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Tanti tifernati per olga e clara. un incontro in memoria delle sorelle mariani

Creato il 13 febbraio 2016 da Goodmorningumbria @goodmrnngumbria

olgaTanti tifernati nella sala del consiglio comunale di Città di Castello per l’iniziativa promossa dal comune in memoria di Olga e Clara Mariani, “due concittadine benemerite” ha detto il sindaco Luciano Bacchetta, sottolineando come “tanta partecipazione sia il tributo più significativo alla nobiltà del gesto compiuto e coinvolgeremo tutta la comunità tifernate sulla scelta di quali destinazioni interpretino meglio le volontà testamentarie e producano effetti di più lungo periodo nel benessere della città, che va misurato sulle condizioni dei suoi segmenti più fragili o vulnerabili, come Olga e Clara ci suggeriscono”.

Nel ricordo delle due sorelle, la platea, su invito del sindaco, ha applaudito il cavaliere Francesco Mariani, discendente per parte di padre, che ha compilato un volume con documenti e foto d’archivio in cui si ricostruisce la vicenda biografica delle sorelle e il loro rapporto con Città di Castello. “Ho voluto che i tifernati le conoscessero e apprezzassero meglio di quanto accadde in vita” ha detto Francesco “e per offrire uno spaccato della la storia di una famiglia che non perse mai il contatto con la terra natia”.

“I tifernati con più di 64 anni oggi rappresentano il 24 per cento del corpo cittadino: per questo attingere al lascito Mariani per raddoppiare il Centro Alzheimer di Città di Castello è di certo un modo per onorare le ultime volontà di Olga e Clara” ha detto l’assessore alle Politiche sociali Andreina Ciubini mentre il vicesindaco e assessore alla Cultura Michele Bettarelli nel moderare l’incontro ha ricordato “lunga scia di munificenza che ha segnato la storia di Città di Castello e fondato alcune delle istituzioni culturali anche oggi più significative, da Elia Volpi con la Pinacoteca ai Baroni Franchetti per passare a G.O Bufalini o da ultimo a Burri. Nella generosità di Olga e Chiara c’è un elemento in più perché sia l’una che l’altra non avevano vissuto a Città di Castello, anche se in punto di morte questo legame ha prevalso. Dobbiamo essere all’altezza di tale nobiltà”.

La storia. Siamo alla fine dell’Ottocento: il padre Giuseppe, la madre Ida Savelli, e le due figlie, vivono in una casa nella zona di Rignaldello. Ma nei primi anni del Novecento, Olga se ne va a Firenze, dove, alla morte del capofamiglia, la seguono la madre e Clara. Non torneranno più nella loro città natale. Olga rimane presto vedova mentre Clara si sposa a Roma. Anche lei perderà nel 1927 il marito e nel 1966 si risposerà con un avvocato della Capitale. Olga muore nel 1978, Clara nel 1984. Senza figli, lasciano il loro patrimonio, consistente – avevano fatto buoni matrimoni – a Città di Castello, scelta a cui i parenti si oppongono, aprendo un contenzioso giudiziario su cui la Corte di Cassazione scrive la parola fine dopo trenta anni, confermando la validità del testamento autografo di Clara. Al comune di Città di Castello vanno circa 3 milioni e 700 mila euro da destinare “ad opere di bene per alleviare le sofferenze e soccorrere quanti si trovano nel bisogno di cure e vivono nel dolore”.

“Sfogliando il volume, compilato dal cavalier Francesco Mariani, conosciamo un tratto saliente della personalità delle due donne, che avevano una grande sensibilità verso il sociale” ha detto lo storico Alvaro Tacchini “Questa caratteristica si ritrova con molta facilità nella storia tifernate. Se, per fare un esempio, parte del lascito Mariani andrà a Muzi Betti, non possiamo non dimenticare che questa struttura nacque sulla base di un altro lascito, dei fratelli Betti, che vollero aiutare orfani, anziani, disabili. Molta beneficenza premiava la cultura, come i lasciti Segapeli e Cassarotti, Monte e Torrioli, perchè era eccellenza intellettuale avrebbe illustrato la città. In questo filone si inserisce la Scuola operaia Bufalini, la grande eredità dei baroni Franchetti, Scipione Lapi, un monarchico-liberale che applicò ante litteram la cogestione alla fabbrica, e da ultimo il grande archivio storico e librario di Raffaele De Cesare. I nomi sono così numerosi e disseminati nel passato recente che non possono essere considerati dei casi isolati, eccezionali, ma un sentire diffuso soprattutto in chi fu classe dirigente e ne sentì tutta la responsabilità”. “L’Amministrazione non deciderà da sola – ha ribadito il sindaco Bacchetta – ci confronteremo ad ampio raggio con tutti i soggetti e tra questi l’Unità sanitaria locale anche sulla base di proposte già avanzate, che saranno parte di una discussione ampia e approfondita. L’atto di generosità di Olga e Clara deve essere valorizzato e dobbiamo essere all’altezza di una tale responsabilità”. Il sindaco in chiusura ha ringraziato gli avvocati che hanno seguito la causa e rivolto un invito affinché i resti mortali di Clara, conservati a Roma nel Cimitero Flaminio di Prima Porta a Roma, siano custoditi in modo decoroso e salvati da un’incuria che non meritano. Olga e Clara ci insegnano che, quando si fa del bene, non è mai invano”.



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