con editori a pagamento. Magari a voi frega una pippa, ma in giro ci sono scrittori e scrittorucoli che si fanno il mazzo per scovare un editore “a gratis”, immagino che tra loro ci sia anche qualcuno che non gradisce chi come la Donà se ne sbatte di fare una distinzione tra libri editi e libri stampati a pagamento.
Qui la differenza è piuttosto chiara, almeno per quanto mi riguarda: qualcuno passa la selezione, qualcuno la selezione se la compra.

Una rapida ricerca online mi porta a una pagina di podcasting, qui trovate le interviste di Tamara Donà e le varie puntate di “Tu scrivi io leggo”. Se avete del tempo da perdere io probabilmente ne ho e vi va di scovare i titoli dei libri proposti per poi cercarne l’editore, vi accorgerete che Il Filo compare spesso. C’è davvero bisogno che io vi spieghi come lavora questo editore? Ok, allora facciamo così, prendo in prestito l’opinione di Enrica Aragona dal sito Writer’s Dream.

Tamara Donà, “Tu scrivi io leggo”… e bisogna proprio leggere libri di editori a pagamento?

A questo punto, e nonostante io non abbia camminato 100 lune nelle scarpe della Donà, mi permetto di criticare la sua scelta di fare pubblicità alle pubblicazioni a pagamento.

In una parola, posso dire che a mio modesto parere, tutto ciò è assolutamente indecente. Se fossi Giorgia Grasso la direttrice editoriale, si sappia mi vergognerei di prestare la mia faccia per certa gente. Così sostiene Enrica Aragona, a cui vorrei tanto chiedere di spendere due parole anche su Tamara Donà.


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COMMENTI (1)

Da Grimilde
Inviato il 17 febbraio a 09:16
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Leggo solo ora quest'articolo, e mi sono sentita 'un pochino' chiamata in causa... non seguo Radio101 e devo ammettere che non so chi sia tale Tamara Donà - mea maxima culpa, ma anche no - ma a prescindere dalla signora in questione, posso dire che non mi stupisce per niente che su un'emittente nazionale vengano promossi libri di editori a pagamento. La stragrande maggioranza degli italiani pensa che se non ti chiami Vespa o Moccia sia normale pagare per essere pubblicati, forse perché ignorano l'esistenza di piccole realtà indipendenti che si fanno il mazzo per scovare nuovi autori e investono su di loro senza chiedergli un centesimo. Io, per mia fortuna, di queste piccole realtà ne ho trovate diverse, interessate a ciò che scrivo e a come lo scrivo, e a breve uscirà un mio romanzo, che sarà pubblicato da una casa editrice di Padova senza che io debba sborsare nemmeno un centesimo. Eppure non sono nessuno... Incredibile, eh? Voglio dire, viviamo in un paese in cui la gente crede che Faletti e Fabio Volo siano due scrittori, di cosa ci meravigliamo? Ti ringrazio per aver citato il mio intervento, alla prossima =)

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